martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Legge di stabilità, davvero troppo poco per il lavoro
Pubblicato il 28-11-2013


Il varo ”sperimentale” del reddito d’inserimento, per affrontare il tema della povertà partendo dalle grandi aree metropolitane, da finanziare con i contributi che arriveranno sulle pensioni più alte, quelle sopra i 90.000 euro. E poi: la rivoluzione delle tasse sulla casa, la riduzione della platea del taglio del cuneo fiscale con detrazioni più sostanziose sui redditi medio-bassi, il rinvio del tema spiagge alla Camera, così come per l’indicizzazione delle pensioni e per la norma sugli stadi. Sono queste le principali novità della Legge di Stabilità uscita dal Senato con il maxiemendamento del governo. Ciò non di meno, “La legge di stabilità è inadeguata rispetto alle richieste attuali del Paese, del sistema produttivo e dei lavoratori; non affronta il nodo cruciale della disoccupazione che è ormai sopra il 12% e che arriva al 40% tra i giovani. C’era infatti bisogno di risposte coraggiose e invece non è arrivato alcun cambio di rotta rispetto alla linea che ci ha portato a queste condizioni”. Questo il giudizio espresso a caldo da Magda Maurelli, segretario generale della Uil Temp, che ha recentemente commentato, con Labitalia, la legge di stabilità del governo. Secondo il segretario del sindacato di categoria dei lavoratori temporanei, autonomi, atipici e partite Iva, “occorre una legge di stabilità che rilanci i consumi diminuendo significativamente le tasse ai lavoratori e ristrutturando la spesa pubblica per liberare risorse”. “A tale riguardo, si può, volendo, diminuire il costo della P.a. alzando la qualità dei servizi resi ai cittadini”, ha sostenuto. E Maurelli non si è detta convinta nemmeno della sperimentazione del sistema di reddito minimo prefigurata dalle legge di stabilità. “Negli emendamenti che sono stati presentati – ha sottolineato – è stata ipotizzata la sperimentazione della Sia, il cosiddetto sostegno per l’inclusione attiva, un sistema di reddito minimo che dovrebbe intervenire per coloro che vivono sotto la soglia della povertà assoluta. Credo che uno Stato moderno debba dotarsi di un sistema di protezioni per le fasce deboli, ma ho paura che si tratti di una previsione non universale che, a causa dei requisiti, coinvolgerà una platea marginale rispetto a coloro che necessitano realmente di aiuto. Non si può credere di battere la povertà – ha attaccato Maurelli – con 120 milioni di euro in tre anni quando servirebbero almeno 7 miliardi”. Per il segretario generale della Uil Temp, “non si possono – inoltre – fare sperimentazioni mentre la gente vive con difficoltà e non ha più i soldi per curarsi. Il modello deve essere complessivo: bisogna disegnare un welfare che integri l’Aspi, i contributi comunali, il problema casa, le agevolazioni sulle tariffe. Non c’è più spazio per gli spot”. Maurelli ha non a caso rammentato che “nel momento in cui entrò in vigore la social card le polemiche evidenziarono come il costo dello strumento fosse maggiore in confronto al beneficio reso per le famiglie”. “Ci auguriamo che il provvedimento non ricalchi la stessa strada. Il 14 dicembre la Uil Temp insieme ai lavoratori atipici che maggiormente hanno sofferto la crisi di questi anni – ha concluso Maurelli – sarà in piazza per manifestare il proprio dissenso nei confronti della legge di stabilità e delle mancate decisioni prese per far ripartire il Paese”.

Intanto, sempre restando in tema, nel 2013 il Mezzogiorno (l’area più svantaggiata del Paese) ha registrato oltre 260.000 posti di lavoro persi che dal 2008 ad oggi salgono a oltre 600.000. L’occupazione nel Sud praticamente sprofonda. Sono questi, difatti, alcuni dei dati emersi dallo studio del Diste sui risultati dell’esercizio previsionale. Nel Centro Nord si contano circa 275 mila occupati in meno (-1,6 per cento sul 2012). Durante l’intera fase recessiva, dal 2007, l’apparato produttivo del meridione ha eliminato circa 600mila occupati, a fronte dei 260mila posti di lavoro depennati dal sistema di produzione settentrionale e centrale.

Carlo Pareto

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