sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Quando cade un avversario
Pubblicato il 28-11-2013


Dopo la sconfitta elettorale di De Gasperi, che aveva gettato sul piatto delle consultazioni del 1953 la sua proposta di legge elettorale definita erroneamente “truffa”, Pietro Nenni scrisse sul suo diario che non aveva condiviso le manifestazioni di giubilo dei parlamentari comunisti perché  “gli avversari vano sconfitti, non umiliati”. Oggi Berlusconi, che non aveva perso le elezioni, è stato dichiarato decaduto dal Senato in base alle prescrizioni di una legge che prevede che i condannati a pena superiore ai due anni non possano sedere in Parlamento. Noi non solo non esultiamo, come con modi sfacciati e disgustosi hanno fatto ieri i Cinque stelle, ma siamo anche umanamente tristi. Un uomo condannato e decaduto non può trasformarsi in un simbolo di vittoria politica. Purtuttavia non possiamo accettare che dal fronte opposto si levi una protesta così sopra le righe, che sconfina nell’eversione. Attacchi brutali al capo dello stato, riferimenti espliciti al colpo di stato, manifesti con Berlusconi prigioniero politico delle Bierre, come se lo stato italiano fosse paragonabile a chi ha seminato di lutti e di morte i nostri anni settanta. È tanto viva la nostra democrazia, pur in presenza di settori della magistratura politicizzati e di una legislazione da cambiare, che le possibilità di difesa di Berlusconi vengono garantite anche dopo l’ultima delle tre sentenze. Da organismi europei e dalla possibilità perfino di ottenere una revisione del processo si possono attingere nuove verità e anche un ribaltamento della sentenza della Cassazione. C’è un vecchio detto indiano che invita a non cavalcare la tigre anche perché scendere dalla tigre in corsa è piuttosto complicato. Soffiare sul fuoco è pericoloso soprattutto oggi, che non viviamo in un momento di fredda tranquillità.

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Commenti all'articolo
  1. Direttore: invii, a tutti i 5 Stelle e a tutta Forza Italia, quanto qui sopra ha scritto. Che se lo imparino a memoria, ne hanno bisogno. Stanno giocando entrambi (forse qualcuno anche nel Pd) al tanto peggio tanto meglio. Saluti socialisti!

  2. C’è stata tristezza nell’osservare la vicenda della estromissione, per via giudiziaria, di Silvio Berlusconi dal Senato. Tristezza perché mi ricorda Bettino Craxi anche se, fra i due, non c’è paragone. Però stessi carnefici: giudici “democratici” e tribunali che non esitano a condannare anche in presenza di un evidente ragionevole dubbio; non foss’altro che per l’intima convinzione di milioni di italiani in tal senso. Stessa minoranza estremista urlante con la bava alla bocca questa volta però senza lancio delle monetine perché Berlusconi è ricco e viene accusato di aver comprato, non rubato. Comprato il suo partito, i suoi sodali, i politici avversari che hanno cambiato casacca, le sue donne di letto e di festini. L’accusa vera è quella di aver comprato e corrotto senza ritegno, piegando alla sua volontà, ritenuta perversa, uomini e donne del popolo e dello Stato. Alla frode fiscale non ci crede nessuno perché Silvio Berlusconi ha sempre pagato tutti, per primi i suoi dipendenti e i suoi collaboratori. Li ha pagati anche troppo, tanto quanto nessun altro imprenditore privato riesce a fare. Che senso avrebbe avuto frodare il fisco per pochi milioni di euro quando il suo esborso fiscale è di miliardi? Però è stato condannato per una frode perché non poteva non sapere, per una frode sulla quale l’amministratore delegato è stato scagionato, nonostante abbia firmato i bilanci di Mediaset incriminati. Bettino Craxi invece venne accusato di aver rubato perché non era ricco e non poteva comprare la politica. Bettino fuggì in Tunisia perché le sue scarse risorse non gli avrebbero consentito di pagare collegi di difesa formati da principi del foro e perché il parlamento fece spallucce di fronte all’evidenza del finanziamento illecito dei partiti generalizzato. E perché gli accusatori più feroci, oltre a presentare anch’essi bilanci falsi, si macchiarono dell’aggravante di alto tradimento facendosi finanziare dal nemico. Ora dopo, vent’anni, la storia si ripete nonostante il fallimento conclamato delle purghe di Mani Pulite. Che tristezza

  3. Caro Mauro,
    eppure sei stato craxiano ma evidentemente anche tu ti sei innamorato dei nostri carnefici. comunque Stefania, Caldoro e le bandiere del nuovo PSI col garofano insieme a tanti socialisti erano alla manifestazione per Silvio Berlusconi a salvare l’onore di tanti socialisti che l’opportunismo, il tradimento di pochi altri non offuscherà.

    W Bettino, W Silvio Forza Italia

  4. Le differenze tra Craxi e Berlusconi sono innumerevoli e le analogie ben poche (Bettino si dimise da segretario prima dei processi o comunque prima delle sentenze, mentre il cav. non lo ha fatto nemmeno di fronte al terzo grado di giudizio). Ben lieto se riuscirà a provare l’ innocenza, ma al momento tant’è. La giustizia è malata e urge di riforme e ha preso di mira il cav. senza dubbio, ma ricordiamoci che ad inizio anni ’90 lui cavalcò quell’ ondata giustizialista, non difese l'”amico” Craxi, anzi: prima i suoi media (in testa il tg5, poi tutto il resto) e poi lui con la discesa in campo si scagliò contro la politica di allora. Propose anche il ministero dell’ interno a Di Pietro (ancora magistrato)…; poi divenne “garantista” dopo le sue inchieste. Un’ ultima osservazione: Le oscene monetine le tirarono i giustizialisti e forcaioli di tutte le parti, con in mezzo tanta, tanta destra. Meditiamo. Che si apra un’ altra fase. Che torni la Politica, con più soluzioni e meno leader. Saluti socialisti.

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