venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

La sfida olimpica
allo Zar Putin
Pubblicato il 20-12-2013


Sochi-2014I giochi olimpici invernali si terranno, per l’edizione 2014, a Sochi, in Russia, dal 7 al 23 febbraio. Un traguardo importante per il presidente Putin; un’occasione per dimostrare al mondo i cambiamenti della Russia negli ultimi 14 anni e i progressi in campo economico, tanto che la Russia è uno dei cinque Paesi a cui ci si riferisce con l’acronimo BRICS . Le Olimpiadi Invernali saranno seguite in tutto il mondo da milioni di appassionati dello sport. Tuttavia, dietro al clima di collaborazione internazionale, si insidia un dibattito politico e civile, che ci riporta alle Olimpiadi russe del 1980, in piena Guerra Fredda. In quell’occasione gli Stati Uniti, e altri Paesi, boicottarono i Giochi non presentando la propria delegazione di atleti, poiché ventitré anni fa l’URSS di Leonid Breznev aveva invaso l’Afghanistan.

Nel 2014, invece, gli Stati Uniti di Obama sfideranno la Russia conservatrice di Putin inviando nella delegazione ufficiale due atlete dichiaratamente omosessuali: Billie Jean King (70 anni) e Caitilin Cahow. La prima è la leggenda vivente del tennis con 39 titoli vinti nel Grande Slam; la seconda è l’attuale difensore della nazionale americana femminile di hockey su ghiaccio.

Infatti è nota la posizione di Vladimir Putin in materia di diritti agli omosessuali e alla controversa legge contro la propaganda omosessuale. La legislazione russa ha come obiettivo la “tutela della gioventù” da eventuali “valori morali non tradizionali”. Il presidente russo ha speso dure parole indirizzate a certi “pseudo-valori occidentali” e alla “difesa dal comportamento abbastanza aggressivo di certi gruppi sociali che impongono il loro punto di vista ad altre persone ed altri Paesi”. Dichiarazione palesi ed inequivocabili contro gli Stati Uniti, sostenitori di tali valori, e contro i difensori dei diritti degli omosessuali.

Non si deve dimenticare, inoltre, la posizione della Russia in materia di adozioni: solo gli italiani, tra gli stranieri, possono adottare bambini russi. Putin ha argomentato tale scelta indicando nel nostro Paese la mancanza, nel nostro ordinamento, di leggi a favore di unioni civili omosessuali.

La domanda che ci possiamo porre è la seguente: è mai veramente finito il conflitto ideologico tra blocco occidentale e blocco orientale?

Manuele Franzoso

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