venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Un impegno per l’Europa e il socialismo
Pubblicato il 18-11-2013


C’è una cartina di tornasole per le prossime europee: il cambiamento della legge elettorale. Quella vigente nasce da un accordo diretto al Senato tra i due correlatori Ceccanti del PD e Malan del PdL con l’obiettivo messo a verbale, che bisognava impedire che rientrassero in gioco le forze escluse dal Parlamento nel 2008 con la soglia del 4% ed infatti la sinistra rosso-verde è rimasta fuori. La Commissione Europea all’unanimità e Il Parlamento Europeo a grandissima maggioranza hanno adottato rispettivamente una raccomandazione nel Marzo e una risoluzione nel giugno di quest’anno chiedendo agli stati membri di introdurre modifiche nelle loro leggi elettorali europee, sono ancora 28, mentre fin dall’art. 190 TUE ce ne doveva essere una sola uniforme, il riferimento al Partito Europeo di affiliazione da parte delle liste di candidati.

L’Italia dopo la sentenza della Corte Costituzionale Federale tedesca de l Novembre 2011, che ha dichiarato incostituzionale per violazione del principio di uguaglianza la soglia di accesso per le europee, è l’unico grande paese Europeo con una soglia di accesso nazionale. La Francia ha una soglia di accesso, ma circoscrizionale ( tanto per capire la differenza con questa regola SeL( comprendente il PSI) avrebbe avuto 2 eurodeputati e 1 PRC e PdCI nelle Europee del 2009), ma il problema di discriminazione è che con soglia del 4% nazionale in molti stati che eleggono almeno 27 eurodeputati restano privati della rappresentanza al massimo qualche decina di migliaia di elettori, mentre nel 2009 ben 4 milioni di italiani, il 13,34% dei votanti non hanno avuto nessun parlamentare eletto ma sono stati contati 5 euro a testa come contributo ai partiti che hanno avuto un eletto, tra cui un parlamentare altoatesino con 150.000 voti mentre SeL(allora con il PSI)e la lista unitaria comunista con 2 milioni di voti complessivi non hanno eletto nessuno. Se il PD non concorre a cambiare la legge elettorale dicevo prima fa una scelta politica, ma non bisogna dargli alibi: dove è un progetto unitario popolare e/o parlamentare che porti modifiche alla legge elettorale? Non c’è. In assenza di iniziativa politica, come è avvenuto con il porcellum e con la legge elettorale regionale lombarda, un gruppo di avvocati ha attaccato in giudizio la legge elettorale e avete la notizia in anteprima: oggi è stato notificato il ricorso per la circoscrizione 4 Italia Meridionale.

Nei Prossimi giorni si notificheranno i ricorsi per Nord Ovest Circoscrizione 1, Nord- Est Circoscrizione 2 e Italia Insulare Circoscrizione 5, manca ancora ma non è un caso Roma per Italia Centrale Circoscrizione 3. Lo so perché sono uno degli estensori dell’atto di citazione di cui vi allego lo schema generale( penultima versione). Nel gruppo di avvocati ci sono socialisti iscritti al PSI, un iscr itto a SEL e un paio di sinistra generica. Speriamo che non succeda come per il Porcellum che dei ricorsi si è parlato soltanto dopo che la Cassazione aveva emesso l’ordinanza di rinvio alla Corte Costituzionale, partiti e mezzi di comunicazione alleati nel non parlarne nei 5 anni precedenti. Ci sono state eccezioni la mailing-list del Rosselli, L’Avvenire dei Lavoratori di Zurigo, il Riformista di Macaluso e Mondo Operaio di Covatta: troppo poco per rompere il muro del silenzio e di omertà. Non consentiamo che succeda ancora.

Solo con la modifica della legge elettorale sarà possibile avere una lista o una coalizione di liste che faccia riferimento al PSE e alla candidatura di Martin Schulz, che è stato molto chiaro se il dibattito sarà Europa SI’ o Europa No consegneremo la scena ai populisti antieuropei e agli europeisti conservatori. Come Sinistra dobbiamo porre il tema di quale Europa, quella della coesione sociale o quella de l taglio del welfare, l’Europa della competizione esasperata con tagli al costo del lavoro o quella della solidarietà, quella delle diseguaglianze crescenti o quella dell’uguaglianza come fattore di progresso economico e rafforzamento della democrazia, l’Europa che privatizza tutto o quella che da spazio all’intervento pubblico dove necessario, un Europa fortezza che si difende dai poveri del mondo o un’Europa fattore di pace e cooperazione internazionale. Queste alternative sono infinite, ma dobbiamo farle nostre in maniera decisa.

Felice Besostri

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Commenti all'articolo
  1. Bravo Besostri e speriamo che la stampa, questa volta , ti dia il merito che ti è dovuto.
    Come ho detto a Venezia la legge deve assolutamente cambiare , la posta in gioco è grande , la sinistra italiana deve fare la sua parte, deve esprimere la sua potenzialita elettorale , bisogna togliere lo sbarramento.
    Fraternoi saluti
    Compagno Maurizio Molinari fed. di Torino

  2. Bravo Besostri, analisi sempre lucide documentate e chiare speriamo che tu venga ascoltato da questa specie di sinistra che esiste in questo Paese che sino ad oggi non ha combinato altro che sconfitte sonore e peggioramenti delle classi più deboli.

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