domenica, 19 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Napolitano in TV
io lo ascolterò
Pubblicato il 31-12-2013


Grillo farà un contro discorso di fine anno, Salvini la sera del trentuno guarderà in Tv l’edizione limitata del film Pepa Pig, Berlusconi incita al boicottaggio verso il discorso di fine anno del Capo dello Stato.

Io non cambio canale. Memore di quanto sovente diceva mio nonno a noi nipoti – “non seguite mai qualcuno dentro il pozzo, non ha molto senso” – ascolterò il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. Lo farò per due semplici motivi, sono cittadina della Repubblica Italiana, col dovere di rendere rispetto alle Istituzioni, col dovere di esser partecipe e collaborativa alla nazione. Seguirò e ascolterò il discorso perché credo fermamente che compito di ogni italiano non sia quello di lamentarsi e lasciarsi andare a inutili piagnistei, perché credo che quest’acerrimo accanimento contro le Istituzioni sia il vero cancro, senza possibilità di estirparlo, che pian piano porterà alla rovina completa dell’Italia.

Inutile negare che innumerevoli errori la politica li ha commessi, tra questi io inserisco l’incessante cattivo linguaggio politico istituzionale che ha imperversato negli ultimi venti anni italiani. È un male creato a puntino, rivolto all’ignoranza e indifferenza che caratterizza la maggior parte degli italiani nell’approccio al vero significato del termine politica. La crisi, forse anche quella creata a immagine e somiglianza di un occhio propenso a vedere il male solo in un’unica direzione, ha reso le menti ancor più propense al secondo male nazionale -“credere a occhi chiusi” – a ogni diceria.

Per quanto mi riguarda, è in atto un vero e proprio tentativo di far apparire migliore ciò che è in realtà peggiore, facendo ricadere su Napolitano, su la politica in genere, le colpe di tutti. Se c’è qualcuno che perderà per aver creduto al peggiore, come arma per la resa migliore delle cose, sarà il popolo credulone, retorico, demagogico, populista non propenso a ragionare in modo indipendente. Questo popolo mi riporta alla mente il famoso processo a Socrate. Meleto, Anito e Liccone, le loro accuse insensate mosse a Socrate furono la dimostrazione che coloro che ritenevano d’esser i sapienti nei vari campi del sapere, in realtà non lo erano. Il migliore era Socrate che si congeda dalla vita difendendo fino all’ultimo il suo operato. Dinanzi alla sua estenuante difesa non vinse mai l’odio. Speriamo non vinca nemmeno in ogni tribunale populista eretto contro le Istituzioni.

Antonella Soddu

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento