martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Su Rai Storia in onda
un’altra rimozione socialista
Pubblicato il 22-11-2013


Nenni in SpagnaL’altroieri sera, 20 novembre, alle 20,30, è andata in onda su Rai Storia una puntata dedicata alla guerra civile spagnola.

Il fatto che la vittoria della repubblica fosse avvenuta attraverso libere elezioni e che il patto di fronte popolare stipulato per le elezioni del 1936 non era l’anticamera della rivoluzione, considerando che i risultati elettorali avevano assegnato al partito comunista spagnolo solo 17 seggi contro i 99 del partito socialista e i 126 totalizzati dalla sinistra “borghese”, non è stato considerato.

Ma un altro aspetto bisognava sottolineare, e cioè che la guerra in Spagna fu la prova generale della seconda guerra mondiale, che vide l’unione di Hitler e Mussolini, impegnati a sostenere Franco contro l’inerzia dei paesi democratici europei che si trincerarono ipocritamente dietro il patto di “non intervento” stabilito dal Comitato di Londra del quale facevano parte ventisette nazioni europee e non aiutarono i repubblicani, comitato per il quale l’ambasciatore americano in Spagna usò parole di fuoco: “Ogni mossa del Comitato per il non intervento è stata fatta per servire la causa della ribellione”. E sarebbe stato bene ricordare soprattutto l’impegno generoso degli antifascisti italiani, a cominciare da Carlo Rosselli (“Oggi in Spagna, domani in Italia”), per non citare l’impegno di Nenni che denunciò instancabilmente in Europa l’azione di Italia e Germania come preludio di una guerra europea. Invece il conduttore e il prof. Ernesto Galli della Loggia hanno ricordato Pacciardi e Rosselli di sfuggita, e si sono dilungati un po’ di più sulle vicende degli anarchici e del contrasto che li oppose ai comunisti, dedicando largo spazio all’azione di Togliatti inviato da Stalin con il compito di fare dei comunisti la forza egemone della sinistra. Ma su Nenni neanche una parola.

Rimane il fatto che continua il tentativo di cancellare i socialisti e il socialismo non solo per le idee, ma cancellando anche i fatti che li hanno visti protagonisti. Come dire che Cesare non ha conquistato la Gallia.

Gianna Granati
dal blog della Fondazione Nenni

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