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Opinioni e commenti
 

INTERVENTO DI GIAN FRANCO SCHIETROMA
Pubblicato il 01-12-2013


INTERVENTO DI GIAN FRANCO SCHIETROMA

CONGRESSO NAZIONALE PSI – VENEZIA 1° Dicembre 2013

 Care Compagne, Cari Compagni,

questo è un Congresso di svolta, di grande svolta politica per il nostro Partito.

Nei precedenti Congressi abbiamo difeso caparbiamente il passato, la dignità politica della nostra storia e dei compagni che ci hanno lasciato. Finora abbiamo difeso con orgoglio la nostra identità di socialisti; abbiamo fatto politica molto spesso con lo sguardo rivolto al passato. Oggi, pur riaffermando sempre con determinazione la nostra identità, voltiamo pagina e guardiamo decisamente al futuro.

Dopo la caduta della prima Repubblica molti militanti del PSI sono confluiti nel centro-destra per ragioni di risentimento. Li comprendiamo, ma non condividiamo assolutamente la loro scelta. Noi, invece, abbiamo seguito l’insegnamento di Pietro Nenni, il quale amava ricordare che il risentimento è la negazione della politica.

A chi ci chiede, in questo momento difficile e complesso della politica, ma voi dove state ? A destra ? Al centro ? A sinistra ? Diciamo subito che abbiamo deciso, per senso di responsabilità, di sostenere questo governo di emergenza.

Per il resto non abbiamo scelto nulla perchénon dobbiamo scegliere nulla; non dobbiamo nemmeno scegliere di stare a sinistra per un semplice motivo: perchésiamo noi la sinistra ! Perchésiamo noi la vera sinistra riformista italiana !.

I socialisti non possono stare a destra. Chi va a destra ha rinunciato ad essere socialista. Lo ripetiamo qui solennemente a Venezia, rendendo omaggio ai nostri grandi del passato, che faremmo sicuramente rivoltare nella tomba se, impazzendo all’improvviso, dovessimo decidere di seguire a destra i fratelli separati, come li ha acutamente definiti un nostro caro compagno.

Noi socialisti siamo la sinistra, ma a sinistra non siamo assolutamente intenzionati ad essere assorbiti dal Partito Democratico. Diciamo NO con fermezza ad una confluenza nel PD. Siamo alleati del PD, ma non sudditi. E bene hanno fatto il nostro Segretario Nencini ed i nostri parlamentari a dar vita a delegazioni autonome sia al Senato che alla Camera.

Con altrettanta decisione diciamo NO anche ad una confluenza in Sinistra Ecologia e Libertà.

Possiamo fare alleanze politiche, possiamo fare talvolta anche liste comuni, ma l’autonomia del nostro Partito deve essere sempre fuori discussione.

Noi socialisti dobbiamo batterci perché nel centro-sinistra, e quindi innanzitutto nel PD, ma anche in SEL, sia prevalente una moderna politica socialista riformista.

Una delle principali sfide che la politica dovrà affrontare in questo nuovo millennio è quella relativa alla globalizzazione. Occorre governare la globalizzazione affinchè dia benefici ed opportunità a tutti. Una parte della sinistra dice NO alla globalizzazione. Ma non si può dire NO alla globalizzazione. Non si può fermare la globalizzazione. La globalizzazione non può essere fermata perché non si può bloccare il progresso; d’altra parte, l’alternativa alla globalizzazione è l’isolamento.

Bisogna, dunque, battersi affinchè la globalizzazione proceda di pari passo con la giustizia sociale, evitando che essa porti benefici ed opportunità soltanto a pochi.

Occorre utilizzare al meglio le grandi possibilità di crescita economica ed occupazionale che offrono l’innovazione, la ricerca scientifica, il progresso tecnologico, stando bene attenti però a che questo processo non si risolva soltanto in una mera operazione di profitto ad esclusivo beneficio dei grandi potentati economici. La sfida riformista del socialismo democratico è appunto tesa a far sì che questa occasione di crescita e di progresso sia veramente a disposizione di tutti, con particolare riferimento ai più giovani. Dobbiamo riformare l’Europa, oggi dominata dai poteri forti, trasformandola nell’Europa della giustizia sociale.

Questo obiettivo sarà più facilmente raggiungibile se la politica riuscirà a temperare l’incidenza ed il potere dei grandi capitali. In tal senso è importante che il Presidente socialista francese Hollande, di recente, abbia rilanciato con forza l’idea degli Stati Uniti d’Europa.

Il discorso sulla globalizzazione è un discorso strettamente collegato al tema della giustizia e della libertà. Giustizia non significa solo punire i colpevoli. Giustizia significa anche portare i valori di democrazia e di libertà a tutti i popoli del mondo. Libertà, ovviamente, nel senso più ampio di libertà personale, economica e sociale.

E mi ritorna in mente un significativo passo di un discorso pronunciato da Giuseppe Saragat: “La libertà per noi non è un’idea astratta, ma una realtà concreta in cui l’interesse dell’individuo coincide con quello della società intera”.

Oggi, nella misura in cui non ci dimenticheremo dei milioni di affamati e disperati nel mondo, creeremo non solo le basi per la prosperità di tutti, ma soprattutto eviteremo all’umanità di autodistruggersi.

Care Compagne, Cari Compagni,

siamo venuti a Venezia non per soffermarci sul passato, ma per costruire il futuro.

E il futuro del nostro Partito significa innanzi tutto chiusura netta agli opportunisti, a coloro che condizionano la stessa permanenza nel Partito soltanto al proprio interesse personale. È tramontata definitivamente, per quanto mi riguarda, la stagione dei voltabandiera di professione, che approfittano della generosa ospitalità del nostro Partito. Deve essere chiaro che il nostro Partito non è una porta girevole attraverso la quale si entra e si esce a proprio comodo.

Ma costruire il futuro significa soprattutto promuovere nel centro-sinistra una proposta di governo alternativa alla destra, una proposta politico-programmatica di stampo riformista che consenta, in primo luogo, come dicevo, di governare la globalizzazione, facendo sì che risorse importanti, derivanti dall’innovazione e dalla ricerca scientifica e tecnologica, si traducano in opportunità di lavoro e di occupazione.

Da più parti si sostiene che bisogna cambiare la Costituzione. Io dico un’altra cosa: bisogna attuarla.

Basta leggere la Costituzione per scoprire quanto ancora essa debba essere attuata.

Volete alcuni esempi ?

Art.1: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.

L’art.4 rafforza il dettato dell’art.1: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto”.

Art.9: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”.

Art.32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Art.47 2° comma: “La Repubblica favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione ….”.

Vi sembra che questi articoli abbiano avuto piena attuazione ?

A me pare proprio di no.

Al fine di cominciare a lavorare per attuare veramente la Costituzione, da questa tribuna lancio almeno due proposte programmatiche molto importanti:

1)-una proposta socialista per il lavoro;

2)-una proposta socialista per la casa.

La prima proposta scaturisce da un’attenta analisi degli indici elaborati dal World Economic Forum. L’Italia, pur essendo il paese che possiede il più ampio patrimonio culturale a livello mondiale, con oltre 3.400 musei, con circa 2.000 aree e parchi archeologici e con ben 47 siti Unesco, non va oltre un mediocre 33° posto nella speciale classifica sulla competitività turistica.

Evidentemente la nostra organizzazione turistica non è assolutamente sufficiente. Eppure il territorio italiano ha tutte le caratteristiche per una positiva affermazione dei vari tipi di turismo: dal turismo religioso a quello culturale, dal turismo congressuale a quello termale e a quello fieristico; dal turismo montano a quello balneare, dal turismo sportivo a quello rurale ed enogastronomico. Ciò comporterebbe anche il rilancio di un certo tipo di agricoltura, tesa alla valorizzazione dei prodotti tipici, e di tante attività commerciali, artigianali ed edilizie.

Ebbene, poiché le principali “materie prime” del nostro Paese sono, senza alcun dubbio, le straordinarie bellezze naturali e gli ineguagliabili beni culturali, l’Italia dovrebbe avere, come vocazione prevalente, quella di puntare, in via prioritaria, sullo sviluppo delle attività turistiche e culturali e sul risanamento e la valorizzazione dell’ambiente. Questa proposta è in grado di determinare grandi prospettive di sviluppo economico e notevoli opportunità di nuova occupazione, fronteggiando così, con efficacia, l’attuale vera emergenza del Paese: il lavoro.

L’IMU è indubbiamente un tema importante, ma la vera emergenza è il lavoro che non c’è. E se non c’è lavoro, quando potranno i giovani avere una casa ?

E vengo alla seconda proposta: l’housing sociale. L’alloggio sociale è una unità immobiliare, adibita a uso residenziale in locazione permanente, che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, per ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato.

L’housing sociale ha la finalità di sostenere iniziative abitative a canoni moderati finalizzate per le giovani coppie e i single, gli studenti, gli anziani, i precari, le famiglie monoreddito, gli immigrati regolari a basso reddito e tutte quelle fasce di popolazione che, prima della crisi, non avevano a che fare con questo disagio.

Come si può constatare, i temi che richiedono un maggiore impegno riformista sono proprio quelli del famoso, e sempre attuale, trinomio di Saragat -case, scuole, ospedali- unitamente al lavoro, alla giustizia, alla sicurezza ed ai trasporti.

Della casa abbiamo detto. Quanto all’istruzione, tra l’altro, è davvero inaccettabile che i nostri figli, i nostri nipoti debbano studiare in locali, sempre più frequentemente pericolanti, che tutto sembrano fuorché scuole. Riguardo alla sanità, è vergognoso che, in tanti, troppi pronto soccorso, i malati, a volte anche quelli in “codice rosso”, siano costretti ad ore ed ore di attesa in situazioni di incredibile precarietà.

Del lavoro abbiamo già detto. A proposito di trasporti, ritengo inammissibile che nel terzo millennio un gran numero di cittadini sia ancora costretto a trascorrere gran parte della giornata su mezzi di trasporto vergognosamente fatiscenti e palesemente inadeguati.

E poi occorre riformare la giustizia, riformare la giustizia al fine di eliminare le lungaggini dei contenziosi, per risolvere lo scottante problema delle carceri e per garantire la sicurezza dei cittadini, minacciati da una delinquenza che, nonostante il lodevole impegno delle forze dell’ordine, lede gravemente la tranquillità delle famiglie, stante, ad esempio, il preoccupante fenomeno delle rapine e dei furti nelle abitazioni.

Inoltre, occorre assicurare al cittadino, imputato nel processo penale, un giudice che sia realmente terzo. Perché questo avvenga, colui che emette la sentenza non può essere addirittura un collega del pubblico accusatore. Va dunque approvata dal Parlamento la nostra proposta di separare sul serio le carriere tra pubblico ministero e magistrato giudicante.

Ha ragione chi sostiene che la sinistra per candidarsi in modo credibile alla guida del Paese deve occuparsi seriamente del tema giustizia. Una sinistra quindi che sia davvero sinistra, cioè garantista e libertaria e non forcaiola. Deve però essere chiaro che garantista non significa protettore dei corrotti perché i corrotti vanno puniti, ma anche i corrotti, o presunti tali, hanno diritto ad un processo che si svolga nel rispetto della legge e delle garanzie difensive previste dalla legge.

In linea generale, ha ragione chi afferma che da un lato la politica non deve assolutamente condizionare i magistrati e, dall’altro, i magistrati devono occuparsi soltanto delle sentenze e non di politica. Però è anche vero che le sentenze vanno rispettate da tutti. Ed è inammissibile che chi è stato condannato dal Tribunale, dalla Corte d’Appello e dalla Cassazione abbia la pretesa di farla franca soltanto perchéè potente politicamente ed economicamente. La legge è uguale per tutti !

C’è chi sostiene che il Paese dovrebbe vergognarsi per il trattamento riservato a Berlusconi. Io ritengo, invece, che debba vergognarsi soprattutto chi, in questi venti anni, dopo promesse elettorali mirabolanti, ha portato il Paese sull’orlo del baratro, con un gravissimo arretramento economico e culturale !

Ma veniamo a noi, al nostro Partito.

Io sono per la conferma a Segretario di Riccardo Nencini, il quale, tra l’altro, ha il grande merito di aver riportato i socialisti in Parlamento. Occorre però lavorare tutti insieme ad un partito nuovo, caratterizzato innanzitutto dal merito. Dobbiamo valorizzare il merito e la competenza ad ogni livello, soprattutto in quelli apicali . Un partito che propone anche un diverso assetto della società, basato su libertà individuale, eguaglianza delle opportunità, giustizia sociale ed una grande attenzione per le donne e i giovani. Dobbiamo lavorare alla costruzione di una nuova classe dirigente, quindi ad un partito aperto al rinnovamento ed alla valorizzazione dei nostri giovani migliori. Un partito che sia caratterizzato dalla continuità dei valori e dalla discontinuità dai vecchi riti della politica e, soprattutto, da perniciose forme di personalismo, ormai troppo in voga nell’attuale situazione italiana ed estera.

Basta con i partiti legati al destino di una persona, basta con i partiti senza storia, senza tradizioni e senza chiare ideologie. Essi hanno dominato in questi ultimi 20 anni e abbiamo visto i risultati. Occorre, dunque, un partito che aiuti il nostro Paese a diventare un Paese normale. Negli altri paesi europei si confrontano due schieramenti: quello progressista, rappresentato dal Partito del Socialismo Europeo, e quello conservatore, rappresentato dal Partito Popolare Europeo. Qui in Italia abbiamo Berlusconi, Grillo e un centrosinistra alla ricerca di un’identità. Ecco, il PSI, che attualmente è l’unico partito italiano iscritto al PSE, deve lavorare per cambiare l’Italia, legando il centrosinistra al PSE. Le elezioni europee possono essere un’occasione importante in tal senso.

Ora, nell’immediato c’è un governo d’emergenza, forte al punto di aver piegato, a cominciare dal 2 ottobre scorso, addirittura Berlusconi. Noi socialisti possiamo avere un ruolo in questa nuova fase del Governo Letta. I nostri parlamentari hanno un peso non marginale.

Ma è evidente che la nostra prospettiva politica per il futuro è assai diversa e si basa:

1)-sul rilancio di “Italia Bene Comune”, quindi su una coalizione basata, ad ogni livello, su un forte accordo tra PD, SEL e PSI;

2)-sulla presentazione della lista PSI per il Parlamento, nel caso di una deprecabile, ma possibile, permanenza del porcellum. Tale sistema elettorale, comunque, va superato in modo tale da consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti;

3)-sulla presentazione di una lista unitaria per il socialismo europeo a sostegno del candidato progressista alla Presidenza della Commissione Europea, il socialdemocratico Martin Schulz, legando appunto il centrosinistra italiano al PSE.

E’ evidente che, qualora il PD non fosse disponibile alla nostra proposta di un’unica lista PD-SEL-PSI di “unità socialista” per le prossime elezioni europee, noi socialisti dovremo lavorare alla costruzione di una lista “SEL-PSI per il socialismo europeo”, dal momento che c’è stato di recente il fatto politico nuovo, oggettivamente significativo, della richiesta d’iscrizione di SEL al PSE.

Per questi obiettivi occorre coesione e forte unità di intenti. Anche se siamo in presenza di tre mozioni, penso che esse non siano ostative ad una forte unità, tanto più che non sussistono rilevanti differenze sulla linea politica. Ritengo di avere la credibilità per invitare tutti al massimo possibile di unità del partito. Nella mia vita politica non ho mai causato divisioni, e meno che mai scissioni, anzi mi sono reso protagonista di un’importante unificazione, quella del 1998 a Fiuggi, tra socialisti e socialdemocratici, che ha dato vita allo SDI.

Ebbene, se vogliamo contare qualcosa, dobbiamo privilegiare le ragioni dell’unità, mettendo da parte i personalismi e gli egoismi.

In ogni caso, desidero ringraziare soprattutto i giovani, le donne e Voi tutti che siete la migliore risorsa di questo Partito, che siete venuti qui a vostre spese, e a Venezia le spese non sono proprio trascurabili; che siete venuti qui con la vostra passione, con il vostro entusiasmo, con quella carica umana che solo chi è socialista possiede. Grazie a Voi saremo capaci di smentire, clamorosamente, con i fatti anche chi è pessimista sul futuro del nostro Partito.

Dobbiamo, invece, essere ottimisti, non solo per lo straordinario risultato della Basilicata, ma anche perchéabbiamo solide fondamenta; e le fondamenta siamo noi, con la nostra storia, che parte da Turati, con la nostra tradizione, ma soprattutto con la nostra voglia di essere protagonisti di un futuro migliore per il nostro Paese e soprattutto per coloro che nel terzo millennio, e sono purtroppo tanti, per coloro che aspettano ancora un lavoro ed una società più umana e più giusta.

Grazie compagni !

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