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Opinioni e commenti
 

CI VUOLE FIDUCIA
Pubblicato il 23-12-2013


Legge di stabilita-Senato

Come le ciliege una fiducia tira l’altra. L’ostruzionismo di Lega e grillini ha costretto il governo ha porre la fiducia due volte nello stesso giorno, non solo sulla Legge di stabilità, ma anche sul decreto salva-Roma che in realtà è un decreto omnibus di molte e diverse misure indifferibili (‘Decreto sulle misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali’).

Nel pomeriggio al Senato c’è stato il voto definitivo alla legge di stabilità, ma non quello del salva-Roma. Così i parlamentari pensavano di fare tutte le feste a casa, ma non ce la faranno perché dovranno tornare il 27 a Montecitorio e il giorno appresso a Palazzo Madama. C’è anche la possibilità che venga votato un altro provvedimento, un decreto milleproroghe che contenga la soluzione di numerose questioni rimaste insolute, come quella sulla possibile disdetta del contratto di affitto (per 22 milioni l’anno) di tre immobili utilizzati dalla Camera che era stata decisa in un primo tempo con un emendamento dei 5 Stelle in un precedente decreto, ma cancellata nel salva-Roma, e che ora dovrebbe definitivamente (?) tornare in vigore col decreto di fine anno.

A Montecitorio è stata intanto soppressa la norma della Legge di stabilità che avrebbe tagliato i trasferimenti ai comuni impegnati nella limitazione delle sale per slot machine, un’assurdità, per non dire di peggio, che per primo aveva denunciato il segretario del PSI, Riccardo Nencini, al Senato, e che aveva provocato un’ondata di polemiche – ‘una porcata’, l’aveva definita Renzi correggendo i suoi parlamentari, tutti meno quattro, che però il provvedimento l’avevano votato.

Il voto sulla finanziaria ha lasciato, ma non è una novità, uno strascico di distinguo e polemiche nella stessa maggioranza.

“Noi Socialisti siamo consapevoli – ha dichiarato il senatore Enrico Buemi, capogruppo Psi in commissione Giustizia, intervenendo in Aula sulla fiducia a Letta -che il compito del Governo è arduo e non vogliamo rendere più difficile la sua navigazione. Quindi, confermiamo il sostegno leale al presidente Letta e al suo Governo e appoggiamo convintamente il ruolo di garanzia e di equilibrio del Presidente Napolitano, che in questi giorni viene sottoposto ad attacchi ingiustificati che noi respingiamo all’origine.”

“Renzi, dice: «La politica dia il buon esempio». Ebbene, colleghi – ha sottolineato Buemi – diamoli davvero questi buoni esempi. Nell’ambito delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato, la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono gli unici, tra gli organi costituzionali o a rilevanza costituzionale, in cui la dotazione ordinaria dell’erario è utilizzata per il trattamento del personale in quiescenza. È ora di abbandonare il regime di autodichia.”

“Lo scoop del Movimento 5 Stelle apre uno squarcio ancora più preoccupante: vi sarebbe stata un’attività di lobbying per innalzare il tetto dei cumuli pensione-retribuzione da 150.000 a 300.000 euro. Ma noi Socialisti non abbiamo responsabilità nella gestione del Senato – ha concluso il senatore socialista – i senatori grillini sì, con un Questore. Non ci stiamo a condividere la vostra demagogia sui media e nelle piazze e il vostro conservatorismo in Aula. Mettete all’ordine del giorno il nostro disegno di legge n. 1175 e diamo il buon esempio, colleghi senatori del PD!”

Scelta civica ha dichiarato, che voterà “la fiducia al dl Stabilità per senso di responsabilità”, ma “senza alcuna convinzione politica per quello che manca, il coraggio di aggredire la spesa pubblica”. “Il nostro – avverte – è un ultimo appello al governo”.

“Nel dl ‘salva Roma’ c’è di tutto. Nella scorsa legislatura – è invece l’accusa che ha avanzato Elena Centemero di Forza Italia – è stata votata l’incompatibilità tra la carica di sindaco in comuni tra i 5.000 e i 20.000 abitanti e il mandato parlamentare. Nel decreto del Fare, l’incompatibilità è stata eliminata; oggi, con un emendamento al ‘salva Roma’, si stabilisce addirittura che la modifica inserita nel Fare è retroattiva”.

Intanto nella conferenza stampa di fine anno, Letta ha ribadito che non intende ‘sfasciare’ i conti pubblici, ha promesso che il taglio delle tasse, a cominciare da quelle sul lavoro, si farà con i proventi che deriveranno dalla spending review e dal rientro dei capitali illegalmente esportati all’estero. Quanto alle “riforme costituzionali il Governo farà la sua parte. Prima delle europee dovremo avere la nuova legge elettorale e i primi passaggi parlamentari sull’eliminazione del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, la riforma del Titolo V, e l’eliminazione della parola ‘Province’ dalla Costituzione”. Infine l’apprezzamento per quanto fatto dal Capo dello Stato:

“Il presidente Napolitano ha salvato l’Italia che stava sbandando e andando fuori strada”. Napolitano è stato “un presidente della Repubblica saldo, fermo e attento al dettato costituzionale. Credo che nell’ultima settimana si sia veramente passato il limite negli attacchi al capo dello Stato” conclude definendo “assolutamente fuori luogo” le parole di Beppe Grillo contro Napolitano.

Redazione Avanti!

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