sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Ritrovati quadri scomparsi durante il Nazismo
Pubblicato il 04-11-2013


Monaco-Hitler-tesoroScoperto nella primavera del 2011, il tesoro è stato tenuto segreto dalle autorità per più di due anni. In ogni caso l’indagine investigativa ha portato alla luce dipinti di Pablo Picasso, Henri Matisse, Marc Chagall, Paul Klee e Pierre-Auguste Renoir per citare solo alcuni dei nomi illustri tra gli autori delle opere rinvenute in un decadente appartamento a Monaco di Baviera. La verità ufficiosa voleva che questi dipinti fossero andati distrutti in seguito al bombardamento di Dresda, da parte degli Alleati, nel febbraio del 1945. A riportare la sensazionale notizia è il britannico Mail online mentre secondo il settimanale tedesco Focus, le opere – dopo accurati controlli sull’autenticità – sono custodite in luogo segreto e sicuro a Monaco di Baviera.

LE INDAGINI DELLE AUTORITÁ DI MONACO – Fermato per un ordinario controllo doganale su un treno, un anziano uomo tedesco diretto in Svizzera aveva destato sospetti per un nervosismo troppo evidente, e per una busta contenente diecimila euro in contanti, conservata nella tasca interna della giacca. L’uomo Cornelius Gurlitt, oramai ottantenne e unico figlio superstite del collezionista Hildrebrand – non aveva mai lavorato nella vita, né percepito redditi. Insospettiti potesse trattarsi di un evasore fiscale, i doganieri fecero emettere il mandato di perquisizione nel suo appartamento, in un quartiere di Monaco di Baviera. Tra barattoli di cibo scaduto, polvere e sporcizia, gli investigatori hanno rinvenuto circa 1500 opere di arte, conservate da Cornelius per oltre 50 anni.

IL TESORO DELLE OPERE RINVENUTE Il valore stimato delle opere sembra essere superiore al miliardo di euro e, secondo le ricostruzioni, i dipinti sarebbero stati sequestrati dai nazisti durante il Terzo Reich; in particolare il mercante d’arte Hilderbrand Gurlitt avrebbe rubato o comprato a poco prezzo queste opere da alcuni collezionisti ebrei. Al termine della seconda guerra mondiale fu lo stesso Gurlitt a dichiarare che i dipinti si trovavano nella casa di famiglia a Dresda e che, in seguito al bombardamento nel ‘45 della città tedesca, fossero andati distrutti.

 Silvia Sequi

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