mercoledì, 20 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La discussione sull’immigrazione
Pubblicato il 25-12-2013


L’immigrazione  è un fenomeno che colpisce e ha colpito molti Paesi sviluppati. Fra questi vi è certamente l’Italia, collocata in faccia ai paesi arabi e africani, di fianco quelli dell’Est. Le cause sono note: nei paesi di origine degli immigrati, alla ricerca di pace, benessere e nuove opportunità, fuggono da disordini, guerre, situazioni di disagio pubblico e privato.
Anche i fini dell’immigrazione sono noti, come precedentemente detto, però cosa ancora più discussa del fatto riguarda la nocività o il vantaggio di tali immigrati verso il paese ospitante. Le fazioni della discussione si limitano a due fattori: quello negativo e quello positivo. A favore del primo ci sono i movimenti nazionalisti e di estrema destra, seguiti da una numerosa massa di conservatori, e non poche volte di individui con idee populistiche e ignoranti. Per tali individui tutti o la maggior parte di questi uomini, donne e bambini sono tendenti alla delinquenza e al parassitismo o potrebbero danneggiare il tessuto sociale e l’identità culturale del Paese ospitante. A favore di tale tesi ci sono le prove di numerosi reati commessi da alcuni degli immigrati. Anche il sentimento tradizionalistico e campanilistico per cui una persona diversa ed estranea al luogo deve essere quasi sempre meschina e profittatrice, aumentano la  diffidenza e i timori.
A favore del secondo ci sono partiti aperti al multiculturalismo, alla pace fra civiltà e fra i popoli e alla possibile esistenza di una nazione stabile con al suo interno minoranze etniche. Questa tendenza ritiene possibile una convivenza pacifica con gli immigrati, portatori di nuove menti, pensieri e braccia, che andranno ad aiutare gli indigeni nella costruzione di un Paese migliore. Molti immigrati sono, in effetti, persone che svolgono lavori umili, ma anche lavori ‘scartati’ per numerosi fattori, come la fatica, la scomodità o per un modesto pagamento. Altri vengono nel Paese ospitante per svariate cause, andando ad accrescere i letterati, gli imprenditori, i militari ed altri mestieri che eseguivano nel paese d’ origine. Nella storia mondiale sono presenti numerose nazioni che al loro interno portavano minoranze etniche e religiose. Alcune sono collassate a causa di sconvolgimenti interni causate da incomprensioni, xenofobia, fanatismo e altri errori. Altre sono riuscite a integrare le minoranze trasformandole in individui con un pensiero, degli usi e una cultura indigena, o mantenendo le minoranze tali, ma non negandogli diritti e pretendendo doveri.
Non dobbiamo pensare che l’immigrazione sia uno scontro fra popoli, con invasioni latenti o malvagi progetti di indebolire le nazioni ospitanti per poi assoggettarle. Dobbiamo usare le capacità di ogni immigrante come se fosse un individuo da integrare in un popolo per il fine dello sviluppo e della crescita nazionale.
Come mai questa idea non si è affermata o non è stata condivisa? Dobbiamo sapere che molte volte le strutture sociali vengono usate spesso dagli immigrati, che non pagano tasse. Molte volte usano strutture adibite ai servizi del popolo in modo inadeguato o irregolare e che gli stessi servizi vengono troppe volte dati agli immigrati, preferendole ai cittadini che hanno pagato per averle e che ne pretendono giustamente la precedenza sull’utilizzo. Insieme a svariati esempi, come una possibile mancanza di educazione civica o delle leggi del paese ospitante, ad aggravare il tutto collaborano i cittadini che hanno molto spesso sentimenti di buonismo e superficialità nel trattare il tema immigrazione. L’immigrazione non può essere sconfitta con il razzismo e l’intolleranza, ma deve comportare una selezione di persone capaci, oneste e desiderose di cominciare una vita migliore.
Per quanto riguarda il tema ius solis, penso che un uomo si possa definire italiano solo se conosce la nostra cultura, la nostra storia e la nostra lingua, non per motivi genetici, di sangue o di titoli vari. Infine vorrei ricordare che non molto tempo fa, e purtroppo oggi, eravamo e siamo amici, figli, padri, mogli, conoscenti e fratelli di italiani immigrati che auguro che tornino presto nella madre patria, trovando più benessere, serenità e forse la felicità che cercano all’estero.

Niccolò Musmeci

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento