sabato, 20 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Cattivi pensieri di Natale
Pubblicato il 30-12-2013


Anche a Siena è in corso di svolgimento l’iniziativa “Storie di socialisti”, inserita nel contesto “I colori del libro”. Dopo Claudio Martelli con il suo “Ricordati di vivere” (presentato lo scorso 4 dicembre) è stata la volta del testo di Valdo Spini “La buona politica” (il 18 dicembre). Chiuderà la rassegna Ugo Intini con il libro “Avanti! Un giornale, un’epoca”, in programma per il prossimo 8 gennaio. Ma, sull’intera iniziativa, i suoi risvolti e le sue ricadute sul territorio, mi riservo di ritornare ad “operazione conclusa”. Quello su cui invece vorrei soffermarmi è un piccolo episodio avvenuto durante la presentazione dell’opera di Valdo Spini.

In tale occasione al tavolo della presidenza era seduto, fra gli altri, l’on. Roberto Barzanti, del Pd, uomo di cultura e con un’enorme esperienza politica che lo ha visto arrivare sino alla Vicepresidenza del Parlamento Europeo dal gennaio ’92 al luglio ’94. Una persona che quando parla di cose relative alla nobile arte della rappresentanza sa cosa dice e, soprattutto, sa cosa dire. Quindi, visto il relatore, mi ha dato noia, e sinceramente molto, quell’impietosa analisi del Pse svolta dall’onorevole, anzi compagno come lui stesso mi ha chiesto di chiamarlo nel classico pour parler del post presentazione.

L’impostazione data da Barzanti è la seguente: “Si insiste e tanto sul Pd nel Pse, ma in fondo cosa è mai questo Pse? Un agglomerato di Partiti nazionali coordinati fra loro, un soggetto politico che ha fallito nella sua missione originaria: qualle di diventare un vero Partito europeo.” Ho chiesto il diritto di replica che il conduttore Taddei non mi ha concesso per questioni di tempo. Approfitto dunque di questa occasione per svolgere alcune considerazioni sul tema esponendole sotto forma di domande.

Primo: mettiamo che il compagno Barzanti avesse ragione e che la missione originaria sia stata (in parte) mancata. Certo  però che costruire un integrato Partito europeo senza avere un’identica Europa integrata è cosa molto difficile. E, a tal proposito, mi domando: l’assenza di un’Europa congeniale all’integrazione è forse da imputarsi solo al Pse ed agli altri partiti continentale oppure è il risultato di interessi nazionali spesso egoistici che troppo presto erano stati classificati per morti? Io propendo per la seconda ipotesi.

Secondo: e se la volontà degli Europei fosse quella di aver in questo particolare momento più Stato e meno Europa ? Se cioè i cittadini del Vecchio Continente oggi gradissero non una Federazione (pochi poteri in periferia e molti al centro), ma una Confederazione (pochi poteri al centro e molti agli Stati membri) per poi passare solo in un secondo momento al patto federativo più equilibrata e maggiormente coesa? Sarebbe questa una triste visione retrograda oppure il predere atto di una realtà che ad oggi mostra un’entità Europa molto in deficit sotto l’aspetto dell’integrazione? Anche qui propendo per la seconda ipotesi.

Comunque, in ogni caso, sia quale sia la soluzione scelta, occorre ribadire e prendere atto che l’imprtanza del Pse non esce minimamente scalfita, si tratti di fare una formazione europea oppure di coordinare nelle istituzioni continentali dei Partiti nazionali.
Infine una terza ed ultima considerazione.

Non è che lo sminuire il ruolo del Pse enunciato non solo da Barzanti, ma anche da certa stampa progressista, non sia il preavviso dell’ennesimo “giro di valzer” del Pd sull’argomento? Renzi ha detto sì al Pse e più di una volta,  chissà però se manterrà l’impegno. Sono stato troppo “maligno”? Vedremo. Il cattolico praticante amava dire “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”. Io, è noto a chi mi conosce, sono laico e non praticante. Sicuramente ho pensato male, ma non ho indovinato. Almeno lo spero.

Fabrizio Manetti 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento