domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

La previdenza oggi
una giungla piena di iniquità
Pubblicato il 16-11-2013


Lavoro sui grattacieliCinque proposte economicamente sostenibili per cancellare le iniquità alle quali sono soggetti gli iscritti alla Gestione separata Inps, garantendo adeguate tutele per il presente e una pensione dignitosa in futuro. Questo il tema della recente tavola rotonda organizzata da Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uil tem.p, alla quale hanno preso parte il direttore generale Inps, Mauro Nori, i presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, e il segretario confederale Cisl, Pietro Cerrito.

I lavori sono stati aperti dalla relazione introduttiva del segretario generale Nidil Cgil, Claudio Treves, e conclusi dal segretario generale Uil, Luigi Angeletti. Secondo Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uil tem.p, “per avere pensioni dignitose e per evitare una vera e propria emergenza sociale che riguarderà i lavoratori parasubordinati quando il sistema contributivo andrà pienamente a regime, è indispensabile (chiosano all’unisono le organizzazioni) il sostegno alle posizioni assicurative di coloro che tra il 1996 e il 2006 hanno corrisposto alla gestione separata Inps contributi poco più che simbolici tra il 10% e il 17% del reddito percepito”.
Per i sindacati, “la ripartizione dell’onere previdenziale dovuto (2/3 dell’aliquota a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore) deve essere uguale per tutti i soggetti contribuenti iscritti alla gestione separata”. “Inoltre, si chiede che la condivisibile parità contributiva del 33% con il lavoro dipendente non si traduca in un gravame a carico dei lavoratori parasubordinati superiore a quello pagato attualmente dai dipendenti. A tale proposito, proseguono le categorie sindacali, sarebbe necessario una sterilizzazione della quota parte del lavoratore, riversandola sul committente, fin da gennaio 2014, in quanto in quella data è previsto un ulteriore incremento dei contributi”.
Tra le proposte emerse durante i lavori c’è stata anche quella relativa all’introduzione del “principio di automatismo delle prestazioni, come quello già in vigore per i dipendenti, che deve essere esteso pure ai lavoratori iscritti alla Gestione separata segnatamente nei casi in cui l’interessato non sia titolare in proprio dell’obbligazione contributiva, che gli garantisce comunque l’accesso alle prestazioni previdenziali anche nell’ipotesi di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro”.
Per Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uil, inoltre, “deve essere configurato un generale rafforzamento delle tutele sociali erogate dalla gestione separata Inps”. “In particolare – hanno puntualizzato – un rialzo delle indennità economiche per la malattia ospedaliera e per la malattia domiciliare, prefigurando per quest’ultima, in particolare, il suo riconoscimento a partire dal 1° giorno di malattia, con relativo accredito della connessa contribuzione figurativa.
Per il congedo parentale la richiesta è, nei limiti della compatibilità e della durata del contratto, di ampliare ed estenderne i periodi di fruizione, come succede per i lavoratori dipendenti”. Le organizzazioni sindacali, quindi, hanno rivendicato “un sistema inclusivo e universale per tutti, anticipando al 2014 la revisione dell”una tantum’, come sancito anche dalla legge 92/2012, includendo pure i parasubordinati tra i potenziali beneficiari della mini Aspi, con conseguente contribuzione figurativa”. “Nel frattempo, occorre rivedere l’attuale ‘una tantum’ destinata esclusivamente ai collaboratori a progetto, estendendo la platea dei beneficiari a tutti gli iscritti alla gestione separata e, cosa altrettanto importante, rendendo i requisiti per esservi ammessi ancora meno stringenti”.
Per Ivan Guizzardi, segretario generale della Felsa Cisl, “il sistema pensionistico della gestione separata Inps deve essere riformato e armonizzato”. “Un obiettivo – ha affermato – che la Cisl e la Felsa perseguono da più di dieci anni. Vogliamo fornire adeguate misure di supporto a una generazione che ha fatto i conti con una fortissima flessibilizzazione del lavoro, non sempre con le giuste contropartite. L’esigenza di rendere finanziariamente sostenibile l’intero sistema deve essere coniugata con il senso solidaristico delle prestazioni. Resta imprescindibile che, a parità di versamento contributivo, vadano garantite pari prestazioni previdenziali. Dobbiamo andare verso un nuovo patto generazionale che offra maggiori garanzie di tutela”. A parere di Claudio Treves, segretario generale della Nidil Cgil, “l’idea alla base dell’iniziativa di oggi è quella che, a risorse e normative date, quindi con la gradualità verso il raggiungimento di una soglia contributiva uguale per tutti i lavoratori al 33%, ci si debba misurare sulla necessità di garantire a tutti i lavoratori assegni pensionistici decorosi e adeguate tutele nel caso in cui ricorrano gli eventi di maternità e di malattia, o nei casi di perdita del lavoro”. “Siccome la gestione separata è una ‘gallina dalle uova d’oro’ – ha avvertito – che annualmente produce un avanzo di 7 mld e patrimonialmente ne ha uno di 80, ci è sembrato percorribile, senza aggiungere aggravi di costi sui lavoratori, anzi riducendo il costo per le partite Iva con dei meccanismi di riparto, assicurare a tutti i lavoratori protezioni sociali più giuste ed efficaci”. E per segretario generale della Uil Tem.p, “l’obiettivo dichiarato del convegno è quello di porre in evidenza l’esigenza, troppo a lungo dimenticata, di una riforma del sistema della gestione separata”. “Un atto di giustizia sociale nei confronti delle nuove generazioni che, per prime, vivono l’esperienza lavorativa della collaborazione a progetto, della partite Iva o dell’associazione in partecipazione, senza poter godere di un sistema di tutele valido. Le proposte avanzate si basano su un riequilibrio generale dei diritti.
Bisogna ripensare all’accesso alle prestazioni, a un sistema di sostegno al reddito inclusivo ma, soprattutto, a un intervento sostanziale della gestione separata che permetta alle generazioni presenti di avere un futuro pensionistico dignitoso. Il mondo del lavoro è cambiato – ha concluso Maurelli – e il sindacato deve e vuole occuparsi anche di chi, fuori dalle tradizionali regole, sente il bisogno di una nuova rappresentanza”.

Carlo Pareto

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