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Opinioni e commenti
 

I lavori del Congresso socialista di Venezia
Pubblicato il 29-11-2013


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Nella cornice della laguna veneta prende il via il 3* Congresso del PSI. L’appuntamento della kermesse socialista vedrà la partecipazione di leader politici di spicco del panorama nazionale. Apre i lavori la relazione del Segretario Nazionale Riccardo Nencini e cresce l’attesa anche per gli interventi degli ospiti a cominciare da quello del Presidente del consiglio Enrico Letta, così come del segretario del Pd Guglielmo Epifani.

Il Tesoriere del Psi, Oreste Pastorelli, ha parlato di “una tre giorni di vitale importanza per la definizione del futuro e dell’identità del partito. E’ doveroso ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile l’organizzazione e la realizzazione di un appuntamento centrale per tutti noi socialisti a cominciare dalla Federazione veneta che ha curato l’ospitalità. Aspettiamo di seguire il dibattito che si prospetta ricchissimo di spunti di riflessione”

Il senatore Enrico Buemi ha ribadito che il PSI “è una forza politica che affonda le sue radici nel secolo scorso. In quest’ottica l’appuntamento con il Congresso rappresenta un momento di particolare importanza in cui la comunità degli appartenenti ha modo di incontrarsi e riconoscersi. Comunità senza regole dove i passanti possono stabilire linee guida, scelte politiche e gruppi dirigenti più che luoghi di confronto sono luoghi della strumentalizzazione”.

Il segretario nazionale della FGS, Claudia Bastianelli, si è detta entusiasta del clima che accompagna l’inizio del Congresso sottolineando che si tratta di “un appuntamento per rilanciare il partito dopo il ritorno in Parlamento. Come FGS appoggeremo l’azione parlamentare del partito attraverso una proposta di legge sulla previdenza complementare per tutelare quei giovani che hanno l’urgenza di costruire una stabilita’ per il futuro”.

L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ENRICO LETTA: “L’ANNO DELLA SVOLTA” – Intervenuto al Congresso del PSI, il premier Letta ha sottolineato come il 2014 rappresenterà l’anno di svolta della vicenda europea, con il contributo fondamentale delle forze progressiste.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha parlato d’Europa: “In Europa non hanno contato i progressisti e ha fatto scuola solo il rigore con le conseguenze negative che si sono viste. Col rigore e solo con esso si è prodotta la recessione e un maggior debito pubblico. Bisogna voltare pagina e il 2014 sarà l’anno decisivo”. Secondo il presidente del Consiglio “il governo è pronto ad assumere decisioni importanti, sia sul versante economico, sia su quello politio-istituzionale. Sarà l’anno del rilancio della buona politica. Sono in cantiere importanti provvedimenti per creare sviluppo ed equità e anche quelle riforme dello stato che il paese attende da troppi anni. I socialisti e Riccardo Nencini in particolare, sono attestati su una giusta trincea. Con la presidenza italiana del semestre europeo molte cose cambieranno. Voglio ricordare le due presidenze italiane, quella del 1985 (con Craxi) e quella del 1990 (con Andreotti) che furono foriere di importanti provvedimenti, il trattato dell’Unione e la moneta unica. Sono convinto che insieme ce la faremo”.

Negli ultimi anni, ci sono stati troppo rigore ed austerità con passi indietro sull’europeismo. L’anno prossimo, a febbraio, sarà la ricorrenza dei 25 anni dall’approvazione del trattato sull’Europa unita di Altiero Spinelli e questa ricorrenza dovrà essere l’occasione per ricordare quella visione dell’Europa.  Più europeismo, più crescita e più solidarietà: “Sono stati 7 mesi di battaglie difficili e ringrazio per il supporto socialista” ha detto Letta. Il premier ha anche ribadito che nel prossimo passaggio parlamentare occorrerà stabilire l’agenda per l’anno prossimo e sarà questa l’occasione per cambiare registro. Se il 2013 si è giocato in difesa, il 2014 dovrà essere giocato all’attacco, sia sulle riforme economiche e sia su quelle istituzionali. “L’anno prossimo devono darsi le condizioni per arrestare il declino, per far ripartire l’economia e fermare l’emorragia di posti di lavoro” ha detto Letta. Occorre dunque bloccare il populismo. Letta ha anche sottolineato come ora tocchi a noi: “il riformismo dovrà essere concreto, non un riformismo astratto. Il 2014 sarà  un anno bello ed impegnativo e sarà l’anno della riscossa della buona politica: “Il nostro Paese tornerà centrale in Europa e faremo vedere cosa vuol dire una Italia leader in Europa”. L’Italia  è in condizione di guidare l’Europa: l’Europa delle città e dei territori che riusciremo a valorizzare al meglio, ha concluso Letta.

IL SEGRETARIO DEL PD GUGLIELMO EPIFANI: “DALLE LARGHE INTESE AL GOVERNO DI SCOPO” – Intervenuto al congresso socialista, il segretario del PD Epifani ha innanzitutto ricordato come ciò che succede in Europa ci riguarda da vicino e quanto accade in Italia ha un impatto non trascurabile sull’Europa. Secondo Epifani, abbiamo continuato a comportarci come prima della moneta unica. Se passi da una moneta debole ad una moneta forte, non puoi aumentare la spesa corrente e diminuire quella pubblica per investimenti, che è quella che parla al futuro del Paese. Se hai la stessa moneta della Germania, devi investire e rinnovare come fanno i tedeschi. Le imprese che lo hanno fatto, oggi guadagnano.

Come ricordato dal segretario del PD, l’Europa vive una fase difficile, strana e inconcludente. Dove va? Chi la guida? Se non si va avanti con più Europa, il rapporto tra moneta e democrazia non sarà più conciliabile. L’asimmetria tra moneta e democrazia potrà creare problemi indissolubili. Anche la Germania non è esente da colpe. Se la Germania fa prevalere i propri interessi su quelli dell’Europa senza che gli altri Paesi possano dire la loro, allora le cose non vanno bene perché diventa troppo grande lo spazio di chi vede nell’Europa e nell’Euro le cause dei nostri mali. Prima solo Grillo, ora anche Berlusconi. Il risultato è quello di una progressiva marginalità del nostro Paese. L’unione bancaria è ferma. La Germania deve recuperare il suo ruolo di guida e mettere gli interessi europei prima di quelli tedeschi, altrimenti sarà la fine. Rinascono i populismi.
Per quanto riguarda la situazione italiana, la crisi che stiamo vivendo e dalla quale non siamo ancora usciti è una crisi che produce il grande problema della divisione sociale che si acuisce. La crisi spacca il Paese in due: il giovane che non trova lavoro, l’esodato che pensava di andare in pensione, chi ha perso il lavoro. Secondo Epifani, occorre un’azione di Governo che sia all’altezza di questa sfida. Il Governo delle larghe intese ha perso la sua caratteristica. Sono stati mesi difficili, ma abbiamo rialzato la testa in Europa. Abbiamo superato il periodo d’infrazione. Abbiamo compiuto dei passi in avanti. Ma si deve fare meglio. Occorre dunque cogliere questa occasione per rilanciare l’azione di Governo, definendo il perimetro politico e l’agenda del Governo, sul terreno soprattutto dell’occupazione e degli investimenti. Se si perde questa occasione, l’azione di governo si protrarrà stancamente. Quando si hanno più partiti in una coalizione, occorre avere il massimo rispetto per i valori ed i principi dei Partiti più piccoli, ma anche essere consapevoli che le maggiore è il consenso e maggiori sono le responsabilità a cui si è chiamati.
Per avere una politica più forte ci vuole rinnovamento ma occorre anche ricordare la centralità della democrazia rappresentativa. In questo contesto, se Forza Italia si ritira dal Governo è giusto che si faccia una verifica come indicato dal Presidente Napolitano. I numeri sono sicuri, e lo si è visto con la legge di stabilità. La verifica serve a ricalibrare il profilo del Governo che si trasforma in un Governo di servizio e non più di larghe intese.

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