giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Quando la burocrazia è un ostacolo
Pubblicato il 13-11-2013


Agricoltura-burocraziaUn recente convegno organizzato da Confagricoltura ha messo in luce come la burocrazia possa rappresentare un ostacolo alla nascita ed allo sviluppo delle imprese agricole. Secondo i dati di Confagricoltura due giornate alla settimana, ovvero cento giornate all’anno, sono dedicate dagli imprenditori agricoli alla gigantesca macchina burocratica. E la burocrazia “pesa” nel senso letterale del termine: nel caso dei Piani di Sviluppo Rurale, simbolo della complicazione burocratica, i documenti sono mediamente composti da oltre 600 pagine che, con allegati vari, raggiungono fino a 1600 pagine, con un peso complessivo compreso tra i 4 e gli 8 chilogrammi di carta.

TROPPE COMPLICAZIONI BUROCRATICHE  Interessanti anche le storie di difficoltà burocratiche che sono state presentate alla platea: eclatante quello di una imprenditrice di Modena che ha “impiegato” ben quattro anni per avere un contributo che gli spettava, dopo aver subito 32 passaggi burocratici ed essersi vista la pratica bloccata per ben 10 volte. Ma fanno meditare anche le difficoltà sperimentate da un imprenditore agricolo laziale che, per spostare un ulivo all’interno della sua azienda, ha dovuto attendere per il relativo nulla osta quasi nove mesi. Ancora degno di nota l’episodio capitato ad un imprenditore florovivaistico che è incappato in un controllo e che, a causa di una serie di equivoci a catena, è stato ingiustamente sanzionato; peccato che per potersi efficacemente opporre alla sanzione abbia dovuto perdere tre giorni di lavoro, oltre alle spese del commercialista.

LA BUROCRAZIA COSTA  Insomma la burocrazia pesa,costa e rischia di far perdere alla economia del nostro Paese circa 30 miliardi di Euro l’anno. Se in Italia un permesso edilizio si ottiene mediamente in 234 giorni, mentre in Germania o nel Regno Unito se ne impiegano meno di 100, qualche riflesso alla nostra economia ci sarà. Ed ecco che l’Italia precipita nelle classifiche di competitività internazionali: secondo il più recente rapporto World Economic Forum, l’Italia si posiziona al ventunesimo posto tra i 27 membri dell’Unione Europea. Ai nostri classici punti di forza, quali i distretti industriali ben sviluppati e una buona distribuzione nella catena del valore, si contrappongono bassi livelli di concorrenza, regolamentazioni onerose e, soprattutto, una burocrazia superflua ed inefficiente. E senza riforme che affrontino questi punti, difficilmente riusciremo ad attrarre investitori esteri e a riportare l’economia italiana su un sentiero di crescita sensibile. Va ricordato che secondo la Banca Mondiale su 40 miliardi di dollari investiti dalle multinazionali nel mondo, solo poco più di mezzo miliardo arriva in Italia.

SPORTELLI UNICI PER LE IMPRESE AGRICOLE  Questa situazione generale si riflette a maggior ragione nel settore primario che, avendo ormai un peso ridottissimo nella composizione del prodotto interno lordo italiano, è rimasto finora ai margini delle politiche di semplificazione. Un settore che oggi subisce l’accavallarsi di numerosi enti amministrativi deputati al controllo. Appare dunque condivisibile la proposta lanciata dal presidente Guidi di Confagricoltura di creare sportelli unici a cui le imprese agricole possono rivolgersi per superare le lungaggini burocratiche e l’appello per uno Stato che non mostri solo il lato duro e vessatorio ma anche quello collaborativo, che faciliti e non pregiudichi. Non dimentichiamo, infatti, che il settore primario italiano è alla base di quella filiera agro-alimentare di qualità unica, e non facilmente riproducibile, che trova nell’export importanti mercati di sbocco, dando a numerose aree rurali del Paese opportunità importanti, o forse uniche, di sviluppo e sostegno al reddito.

 Alfonso Siano

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Commenti all'articolo
  1. L’esercizio del potere burocratico non solo è un ostacolo per il processo di modernizzazione ma rappresenta un pericolo per la stessa democrazia.
    Nonostante i tentativi recenti de-burocratizzazione, siamo ancora soffocati dagli apparati burocratici impersonali e formali : dello Stato,degli Enti Locali, dei sindacati, delle magistrature,delle corporazioni, delle aziende, delle banche, delle istituzioni europee e internazionali, della Chiesa, ecc.
    Ma è difficile abbattere un ” potere ” dello Stato !!!

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