venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sardegna: i rischi di una sinistra senza alternativa
Pubblicato il 26-11-2013


Elezioni-Regionali SardegnaDurante la scorsa tornata elettorale politica governativa, il continuo negarsi alla stampa da parte di Grillo e del suo movimento ha sortito l’effetto contrario. La stampa lo ha rincorso, e gran parte di quello che è considerato un successo elettorale che passerà alla storia è da addebitare a questo dato di fatto. Accade, invece, che quando il movimento e lo stesso Grillo sono impegnati in competizioni elettorali che non rientrano nei canoni di interesse nazionale la stampa taccia su alcune importanti questioni che riguardano il movimento quasi che ne tema essa stessa l’effetto controproducente al contrario, cioè quello di provare a far aprire gli occhi agli incerti.

E meno male che Grillo insulta la stampa, la chiama asservita. Allora mi si spieghi perché non viene dato spazio, a quanto sta accadendo, in Sardegna, in vista della preparazione delle regionali del marzo 2014. La cosa mi lascia alquanto perplessa. Grillo si prepara allo sbarco in Sardegna, catturerà certamente l’attenzione arrendevole di quei sardi delusi dalla politica nulla facente che ha imperversato in questi ultimi vent’anni nell’isola. Lo fece Berlusconi, riuscendo ad accaparrarsi le preferenze dei minatori del sulcis, quando in un pomeriggio riuscì a convogliare su Cagliari mezza Sardegna e ubriacando i presenti con un calice contenente un milioni di posti di lavoro. Oggi ne vediamo i risultati.

L’economia sarda è morta in tutti i settori. Si ripete lo scenario, oggi tocca al guru del cinque stelle, e sapette chi gli regalerà la vittoria? Il solito Pd. Lo fa non rinunciando alla candidatura di Francesca Barracciu, europarlamentare Pd, ex sindaco di Sorgono e indagata nel secondo filone d’inchiesta sui fondi ai partii. “Ma lei è forte” dice il segretario regionale sardo del Pd, senatore Silvio Lai – “ha ottenuto 29 mila preferenze alla primarie di coalizione”, certo, Lai, ma lei dimentica una cosa, la notizia che la Barracciu era indagata, i sardi l’hanno appresa all’indomani del voto alle primarie. Gli altri partecipanti alla competizione restano ancora qualcosa di indefinito, non hanno molta voce in capitolo. Allora ci ritroveremo, alle prossime elezioni regionali, tante di quelle stelle campate in aria da non poter più aprire gli occhi talmente tante sarà la luce abbagliante. Eppure, anche il movimento ha alcuni problemi, sono quelli che ai sardi non vengono mostrati. Attualmente i grillini sardi sono divisi in due fazioni opposte e la tensione sembra esser parecchio alta, a causa anche della richiesta di espulsione del senatore Roberto Cotti, avanzata da una delle due fazioni.

L’altro motivo della spaccatura si ravvisa nella modalità di scelta dei candidati che vede da una parte gli attivisti della Meetup e dall’altra quelli di Sardegna5Stelle. Entrambe le fazioni stanno lavorando a stilare un programma per le regionali che secondo i ben informati non convergono nei punti. Quelli del Meetup sostengono che l’atteggiamento verso il voto del Sardegna5Stelle sia alquanto antidemocratico e restrittivo, dall’altra parte rispondono che si deve partire dal programma e non dalle candidature, “perché” – sostengono – “lo dice Grillo nel suo blog”. Se abbiamo ben compreso, ancora una volta sarà Grillo a decidere, e non l’applicazione della mente autonoma delle persone. Entrambe le fazioni fanno sapere con orgoglio e trepidazione che “Grillo sarà in Sardegna per un comizio”. Sardi, ricordatevi il milione di posti di lavoro.

Antonella Soddu

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