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Opinioni e commenti
 

Ritornano i forconi
9 dicembre l’Italia si…ferma?
Pubblicato il 09-12-2013


Forconi-Bologna-EquitaliaBologna, 9 dicembre 2013

Nel corso dell’ultimo mese gli utenti dei social network, e i visitatori di Youtube, sono venuti a contatto col movimento dei “Forconi”, i quali hanno indetto in tutto le città italiane lo sciopero generale per il 9 dicembre. Dalla informazioni raccolte sembrava che si dovesse paralizzare l’Italia, dalle autostrade alle manifestazione di massa in tutte le piazze italiane. Sono state persino create pagine Facebook per i vari presidi nei centri urbani, tra i quali Bologna. L’appuntamento è stato fissato alle 9 di mattina in piazza Liber Paradisus, davanti agli uffici comunali e a una sede di Equitalia.

Alle ore 8:25 davanti alla sede di Equitalia, infatti, erano presenti camionette dell’esercito italiano, della polizia e dei carabinieri. Avvicinandomi ad un agente di polizia chiedo se è a conoscenza della protesta, ma mi liquida spiegandomi di non sapere nulla. Tuttavia mi indica il luogo dove si concentreranno i manifestanti. Guardandosi in giro si possono già distinguere gli agenti in borghese con ricetrasmittente.

Alle 8:40 inizia a radunarsi un piccolo gruppo a lato dei palazzi comunali fino a contarne 25. Un manifestante ha con sé la maschera di V, eroe anarchico dei fumetti e di un famoso film: “V per Vendetta”. Il gruppo continua a crescere, ed ecco arrivare la coordinatrice della protesta: Elisabetta Bianchi. Alle 9:12 prende un megafonino e comincia a parlare all’ancora sparuto gruppo di persone. “Il movimento dei Forconi” spiega “non è violento, è pacifico. È stata attuata una campagna di disinformazione nei nostri confronti. Siamo qui per protestare contro Equitalia. Befera ha mandato l’esercito davanti alle sedi, ed è seguito da una scorta personale.

Noi siamo contro i 767 dirigenti di Equitalia strapagati! Chiediamo di mostrare i loro contributi! Oggi, nella nostra manifestazione, non vogliamo l’ingerenza dei partiti! Si devono tutti vergognare, hanno distrutto un paese! Vogliamo andare a protestare davanti al Consiglio Comunale; nessuno in città conosce il sindaco Merola! Le istituzioni sono lontane!” Il gruppo, che intanto si è allargato, si sposta davanti a Equitalia, e la Bianchi riprende: “Ringraziamo le Forze dell’ordine che difendono i cittadini per un misero stipendio. Oggi chi evade lo fa per sopravvivere! Tutti i politici sono indagati per mazzette e corruzione, mentre i cittadini che ritardano un giorno nel pagare la cartella esattoriale vengono tartassati e le loro proprietà pignorate! Vogliamo sapere come avvengono le assunzioni in Equitalia, e a chi sono assegnati gli appalti!

Chiediamo a gran voce l’eliminazione o il commissariamento di Equitalia e la cancellazione delle cartelle esattoriali per l’Emilia-Romagna. Vogliamo essere rappresentati non da ladri, ma da persone oneste! Non esiste più un rapporto di socialità e mutuo soccorso tra i cittadini! I nostri politici sono Parassiti!” E dopo queste parole il gruppo di manifestanti scandisce in coro: “Napolitano a casa!”. Un manifestante vicino a me urla: “Mafia ed Equitalia sono la stessa cosa! Il pizzo o la cartella esattoriale uccidono entrambe! Sono tutti strozzini, uccidono le persone facendole suicidare!”

Uno striscione ricorda tutti gli imprenditori, lavoratori e pensionati suicidi: 2200 vittime. Alcuni manifestanti, di mezza età, chiedono la rivoluzione e non la protesta pacifica. Un manifestante, prendendo la parola, denuncia lo stipendio spropositato di Mastrapasqua, il presidente dell’Inps, che ammonterebbe a un milione e duecentomila euro annui. Alle 10:30 il corteo si muove: sono circa 100 persone. Chiedo a un capitano di Polizia se non hanno paura di presenze estremiste, come Forza Nuova o dei centri sociali. Molto candidamente mi risponde che non hanno paura di nulla. La manifestazione è stata organizzata ed è legalmente autorizzata.

Quando il corteo arriva presso l’incrocio tra via Matteotti, viale Masini e via Indipendenza si è raggiunto il numero di almeno 300 partecipanti. Si intonano cori come “A casa, a casa, andate tutti a casa!” e l’Inno di Mameli. Dopo che la manifestazione ha bloccato per circa 15 minuti l’incrocio, e di conseguenza il traffico, si riprende a camminare risalendo via Indipendenza. Alcuni presenti mi informano che loro sono lì, oggi, a manifestare dopo aver preso un giorno di ferie. Il corteo è molto pacifico; ai lati dei ragazzi dialogano amichevolmente con le Forze dell’ordine. Arrivati all’altezza della sededell’Unicredit Banca piovono fischi e insulti. Altri cori intonano: “Napolitano vaffa…, il primo mafioso d’Italia; Casta vaffa…; Fuori i ladri dalle istituzioni.”

Alle 11:15 i 400 manifestanti giungono in Piazza Maggiore, davanti al Comune, chiedendo a Merola di scendere. “Tutti a casa! Tutti a casa!”. Tuttavia è da questo momento che si aggiungono ragazzi col viso mezzo nascosto dalle sciarpe. Un carabiniere, dietro al sottoscritto, mormora: “Questi sono degli ultras del Bologna calcio.” Infatti i discorsi iniziano a degenerare, allontanandosi dalla natura pacifica del corteo. Chi scandisce urla contro l’Europa, chi contro il governo italiano, chi contro le lobby finanziarie internazionali. L’idea della manifestazione, cioè contro Equitalia e nel ricordo degli imprenditori suicidi, comincia a scemare. Un piccolo gruppo convince il resto dei partecipanti a bloccare nuovamente l’incrocio di via Indipendenza e via Matteotti per congestionare il traffico.

Ore 12:30 blocco del traffico. La polizia municipale si attiva per dirigere il traffico in altri settori urbani. Intanto il gruppo di manifestanti cerca di decidere la prossima tappa. Da notare è la dispersione di manifestanti. Alle 13:25 un gruppo di neanche 50 persone decide di andare a bloccare la tangenziale.

Alle 14:15 in via Ferrarese l’ormai esigua manifestazione viene bloccata dai carabinieri, schierati in tenuta antisommossa per evitare l’accesso alla tangenziale. Si decide di tornare indietro, verso Piazza Maggiore. Per fortuna lo scontro è stato evitato, ma ormai ci sono 25 manifestanti .

Alle 14:45 la manifestazione dei Forconi a Bologna può essere dichiarata conclusa.

Inizialmente la protesta aveva un senso e un obiettivo: contestare la politica erariale di Equitalia. Successivamente, con l’infiltrazione di persone estranee alla linea della manifestazione, ha assunto connotati qualunquistici. Sono da plaudere tutte le Forze dell’ordine, che hanno garantito la sicurezza dei manifestanti, dei cittadini e degli automobilisti bolognesi. Il movimento dei Forconi, per quanto riguarda Bologna, non ha un coordinamento adeguato ai toni della vera protesta.

Manuele Franzoso 

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