martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Violenza donne, in Italia costa quasi 17 miliardi
Pubblicato il 21-11-2013


EVIDENZA-violenza-donne-TurchiaMinacciate, insultate, malmenate, ferite, violentate, uccise. Sono oltre un milione le donne italiane che nel 2012 hanno subito un atto di  violenza e una ogni tre giorni è stata oggetto di femminicidio a opera  del partner o di un famigliare. Un disumano costume che è ormai strutturale, un’incettabile violazione dei diritti fondamentali, un  dramma per le vittime, che quando sopravvivono riportano danni fisici e psicologici spesso inguaribili, ma anche un costo per la società. E non parliamo di qualche milione di euro, bensì di quasi 17 miliardi l’anno: l’equivalente di tre manovre finanziarie.

Questo quanto emerge dalla ricerca “Quanto costa il silenzio?” realizzata da Intervita Onlus, con il patrocinio del dipartimento per le Pari Opportunità, presentata oggi a Roma. Per la prima volta uno studio cerca di quantificare le ricadute economiche e sociali della violenza sulle donne e il risultato è a dir poco sorprendente. Ci sono i costi economici che ammontano a circa 2,3 miliardi di euro, e comprendono le spese sanitarie (460,4 milioni di euro), le cure psicologiche (158,7 milioni), l’acquisto di farmaci (44,5 milioni). Ai quali si sommano i costi sopportati dalle forze dell’ordine (235,7 milioni), dall’autorità giudiziaria (421,3 milioni) e il costo per le spese legali (289,9 milioni). Senza dimenticare gli oneri che riguardano l’assistenza delle vittime e dei familiari a carico dei servizi sociali (154,6 milioni) e dei centri antiviolenza (7,8 milioni).

E ci sono i costi sociali, umani, emotivi sostenuti dalle vittime e dai familiari legati alla riduzione della qualità della vita che raggiungono la spaventosa cifra di circa 14,3 miliardi di euro. E questo è solo quello che emerge, quello che è noto, e che purtroppo sembra essere ben lontano dalla realtà. I dati, infatti, secondo i  ricercatori, “rischiano di non spiegare fino in fondo la gravità del fenomeno, perché soltanto il 7,2 per cento delle vittime denuncia  l’accaduto”, solo il 18,2 per cento delle donne che hanno subito violenze li considera reati, mentre un terzo trascorre una vita senza parlarne mai con nessuno.

L’indagine, realizzata da una equipe di ricercatrici basata sull’unica ricerca sul fenomeno realizzata dall’Istat nel 2006 e validata da un Comitato scientifico presieduto da Anna Maria Fellegara, vicepresidente di Intervita, parte dal presupposto che la letteratura internazionale sui costi sociali ed economici della violenza sulle donne afferma che le risorse stanziate per la prevenzione comportano netti risparmi rispetto a quanto il sistema pubblico è costretto a spendere dopo chela violenza c’è stata. Si vuole, insomma, offrire un’analisi che possa indicare come la violenza sulle donne, freni anche lo sviluppo economico della società, individuando i costi che il sistema deve sostenere per arginare il fenomeno (costi sanitari, per i tribunali, per il sistema della sicurezza, ecc.).

Solo così si potrà vedere come i finanziamenti (misure di sostegno, campagne di informazione e di sensibilizzazione, Centri Antiviolenza, formazione per gli operatori) comportino anche risparmi futuri. “Questo nostro studio – spiega Marco Chiesara, presidente Intervita Onlus – aumenta la consapevolezza di quanto siano spaventose le ricadute economiche e sociali della violenza sul paese. Per affrontare il problema bisogna essere consapevoli che a subire un danno economico è l’intera collettività: la famiglia, le imprese, lo Stato, gli istituti  di previdenza, noi tutti. Per questo è necessaria una strategia politica efficace in grado di affiancare gli investimenti per le attività di prevenzione e contrasto”. La legge sul femminicidio, approvata appena un mese fa prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro per un piano anti violenza e altrettanti per i centri anti violenza. Inutile dire che di fronte alle cifre presentate nella ricerca, si tratta di una somma a dir poco irrisoria.

Cecilia Sanmarco

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