domenica, 20 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Classe dirigente insufficiente
ed istituzioni da riformare
Pubblicato il 02-12-2013


angeletti_inevidenzaIntervenuto al terzo congresso socialista, Angeletti ha evidenziato come oggi ci troviamo in una crisi economica, come lo Stato italiano non ha mai conosciuto. Secondo il Segretario della UIL molti italiani stanno scendendo al livello di povertà e, ha aggiunto, “temo che vedremo una variante della povertà che si chiama miseria”. Forte la critica al Governo: “nel 2014 la disoccupazione complessiva sarà di più che nel 2013, e anche la disoccupazione giovanile è destinata ad aumentare. Il Governo ha fatto una legge di stabilità inutile ed in una situazione come questa una politica economica inutile è dannosa perché non evita la deriva”.
Angeletti ha anche sottolineato come, se siamo il Paese peggiore tra i grandi Paesi europei, probabilmente è perché abbiamo la classe dirigente peggiore. In una crisi come questa l’area della sinistra dovrebbe porsi qualche seria riflessione: pensare che la sua missione non è più limitata a ristabilire giustizia nello sviluppo capitalistico e porsi la domanda se ha le idee, la cultura economica sociale in grado di essere da guida. Non bisogna dunque indulgere su noi stessi e pensare che il futuro possa essere costruito con delle promesse, costruendo aspettative che poi sono sistematicamente smentite. Angeletti ha anche ricordato come, nel momento più difficile di un Paese, la classe dirigente abbia delegato ad un Professore la gestione dello stesso. Ma neanche Monti aveva una idea precisa su come uscire dalla crisi. Malgrado la cura di cavallo sulla riforma delle pensioni, sui redditi dei lavoratori dipendenti, i parametri economici sono peggiorati.
“Successivamente” – ha proseguito Angeletti – “abbiamo confidato che mettendo insieme la destra e la sinistra si potevano fare quelle riforme che nessuno era stato in grado di fare prima. Avete visto come è finita?”. Ora stiamo caricando una nuova molla di aspettative, ma rischiamo di scontrarci ancora una volta con la politica europea. Dopo le elezioni tedesche e l’accordo politico tra le principali forze di quel Paese, è sempre più chiaro che la politica Europea è quella dei democristiani tedeschi degli ultimi anni. In cambio, gli stessi faranno una politica più solidale per quanto riguarda il mercato interno. Qualche beneficio, a causa della riduzione di competitività tedesca, lo avremo anche noi, ma fra molto tempo. Occorre prendere atto che è in Italia che occorre risolvere i problemi italiani, senza più sprecare le nostre risorse. Una parte delle stesse è ancora utilizzata per comprare consenso da parte della classe politica. Questo drena risorse.

Duro il Segretario UIL anche sul nostro sistema fiscale e la lotta all’evasione: “Abbiamo un sistema fiscale che definire scandaloso è un eufemismo” – ha detto Angeletti – “Siamo l’unico Paese al mondo dove la media delle tasse pagate dagli imprenditori è inferiore a quella dei dipendenti. Occorre iniziare un’opera di redistribuzione del carico fiscale. Senza di ciò, nessuna speranza di invertire il declino. Questa è una verità così ovvia, che anche il Fondo Monetario internazionale e la stessa OCSE dicono che bisogna ridurre le tasse ai lavoratori. Solo il nostro Governo ha sostenuto la riduzione delle tasse sul lavoro solo a parole, e po non è successo nulla.”. Ma non abbiamo più tempo. Quando la politica non è buona, la politica non buona distrugge la stessa idea della politica. In tutti i Paesi europei la crisi provoca sconvolgimenti politici, con la nascita di populismi. In Italia nove milioni di italiani hanno votato un movimento che si poneva come unico obiettivo quello di distruggere la politica. Bisogna prendere atto che chi Governa commette degli errori e la classe politica dovrebbe riflettere se ha una teoria su come uscire dalla crisi. Forse il nostro sistema istituzionale deve essere cambiato: in una Repubblica fondata sui e dai Partiti, se i Partiti non sono più in grado di garantire la rappresentatività politica dei cittadini, allora le Istituzioni non sono più significative. Secondo il Segretario UIL, occorre modificare la Carta Costituzionale per rivedere profondamente le modalità di coniugare il potere con le responsabilità. Oggi l’Europa non è una astrazione ma una dura realtà, in cui la ricchezza si sposta da Sud verso il Nord, verso quei Paesi che sanno fare le cose meglio degli altri.

Intervistato in esclusiva dall’Avanti!, Angeletti ha dichiarato che il Partito Socialista non solo viene da una grande tradizione storica ma è il luogo dove oggi deve iniziare una riflessione sul fatto che la cultura economica e la cultura politica della sinistra devono essere profondamente rivisitate, soprattutto in un Paese come il nostro che sta attraversando il periodo peggiore della sua storia, anche come conseguenza della insufficienze cultura economica e politica a sinistra.

Il Segretario UIL poi ha detto all’Avanti!: “la nostra Costituzione è stata fatta dai Partiti per i Partiti, oggi il sistema politico non è più fondato sui Partiti e quindi le Istituzioni devono essere profondamente riviste nei meccanismi di rappresentanza e decisionali”. Infine, sul reddito di cittadinanza, il Segretario della UIL ha replicato: ” si tratta di una questione secondaria, perché la povertà dipende dall’assenza di lavoro e le poche risorse che abbiamo servono per creare lavoro e non per lenire le ferite di coloro che il lavoro non lo hanno”.

Alfonso Siano

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Commenti all'articolo
  1. Forse più che di classe dirigente, che pure esiste, bisognerebbe parlare di assenza di “cultura” dirigente.
    Le persone ai posti di comando ci sono, oggi sembra però che la loro generazione abbia smarrito i punti di riferimento e si sia arroccata nella difesa a tutti i costi del proprio orticello, finanche in spregio delle regole e delle istituzioni.

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