martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

“I ragazzi irresistibili”, amore e odio che brucia come brace
Pubblicato il 11-12-2013


RAGAZZI-IRRESISITBILI-OlimpicoLa nostalgia modulata dai tempi andati. Il flusso bergsoniano, in cui ogni singolo istante non è scomponibile, ma si trasforma in struggente malinconia di vivere in solitudine i ricordi, soprattutto se si è vecchi. Tutto questo nella  pièce teatrale “I ragazzi irresistibili”, regia di Marco Sciaccaluga, che sarà in scena fino al 22 dicembre al teatro Olimpico. Due ex comici di vaudeville, Al Lewis (Tullio Solenghi) e Willie Clark (Eros Pagni), dopo aver trascorso quarantatre anni della loro vita artistica insieme, si separano da un giorno all’altro, senza grandi discorsi di addio o ripensamenti.  Dopo una vita sul palco, Al si sveglia la mattina nel New Jersey col canto degli uccellini, distaccato, scettico e talvolta schifato rispetto a cosa non rientra nel suo bagaglio di esperienze, cerca di camminare eretto ma si appoggia a un bastone, guarda con ironia e distacco lo scorrere della sua vita.

Willie rimugina in una squallida camera d’albergo di New York la memoria di ciò che è stato, tirando a campare con un televisore arrugginito, tre sigari la settimana, gli sfoghi con il nipote, i ricordi del suo compagno che gli sputacchiava in faccia (“ma quanta saliva aveva!”) e gli picchiettava così forte il petto con un dito da procurargli un livido indelebile. Willie ha lavorato con Al riconoscendogli il primato di miglior attore dell’epoca, solo dal punto di vista umano gli contesta di essere “una merda”. Willie non lascia andare né i ricordi, né l’uscita di scena dalla vita artistica, perché rifletterci sopra significa incastrarsi in quel groviglio che è il senso della vita.

L’amore e l’odio sono, però, due facce della stessa medaglia. Rincontrarsi aiuta, anche dopo più di quarant’anni. Il loro ritrovarsi dopo anni svela le sensibili differenze tra i due ma anche la condivisa gioia di vivere, perché per tutto il tempo che è andato, ancora qualche istante dovrà pur consumarsi. I due attori si ritrovano per mettere ancora una volta in scena il loro cavallo di battaglia e tra confronti accesi e tenere prese di posizione da ambedue le parti sciolgono il nodo del rapporto tra percezione e memoria, tra ciò che è reale e ciò che è fittizio. Il mondo è fatto di tempo e di quello che di quel tempo ci ricordiamo. E nell’epoca della vita di Al e Willie ci vuole molta saggezza per mettersi da parte e farsi dondolare dal refrain lento e cadenzato della vecchiaia.

Silvia Anela

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