martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Dagli al presidente
Pubblicato il 28-12-2013


Confesso che avevo nutrito una certa considerazione di Daniele Capezzone. Era un giovane intelligente, vivace, esponente di spicco, nonché segretario, del Partito radicale. Lo conobbi alla Camera quand’era deputato della Rosa nel pugno e presidente della commissione Attività produttive. Ebbe l’ardire di sfidare il governo Prodi con l’idea di formare un’area trasversale senza recinti precostituiti e di contestare anche il suo gran capo Pannella. Poi, non conoscendo evidentemente egli mezze misure, me lo sono trovato nel Pdl come portavoce di Berlusconi e oggi di nuovo deputato e presidente di commissione, sempre più berlusconiano. Forse perfino più dello stesso Berlusconi e della sua fida pitonessa. Di spostamento in spostamento dalla sinistra libertaria Daniele è oggi diventato il più falco tra gli integralisti di Forza Italia. L’ultima sua trovata è l’attacco al capo dello stato, colpevole, a suo giudizio, di aver travalicato i suoi poteri, e il conseguente invito, raccolto da un altro esponente forzista, di spegnere la televisione in occasione del messaggio presidenziale dell’ultimo dell’anno.

Non è l’unico ex radicale, per la verità, il buon Daniele, ad avere cambiato aria, ma uno dei tanti, che Marco Pannella ha adottato e valorizzato, che poi si è messo in proprio. Basterebbe ricordare Rutelli e Giachetti, approdati a sinistra e Vito, Della Vedova, Calderisi, Taradash, Stracquadanio, lo stesso Quagliariello accomodatisi a destra. Più che Crono, divinità greca, divoratrice di figli, Marco Pannella appare come un padre rinnegato da tutti, tranne pochissime eccezioni. Questo è anche il caso di Capezzone. Non che sia grave invitare gli amici a non ascoltare il messaggio di fine anno del presidente. Diciamo la verità, quando mai in un discorso del genere sono uscite idee nuove e particolarmente brillanti? Se non fosse che questa posizione si sposa con la richiesta di impeachment di Grillo e compagnia e con le esplicite accuse formulate dal presidente dei deputati di Forza Italia Brunetta. Che si crei una sorta di isolamento del Quirinale pare motivato proprio dalla consapevolezza che Napolitano sia stato il promotore e levatore delle larghe intese e oggi della sua prosecuzione in forma più ridotta. Cioè, si colpisce Napolitano per colpire Letta.

Quel “Dagli al presidente” è diventato uno sport particolarmente praticato. Credo che i motivi della contestazione siano in realtà titoli di merito del Quirinale. Ricordiamo innanzitutto che Napolitano è stato eletto pochi mesi or sono, quando il Parlamento si era incartato da solo e soltanto la sua disponibilità ha sbloccato una situazione che si era fatta grave e paradossale. E che Napolitano è stato colui che, assai più del Pd che non era affatto su questa posizione, si è battuto per dare un governo al Paese evitando nuove elezioni con la vecchia legge. E anche che Napolitano è oggi in prima linea per evitare all’Italia leggi immondizia come il Salva Roma e per l’approvazione di una nuova legge elettorale della quale, dopo la sentenza della Corte, l’Italia è priva. Il presidente, come molti suoi predecessori, travalica? In un momento di crisi e di incertezza anche un certo travalicamento è acqua benedetta per il Paese. Per questo noi stiamo col presidente della Repubblica e l’ultimo dell’anno, cosa che non sempre abbiamo fatto, accenderemo la nostra tivù. E lo ascolteremo con grande piacere.

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Commenti all'articolo
  1. Ho conosciuto Capezzone alla festa di Radicofani orgnizzata da Stefania Craxi subito dopo tangentopoli, anche a me sembrò un tipo sveglio che in quell’occasione da radicale sosteneva il rilancio del PSI assieme ai Radicali poi la svolta, e come suol dirsi in questi casi : Dalle parole ai fatti ….suoi.

  2. Capezzone è il rappresentante di questo Parlamento imbottito di ragazzine/i con poca esperienza giuridica e tanta prosopopea e arroganza. Danno addosso al Presidente Napolitano, ultimo baluardo, prima della distruzione completa della Repubblica perché se si tornerà a votare con il porcellum il destino della Repubblica è segnato.

  3. Ho sempre fatto il dipendente nella mia vita lavorativa e direi anche con successo avendo ricoperto incarichi di responsabilità e di prestiggio.
    Quando non collimavano le mie posizioni con quelle del Presidente della Società nella quale operavo, le ho sempre espresse senza timore.
    Capezzone più che parlamentare è dipendente del cavaliere; le sue esternazioni fanno venire il volta stomaco.
    Io ascolterò il discorso del Presidente. Non sempre sono d’accordo con lui. Buon Anno!

  4. Caro Mauro, condivido completamente, come quasi sempre, il tuo pensiero. Poi, correggimi se sbaglio, ma Giorgio Napolitano era uno dei pochi esponenti del vecchio PCI che avevano almeno un atteggiamento rispettoso nei nostri confronti. Anche per questo merita altrettanto rispetto e riconoscimento. Ti auguro un sereno e proficuo NUOVO ANNO 2014. Roberto Rinaldi

  5. LASCIAMO I CAPEZZONI ANDARE ALLA DDERIVA,MI PREOCCUPA DI PIù IL LERADE DEL PD,, CHE SENZA ATTENDERE LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE VUOLE RIPROPORRE UNA LEGGE ELETTORALE MAGGIORITARIA E BIPOLARIZZANTE, CIOè LA RICETTA CHE HA RESO INGOVERNABILE E INGOVERNATA L’ITALIA DEGLI ULTIMI VENTI ANNI, ANCHE QUANDO SULLA CARTA C’ERANO MAGGIORANZE PARLAMENTARI BULGARE. MI STUPISCE ANCHE L’AFFANNO A VARARE COME PRIORITARIA UNA LEGGE ELETTORALE PER IL PARLAMENTO NAZIONALEQUANDO IL 25 MAGGIO SI VOTA SICURAMENTE PER IL PARLAMENTO EUROPEO CON UNA LEGGE FRUTTO DI UN’INTESA PD PDL ALTRETTANTO INCOSTITUZIONALE DI QUELLA APPENA BOCCIATA DALLA CONSULTA E NELL’INDIFFERENZA GENERALE ANCHE DI QUEI PARTITI COME IL PSI E SEL CHE AVREBBERO TUTTO L’INTERESSE A CAMBIARLA

  6. credo che di fronte al dilemma se ascoltare l’invito del poco onorevole Scapezzone ( non è un errore) e invece ascoltare il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, gli italiani di buon senso non abbiano dubbi, se non altro per la certezza di ascoltare cose serie e non siocchezze.
    A tutti un sereno e laborioso 2014. Neo

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