giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il Cile archivia la destra di Piñera
Pubblicato il 16-12-2013


Il Cile archivia l’epoca Piñera con la destra che tocca il peggior risultato di sempre e torna socialista, con Michelle Bachelet, 62 anni, già presidente fra il 2006 e il 2010.
Bachelet ha battuto con il 62,16% dei voti la candidata del centrodestra, Evelyn Matthei (37,30%), secondo i risultati ufficiali resi noti dal servizio elettorale cileno.
La Presidenta nella sede centrale del suo comitato ha ribadito l’intenzione di portare avanti un programma di profonde riforme, che includa “una Costituzione che diventi quel patto sociale nuovo, moderno e rinnovato che il Cile chiede e di cui ha bisogno”, parlando a migliaia di sostenitori davanti l’hotel San Francisco in pieno centro di Santiago del Cile.

Dopo avere definito quello attuale un momento storico, la Presidenta ha affermato che il suo trionfo appartiene alle migliaia di persone che dal 2011 rivendicano i diritti sociali e dei cittadini.
“Un grazie speciale ai giovani, che hanno espresso con forza il loro desiderio di costruire un sistema educativo pubblico, gratuito e di alta qualità. Oggi ormai nessuno può dubitare che il lucro non può essere il motore dell’educazione, perché i sogni non sono un bene del mercato, sono un diritto di tutti”.
“È tempo di avviare cambiamenti sostanziali”, ha concluso la socialista Bachelet, che potrà contare su una forte e nuova alleanza, che occuperà  67 dei 120 seggi della Camera e 21 dei 38 seggi del Senato, allargata anche ai voti delle formazioni comuniste, una forza.

Nel prossimo Parlamento saranno tanti i giovani leader a debutto, una generazione politica “figlia” delle proteste studentesche che hanno interessato il Paese negli ultimi due anni. Fra questi la più nota è Camila Vallejo, “pasionaria” di soli 25 anni. La Vallejo, ex presidente della Federazione Studentesca (Fech) diventata famosa per il suo ruolo nelle mobilitazioni e candidata alla Camera dalla Gioventù Comunista, sarà il volto nuovo del nuovo mandato di Michelle Bachelet.
La Bachelet, che terminò la sua presidenza con un tasso di gradimento dell’80%, rimasta sempre ampiamente favorita da quando in primavera aveva annunciato l’intenzione di ricandidarsi alla presidenza del suo Paese, dovrà fare i conti con una disaffezione alla vita politica dei cileni, infatti sul voto politico ha pesato l’incognita dell’affluenza alle urne, con un astensionismo che alla fine ha superato il 59%.
Con queste elezioni alla presidenza per la prima volta in Cile si è votato con un nuovo sistema elettorale, che prevede la registrazione volontaria da parte dei 13,6 milioni di aventi diritto, un sistema già contestato anche da parte della nuova coalizione, infatti la stessa Vallejo ha già proposto di ripristinare l’obbligo di voto per aumentare la democrazia e non avere alla guida di un Paese un Parlamento che rappresenta solo una parte dell’elettorato.

La seconda volta di Michelle Presidenta del Cile sarà soprattutto una questione di donne. Mai come in questo momento saranno loro le attrici  della vita politica cilena. Donne, e di tutte le età, e con radici politiche nei percorsi più diversi. Tra il primo e il secondo mandato la Presidenta Michelle Bachelet ha diretto a New York, UN Women, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dell’uguaglianza di genere e di empowerment femminile e il risultato di quell’esperienza ha segnato inevitabilmente anche la politica della sua nazione.

Sara Pasquot

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento