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Opinioni e commenti
 

La strage di Renzi
Pubblicato il 09-12-2013


Renzi non ha vinto, ha trionfato. Ha distrutto Cuperlo riducendolo a meno della metà di quel che aveva conseguito nel primo atto delle primarie. Sono andati a votare due milioni e mezzo di persone, anche di più di quel che si prevedeva. Renzi è una furia, non risparmia nessuno. Sorride e si diverte quando annuncia fucilazioni in massa. Adesso ha conseguito anche la forza, oltre alla volontà, di farli secchi tutti. Ne ha parlato esplicitamente ieri sera subito dopo la vittoria. Non ci saranno prigionieri. Una strage. Il vecchio gruppo dirigente può andare in pensione. Addio D’Alema, Bersani, Bindi, Marini, Finocchiaro, mentre Veltroni si rivede talmente nel fiorentino da augurargli di non fare la sua stessa fine. Ci sono due ostacoli nella marcia di Matteo, che oggi esulta, sorride, e si aggancia alla logica un po’ barzellettiera di berlusconiana pratica. Il primo è quello del governo. Più Letta tira avanti e più Renzi rischia di perdere il fascino della novità. Ma può un partito mettere in crisi un governo guidato da uno dei suoi maggiori leader? E come? Il secondo è costituito dalla legge elettorale. È evidente che Renzi la collochi al vertice delle priorità, perché gli conviene votare prima possibile e oggi, dopo la sentenza della Corte, una legge elettorale non c’è. Promette la difesa di un bipolarismo che in Italia non esiste e deve fare i conti con la possibilità di introdurre una riforma elettorale che faccia a meno di un premio di maggioranza che, nelle proporzioni attuali, è stato definito incostituzionale. I problemi di Renzi non sono di facile soluzione e anche quelli interni, nonostante a sua volontà di fare una strage, paiono piuttosto complicati. La minoranza accetterà di restare in un partito guidato da un capo assoluto, produrrà una scissione, i gruppi parlamentari, oggi non collocati col segretario, verranno riportati sotto la sua cappella, come reagirà Letta al suo dominio? Sono domande per ora senza risposta, ma costituiscono ostacoli evidenti nella inesorabile marcia del rottamatore.

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Commenti all'articolo
  1. Tra le altre cose, nel discorso di Renzi dopo i risultati, ha parlato di riformismo a modo suo. Secondo il suo pensiero “oggi abbiamo di fronte una scommessa molto difficile, cioè si può essere riformisti e ciò nonostante non essere noiosi. Possono scaldare i cuori non soloi grandi progetti massimalisti o estremisti come è accaduto fino ad oggi. Si può dare un’anima al riformismo, cosa mai accaduta in Italia. E’ sempre stato detto che chi era riformista, per definizione doveva perdere perchè era noioso. Credo che oggi coniugare il riformismo con la capacità di appassionare le persone significhi portare un po’ di calore, significhi anche dire che questa non è la fine della sinistra, questa è la fine di un gruppo dirigente della sinistra”. Mi piacerebbe da socialista conoscere commenti su queste dichiarazioni di Renzi e da riformista non mi sono mai sentito noioso o perdente. Forse una lezione di vero Riformismo a Renzi potrebbe tornargli utile.

    • Craxi a Torino nel 1978 disse che al termine riformista preferiva riformatore perchè i riformisti avevano perso. E aveva ragione. I socialisti riformisti di Turati persero la maggioranza nel 1912 poi fino al 1957 con il Congresso di Venezia i riformisti furono minoranza. Nel 1968 dopo il fallimento dell’unificazione tornarono in minoranza. Nel 1972 io votai per la mozione di Nenni e Craxi. Aveva il 10%. Con Craxi ritornarono maggioranza poi nel 1992 tutto finì e persero di nuovo.

  2. Un solo appunto. Una legge elettorale c’è, piaccia o non piaccia a Renzi e a tutti quelli che insistono sul bipolarismo. E’ il porcellum, che, modificato radicalmente dalla Corte Costituzionale, dà la possibilità di andare alle elezioni anche subito.

  3. Direttore ti devo un caffè, sul numero dei partecipanti ho toppato e alla grande. Quanto al cognachino , già fatto ne avevo bisogno. Ora è tempo della domanda come si dice in Emilia E ALUURA ???
    E ora. ? Che che ne dica il nostro segratario, questo è peggio di Veltroni, non accetterà di andare al voto con quello che resta deol porcellum diventato proporzionale, inneggia al pipolarisma , con più modernità ma farà con slogan vuoti un PD maggioritario, si appoggierà con Forzaitalia per creare una partita a 2 in pratica , un pò rivisitato il vecchio berlusconismo e antiberlusconismo , cambia quasi nulla . Quello che è veramento diverso è la situazione diventata impossibile , i forconi in piazza oggi è l’inizio di un periodo ben fosco.
    Fraterni Saluti
    compagno maurizio Molinari

  4. Sulla questione del riformismo noioso, che grazie a lui avrà un’anima, lo rinvio ai noiosi Turati, Treves, Rosselli, Saragat, Nenni, ma forse per Renzi, che accusa chi ha più anni di lui di essere troppo vecchio, questo è Medioevo.

    • a eno che la Corte Costituzionale abbia radicalmnte cambiato giurisprudenza una legge elettorale immediatamente applicabile c’è: una legge proporzionale con soglie di accesso molto pesanti al Senato, con coalizione di liste e quindi con alleanze che si presentano agli elettori.Per li liste bloccate basta leggersi il quesito 2 dell’abortito referendum Passigli, boicottato dal PD, per sostenere il referendum truffa teso a ristabilire il Mattarellum. Scusate ma il ricorso giunto non l’ha fatto Renzi, ma gli avvocati Bozzi, Tani e Besostri, che sapevano quel che facevano

  5. Vedremo cosa farà con il bipolarismo. A parte certi atteggiamenti discutibili, rendiamoci conto che Renzi lancia comunque un messaggio di speranza, e non è poco. Dice cose semplici che capiscono tutti. In tanti troveranno delle sorprese amare ma ieri sera, quando ho ascoltato il discorso di Renzi devo ammettere che tante cose annunciate e che vorrà fare, sono condivisibili. Altra cosa sarà farle. La pretesa di dire “da domani cambia tutto” è da spaccone. Ma oggi, se vuoi i voti, devi fare così. Se riesce a riformare, saremo tutti contenti.

  6. Nemmeno con Renzi si è sentita la parola socialismo si è completato il disegno politico Veltroniano rifare una democrazia cristiana di sinistra enunciata anni or sono da Donat Cattin.

  7. la forza di renzi sarà anche quella dell’alleanza con letta. Entrambi hanno un comune interesse, cioè quello di far fare un salto di qualità a quello che fino ad oggi è stato un governicchio. Sottolineo fino ad oggi, perché se da domani si riuscirà a fare una bella legge elettorale, se si riuscirà a togliere il bicameralismo perfetto, se si riuscirà finalmente a fare politiche attive per il lavoro, se si riuscirà a cominciare a sveltire e snellire la nostra burocrazia ed a recuperare importanti risorse da investire nel cuneo fiscale per imprese produttive e lavoratori… ecc… questi saranno risultati avvertiti (giustamente) come raggiunti dietro la spinta di Renzi e nel 2015 non avrà avversari. vedo nel prossimo futuro un renzi presidente del consiglio ed un letta presidente della repubblica

  8. Bene Direttore. ha stravinto Renzi.
    Può darsi che abbia perso il P.d. Una cosa è certa: si può voltare pagina. Se Renzi riuscirà in breve tempo a dettare la tabella di marcia a Letta, cantierando i provvedimenti che gli stanno a cuore, che sono certamente condivisibili e se mantiene la stabilità di governo fino al 2015 per poi votare, non ci sarà trippa per nessuno,il suo sarà un trionfo plebliscitario.

  9. Il fascino della novità? che qualcuno abbia fatto fuori il premier Prodi é già accaduto perchè meravigliarsi. Nella casa CattoComunista la parte nuova Catto ha fatto fuori in maniera plebbiscitaria la seconda. Siamo di nuovo al 48, con i fascisti in piazza, senza piano Maschall ma con il piano Merkell. La vedo dura.

  10. Al mio vecchio amico Francesco Ruvinetti dico che oggi la parola riformismo è diventata di moda. La usano tutti. E se proprio vogliamo consolarci la parola soialdemocratico è diventata quasi un sinonimo di estremismo. Io e te eravamo nel giusto.

  11. Che l’argomento “Renzi-PD” sia di notevole importanza e all’ordine del giorno della politica va bene, ma che nessuno difenda e valorizzi la cultura riformista, sempre derisa,sbeffeggiata e contrastata da chi oggi ne abusa del significato non va bene.
    Forse che il problema della “Comunità Socialista” siano proprio i socialisti? Ora i forconi sono in piazza, a breve ci sarà bisogno dei Socialisti, ci saremo? e da che parte saremo?

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