lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Tra “liberisti imperfettisti”
e “rivoluzionari utopisti”
Pubblicato il 20-11-2013


Socialdemocrazia realeIl 14 novembre scorso si è tenuto a Roma un convegno organizzato da “Iniziativa Socialista” sul tema “Alla scoperta delle socialdemocrazia reale”. Tra i relatori Pieluigi Ciocca, già vice direttore generale della Banca d’Italia, che ha svolto una relazione dal titolo esortativo: “Cercare ancora”, per rievocare l’invito di Claudio Napoleoni a “non rinunciare all’ipotesi che anche il capitalismo termini, che si dimostri transeunte, storico al pari dei modi di produzione … da cui fu preceduto”. Tutta la relazione è volta a dimostrare l’urgenza che l’invito sia accolto, soprattutto nella fase attuale, caratterizzata da una delle più profonde crisi che abbia mai colpito il modo di produzione capitalistico, dacché si è affermato a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo.

Ciocca, individua nei “liberisti imperfettisti” coloro che riconoscono i difetti del capitalismo, continuando però a ritenenerlo il migliore tra i sistemi possibili, senza che l’intervento dello Stato ne possa eliminare i difetti; nei “rivoluzionari utopisti” quelli che considerano il sistema capitalistico incorreggibile, da sostituire perciò con un altro ad esso radicalmente alternativo; e nei “riformisti” quelli che invece considerano il capitalismo correggibile con politiche adeguate. Dopo aver individuato le principali posizioni critiche nei confronti del modo di produzione attuale, Ciocca assume che, ai fini dell’acquisizione di un mondo migliore, più di un elemento “esclude” l’efficacia della posizione dei primi, “sconsiglia” la validità della posizione dei secondi e “sollecita” l’accoglimento della posizione dei terzi; nella prospettiva che l’azione riformatrice di questi ultimi sia finalizzata a realizzare un “cambiamento profondo” del capitalismo “ripercorrendo due piste” delle quali già si conoscono le accidentalità: quella utopica della realizzazione di un socialismo democratico e quella realistica di un’azione politica profondamente riformatrice.

In altri termini, per Ciocca, il ritorno ad una socialdemocrazia reale, deve assumere il fine utopico della realizzazione di un socialismo democratico che, “facendo perno sullo Stato, subordini il mercato all’investimento pubblico, piegando il mercato ad un uso strumentale…, ovvero miri a un assetto cooperativistico nel controllo della produzione”. Nel realizzare questo obiettivo, l’utopista deve “avvertire il dovere civile di essere anche riformista per il tempo presente”, avendo cura di servire il popolo per evitargli le sofferenze “dolorosissime” che la realizzazione del socialismo democratico può procurare, ma che l’azione riformatrice dovrà prevenire o lenire. Per la realizzazione dell’obiettivo, nel rispetto del dovere civile d’essere riformista, all’utopista non resta che strutturare la sua azione secondo le prospettive tracciate da John Maynard Keynes, per il controllo dell’instabilità del funzionamento del sistema economico, da Amartya Sen, per la rimozione delle disuguaglianze distributive e da William Nordhaus, per contrastare o impedire il degrado ambientale.

L’azione riformatrice condotta secondo queste prospettive, secondo Ciocca, deve essere strutturata senza rinunciare alla crescita, da perseguirsi con una politica economica finalizzata principalmente ad aumentare gli investimenti in opere pubbliche, a riscrivere il diritto dell’economia con riferimento ai “blocchi dell’ordinamento giuridico” divenuti inadeguati e ad “imporre alle imprese italiane in via definitiva la concorrenza, statica e dinamica, a colpi di innovazioni e non solo di prezzi”. In tal modo, gli investimenti in infrastrutture e l’ammodernamento del sistema giuridico avrebbero l’effetto di aumentare la produttività dell’intero sistema-Paese; la crescita del prodotto sociale e l’occupazione “trarrebbero grande giovamento dallo stimolo rivolto alle imprese da una rinnovata pressione concorrenziale”.

La prospettiva di Ciocca, per quanto condivisibile, risulta però caratterizzata da una contraddizione di fondo, che la rende difficilmente percorribile da un’azione politica venata di utopismo come quello da lui indicata. Instabilità, giustizia distributiva e salvaguardia dell’ambiente sono obiettivi intermedi che un riformismo finalizzato al perseguimento del socialismo democratico, come quello descritto da Ciocca, può essere difficilmente perseguito in presenza di una crescita sorretta da una più alta produttività del sistema economico indotta da innovazioni tecnologiche e da un’aumentata competitività delle imprese. Pretendere che il riformismo dell’azione politica sia orientato alla realizzazione del socialismo, senza tener conto che la promozione di una crescita perseguita attraverso l’aumento della produttività con innovazioni tecnologiche e della competitività, rende tra loro contraddittorie le dimensioni prima ricordate del dovere del riformista nei confronti del popolo. Conciliare, infatti, instabilità, giustizia distributiva e salvaguardia dell’ambiente con una crescita del sistema produttivo attraverso una politica economica riformatrice sul tipo di quella proposta da Ciocca significa, come l’esperienza del modo di funzionare proprio del capitalismo moderno insegna, conciliare “l’acqua santa con il diavolo”.

Il problema dei problemi, per intraprendere una politica economica autenticamente riformatrice in senso socialdemocratico, è espresso dal fatto che, a differenza di quanto lo stesso Ciocca afferma, non la crescita, ma lo stesso socialismo democratico dipende, non tanto dalle risorse che si hanno a disposizione e dalle modalità con cui queste possono essere impiegate, ma dalle idee metaeconomiche che possono nascere solo dal modo nuovo in cui vanno intrecciate tra loro le riflessioni riguardanti l’attività politica, le istituzioni e la cultura, perché sia individuata la via da percorrere per realizzare un’organizzazione del sistema sociale che sappia smentire, sia le posizioni filistee dei “liberisti imperfettisti, che quelle draconiane dei “rivoluzionari utopisti”.

Gianfranco Sabattini

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