sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

OCSE: manager pubblici italiani tra i più pagati al mondo
Pubblicato il 15-11-2013


L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, che riunisce i maggiori Paesi dell’Occidente, ha recentemente pubblicato un rapporto in cui si comparano gli stipendi percepiti dai manager delle Pubbliche Amministrazioni dei Paesi aderenti. I dati, che sono stati ripresi dai principali media, risalgono al 2011. Pur non essendo dunque recentissimi, salta all’occhio come la retribuzione delle figure apicali dei Ministeri, ossia dei dirigenti che rispondono direttamente al Ministro, siano in Italia mediamente tre volte superiori rispetto a quelli della media OCSE, attestandosi ad un livello di circa 600 mila dollari annui, rispetto ai circa 200 mila dollari della media. Ma non solo, dall’analisi emerge anche che i dirigenti apicali dei Ministeri italiani siano i più pagati in assoluto di tutti i Paesi OCSE. Siamo dunque il Paese più ricco dell’OCSE, visto che strapaghiamo i nostri managers pubblici?

PRECISAZIONE DEL GOVERNO: POCHI CASI ISOLATI – Il Dipartimento della Funzione Pubblica, istituito in seno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si è affrettato a precisare che i dati risalgono al 2011 e che non tengono conto del tetto agli stipendi introdotto nel 2012, secondo il quale le remunerazioni dei dirigenti pubblici non possono superare il trattamento economico del Primo presidente della Corte di Cassazione, attualmente pari a circa 300 mila Euro. Inoltre, il Governo ha precisato che i dati pubblicati dall’OCSEsi riferiscono a casi molto limitati, relativi a posizioni di vertice della Pubblica Amministrazione e che, per quanto riguarda le altre categorie dirigenziali, i dati sono “ampiamente in linea” con la media dei Paesi OCSE.

MA NON E’ COSI – Ebbene, se si legge con attenzione il rapporto OCSE si scopre che le cose non stanno esattamente come afferma la Funzione Pubblica. Anche per le seconde linee dirigenziali il compenso, pari a circa 400 mila dollari, è “ampiamente superiore” non solo a quello della media OCSE, che si ferma a 180 mila dollari, ma a quello di tutti gli altri Paesi passati in rassegna. Ancora, se ci si sofferma sui dati relativi alle posizioni manageriali intermedie, scopriamo che il compenso dei dirigenti pubblici italiani, pari a circa 175 mila dollari, è ancora una volta “ampiamente superiore” a quello della media OCSE che si ferma a 125 mila dollari, collocandosi su livelli comparabili a quelli di Austria, Belgio, Francia, Olanda e Regno Unito. Tralascio ogni commento sulle differenze di produttività delle pubbliche amministrazioni nei Paesi citati. Per arrivare a livelli in linea con la media OCSE occorre scendere ai professionisti alle dipendenze della Pubblica Amministrazione italiana ed ai livelli segretariali.

STIPENDI ELEVATI ANCHE RISPETTO AL PRIVATO – Un’altra vulgata che i dati OCSE consentono di smentire è quella che vorrebbe che gli stipendi dei manager pubblici siano così alti per poter trattenere le eccellenze, che altrimenti si indirizzerebbero al settore privato. Peccato però che, grazie al rapporto OCSE, scopriamo che la remunerazione dei dipendenti pubblici in posizioni apicali è mediamente superiore di sette volte rispetto a quella di dipendenti privati con professionalità comparabili. Non c’è da sorprendersi se si considera che nel periodo che va dal 2000 al 2010 le retribuzioni nel settore pubblico sono cresciute a ritmi più elevati rispetto a quelle del settore privato. E’ pur vero che, a partire dal 2012, qualche azione correttiva è stata posta in essereed oggi le remunerazioni nel settore privato sono del cinque per cento superiori a quelle del pubblico. Ma occorre anche ricordare che i lavoratori del settore pubblico godono di maggiori tutele in un periodo, come quello che stiamo vivendo, di prolungata crisi economica in cui molti lavoratori del settore privato rischiano il posto.
In ogni caso risulta davvero ingiustificato ed intollerabile quanto emerso dallo studio OCSE, che lascia trasparire come da alcune parti ancora si interpreti la Pubblica Amministrazione come una vacca da mungere per il proprio vantaggio personale, in spregio alla decenza. E fossero pure “casi molto limitati relativi a posizioni di vertice”, come sostiene il Governo, non sarebbe ugualmente corretto.

Alfonso Siano

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