venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Pd e Pdl: lo sfascio di un sistema
Pubblicato il 11-11-2013


Se Sparta piange, Atene non ride. Il bipolarismo italiano segna un altro colpo. Il Pdl si appresta a sanzionare una scissione. I lealisti trattano ormai Alfano e i suoi come dei traditori. Nella telefonata di quest’ultimo con Berlusconi si parla addirittura di dossier che i giornali berlusconiani starebbero confezionando su Alfano e la sua famiglia. Da Montecarlo alla Sicilia. La fine di Fini è quella paventata per Alfano. Questo avviene mentre a destra si apre un altro cantiere. Si prepara una nuova An, con tutti i reduci del vecchio partito tranne il suo fondatore e i pochi rimasti con Berlusconi, mentre nella Lega sempre più aspro, e forse ormai inconciliabile, è lo scontro tra Maroni e Bossi. Dall’altra parte il Pd si azzuffa in mezza Italia sui candidati a segretario di federazione, prima della grande e definitiva zuffa sulla primarie per il segretario nazionale. Non si contano ormai i casi di tesseramento gonfiato, di congressi bloccati e sospesi, Prodi annuncia che non parteciperà alle primarie per 101 buoni motivi, mentre Cacciari sostiene che il Pd non è mani nato. Tra Renzi e Cuperlo volano parole grosse mentre i cattolici, dopo l’organizzazione della riunione dei socialisti europei a Roma, annunciano di voler rifare la Margherita. Se aggiungiamo che anche al centro si è consumata la più inedita delle rotture, col leader di una coalizione e della sua maggiore lista che alza le tende e se ne va, ne ricaviamo la crisi dell’intero sistema politico italiano post-identitario. La cosa che confligge con le intenzioni politiche di ciascuno, e costringe tutti a usare il freno a mano, è la legge elettorale. Quando si capirà che i partiti italiani stanno insieme, senza identità, litigiosi e rissosi, solo perché costretti dal premio di maggioranza? Meditate, meditate, perché l’Italia non é l’Inghilterra e le coalizioni si formano solo per interesse e si sfasciano il giorno dopo le elezioni.

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Commenti all'articolo
  1. Grazie Mauro facciamo una propaganda per il ritorno al proporzionale e l’eliminazione del premio di maggioranza.
    Altro tema la introduzione della Mitbestimmung in Italia, per porre fine al conflitto fra proprietari e lavoratori.
    2 temi fondamentali e semplici. Iniziamo la campagna

  2. Mi auguro che il congresso affronti un dibattito di alto livello sull’Europa senza dimenticare la storia d’Italia in modo da presentare una legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti al Parlamento italiano ed europeo. L’adesione al PSE del PD va contrastata finché in Italia i rappresentanti di quel partito tendono in tutti i modi di oscurare il PSI e i Socialisti. Nenni ci ha insegnato che la politica non si fa con il risentimento, ma non si fa nemmeno dimenticando completamente quanto accaduto in questi venti anni. La memoria va sempre tenuta in attività. Viva la Repubblica nata nel 1948 il resto sono solo buffonate fatte dagli incompetenti cresciuti nell’era berlingueriana.

  3. Caro Mauro, come al solito la tua analisi è realistica ed aggiornata, ma si sa la politca non è mai ferma per le sue elucubrazioni interne e stagnante per la soluzione delle esigenze esterne. Mi piacerebbe comunque che all’interno delle varie considerazioni si potessero inserire anche eventuali prese di posizione dei socialisti, nel senso di marcare la nostra presenza con le nostre idee e far conoscere il più possibile che le alternative a questa situazione politica arrancante e grottesca dei vari posizionamenti politici fatti esclusivamente per il potere, c’è un’altra possibilità di scelta cioè la via socialista riferita alle effettive esigenze e bisogni di un paese allo stremo delle forze, escludendo quei pochi privilegiati che se la ridono beatamente alle nostre spalle.

  4. Non credo che i Socialisti siano costretti a prendere nota degli eventi che ci circondano, senza avere un sussulto d’orgoglio ed assumere una inizittiva politica forte su temi che riguardano la gente , senza avere paura di menar calci a destra e a sinistra.
    Il Congresso può essere l’occasione giusta per elaborare una piattaforma programmatica che vada aldilà delle tesi Congressuali presentate.Pensiamo all’apparato burocratico che governa il Paese al posto della Politica,ai privilleggi da eliminare in tutti i gangri dello Stato, smettiamola con le liberalizzazioni alla Bersani, lo Stato se riformato può nel suo insieme creare sviluppo e benessere, mettiamo un tetto agli stipendi e pensioni, pensiamo seriamente ai giovani e alla scuola, al lavoro. Coraggio ci vuole, coraggio compagni!

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