giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Controriforma sull’aborto
La Spagna torna indietro
Pubblicato il 21-12-2013


Aborto_SpagnaDopo tre anni l’aborto in Spagna torna ad essere un diritto per poche.

Il governo di centrodestra guidato da Mariano Rajoy presidente del Paritido Popular ha riportato la legislazione spagnola indietro di quasi trent’anni approvando un disegno di legge che limita il diritto delle donne di abortire liberamente entro le 14 settimane di gravidanza.

Un giro di vite sull’aborto limitato da oggi ai casi di stupro o quando vi sia un pericolo per la salute psicofisica della madre, per tutti gli altri casi l’aborto torna illegale, come ha annunciato il ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardon, nel corso della conferenza stampa che segue il Consiglio dei Ministri alla presenza della vicepresidenta del governo Santamaria e la ministra della salute Mato.

Il via libera alla nuova legge cancella quella varata nel 2010 dal governo socialista di José Luis Zapatero che per approvare la riforma della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza aveva creato un ministero ad hoc, quello dell’uguaglianza guidato da Bibiana Aido, assieme ai dicasteri dell’uguaglianza e della salute per elaborare la più moderna riforma sull’aborto raccogliendo suggerimenti da un gruppo di esperti di livello europeo.

La legge Aido varata dall’ultimo esecutivo socialista consentiva alle donne di abortire entro le prime 14 settimane di gravidanza e fino alla 22.ma in caso di malformazioni gravi del feto. Il testo approvato oggi riporta tutto indietro di circa 30 anni, ossia alla normativa in vigore fino al 1985. Anzi, la nuova legge inasprisce addirittura la vecchia, che consentiva l’aborto anche in caso di malformazione del feto.

La riforma targata PP della Ley Orgánica 2/2010, del 3 marzo 2010,era annunciata da tempo da tutto l’esecutivo che nella campagna elettorale già discuteva  “Sulla salute sessuale e riproduttiva e la interruzione volontaria della gravidanza” sulla vita come “diritto inalienabile” e “il rischio per la salute fisica e psichica della donna non può essere considerato un pretesto per non proteggere la vita dei neonati”
Con la nuova legge sull’aborto la libertà delle donne torna indietro all’epoca della dittatura franchista e allontana la Spagna dal resto dell’Europa in materia di diritti civili.

Va ricordato che solo nel primo anno della Ley Aido, nella quale si tutelava e si sosteneva la salute sessuale e riproduttiva ancor prima dell’aborto, il decremento delle interruzioni di gravidanza era stimato fra il 3% e il 5% rispetto all’anno precedente, dati che ancora oggi imbarazzano le associazioni pro-vita che mal tolleravano la legge, ‘più moderna europea e sensata’ come l’aveva definita l’allora ministra Aido, che l’ultimo governo socialista aveva approvato.

Sara Pasquot

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