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Opinioni e commenti
 

Grillo gioca col fuoco e fioccano le prime denunce
per istigazione alla diserzione
Pubblicato il 11-12-2013


Buemi-Nencini-ForconiSi sa, giocare con il fuoco è pericoloso. Se a farlo è il leader di un movimento politico lo è molto di più. «Sulla possibilità di garantire a tutti di manifestare il proprio dissenso non ci può essere nessuna deroga», ha dichiarato il senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in Commissione Giustizia, in relazione ai fatti di Torino e agli “inconsueti” appelli del leader penta stellato. Buemi, infatti, ha definito «destabilizzante l’invito rivolto da Grillo alle nostre forze dell’ordine di ribellarsi alle istituzioni democratiche»: un appello che rischia di suonare sinistro se lo si sposa al gesto di alcuni poliziotti che si sono sfilati il casco in solidarietà con i manifestanti e alle parole ambigue di alcuni sindacati di polizia che si sono definiti «con le Istituzioni e con i cittadini, non con la classe politica». Un fenomeno, ancora, non certo preoccupante, visto che molti dei manifestanti sono tutt’altro che indigenti e pronti alla rivolta, come testimoniano le immagini del leader dei forconi genovesi Danilo Calvani che ha lasciato la piazza in Jaguar.

Difficile pensare che un colpo di mano violento possa venire da un movimento che annovera al suo interno una fetta dell’evasione fiscale che vuole sfruttare il malcontento generalizzato per continuare a sguazzare nell’assenza di regole. Eppure i segnali preoccupanti non mancano e, si sa, alcuni fenomeni è meglio stroncarli sul nascere: dagli assalti ai negozianti alla minaccia di bruciare i libri.

Buemi, infatti, continua esortando «coloro che hanno il compito della verifica dei comportamenti penalmente rilevanti di agire nei confronti di chi massacra, infischiandosene, regole e leggi del nostro Paese. Mi rivolgo, anche, alle forze dell’ordine, pur sapendo le difficoltà e i sacrifici a cui sono sottoposte, invitandoli a tenere sempre un atteggiamento imparziale e di riguardo nei confronti di quelle persone che, in determinate situazioni, sono dalla parte delle minoranze». Il senatore socialista ha ricordato che «a Torino, nei giorni scorsi, si sono verificate situazioni inaccettabili. Il cittadino che invoca la tutela dello Stato, deve avere risposte immediate non sono ammissibili disattenzioni, sottovalutazioni ed atteggiamenti di compromissione nei confronti di coloro che manifestano senza rispettare i diritti altrui, tra i quali anche l’esercizio dell’attività imprenditoriale e commerciale».

Anche Nencini, il segretario del PSI, intervenendo in Senato per la fiducia a Letta, si è espresso nello stesso senso. «Basta tolleranza. Ho rispetto per chi siede in quest’Aula ma non ho rispetto per chi fuori da qui rivolge appelli eversivi e incita a interrompere il rapporto di fedeltà con lo Stato». «Per queste persone – ha proseguito Nencini riferendosi a Grillo – vale l’articolo 266 del Codice Penale. Mi stupisco che  nessun magistrato o il ministro dell’Interno non abbiano sentito il dovere di intervenire nei confronti di chi ha pronunciato frasi come ‘sollevatevi contro la politica di questa Italia marcia’. Sono le stesse parole di chi se fosse ancora in vita le considererebbe plagio, ovvero Mussolini nel ’21 a Milano quando la sua prima pattuglia venne eletta in parlamento».

La pensano così anche tre attivisti “montiani” che hanno presentato denunce in diverse città nei confronti del leader a 5 stelle: «Abbiamo denunciato Beppe Grillo per istigazione di militari a disobbedire alle leggi, reato previsto dall’articolo 266 del Codice Penale (punito con la reclusione fino a 5 anni) e commesso da Grillo per mezzo della lettera aperta inviata» alle forze dell’ordine «con la quale si incitano i militari a disobbedire alle leggi, a violare il giuramento dato e a disattendere i doveri inerenti al loro stato». L’iniziativa è stata presa da Luca de Vecchi, Piercamillo Falasca e Giovanni Susta che hanno depositato a Roma la prima di una serie di denunce al leader del M5S che verranno poi presentate presso commissariati di polizia e caserme di carabinieri in varie città italiane.

In particolare, i denuncianti riportano le parole usate da Grillo nel suo blog, rivolte ai vertici militari e della polizia: «Vi chiedo – ha scritto Grillo – di non proteggere più questa classe politica che ha portato l’Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Le forze dell’Ordine non meritano un ruolo così degradante». «La critica politica è sempre legittima, ma noi riteniamo, da cittadini, che occorra mettere un argine a questa pericolosa delegittimazione delle istituzioni, esasperata dall’incitamento ad azioni contrarie allo Stato di diritto, e così pericolosamente simile a derive anti-democratiche del passato».

Redazione Avanti!

 

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