martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

La straordinaria stagione 2013/2014 dell’Opera di Roma firmata Muti
Pubblicato il 19-12-2013


ERNANI_Opera-RomaSi è da poco inaugurata la Stagione del Teatro dell’Opera di Roma tra lo scrosciare degli applausi che hanno coronato l’inizio di quella che si prospetta un’entusiasmante carrellata di opere. Il grande successo dell’opera Ernani di Giuseppe Verdi, che quest’anno festeggia 200 anni dalla nascita, apre le porte a nuove e vecchie conoscenze che, tra lirica, balletto e musica sacra sapranno accompagnarci lungo tutto il prossimo anno. A dirigere la stagione lirica capitolina è il Maestro Riccardo Muti che, lasciatosi alle spalle definitivamente la ventennale esperienza scalingea, inaugura la stagione 2013/2014 colmo di un trasporto umano e vibrante d’una passionalità libera da qualsivoglia pregiudizio.

Oggi uno dei maggiori direttori d’orchestra, insieme al neo senatore Claudio Abbado, Muti si presenta nella Capitale come un homo novus, libero ormai dal ‘’giogo’’ toscaniniano e proteso verso una nuova reinterpretazione del repertorio verdiano. Dopo l’esordio dell’Ernani la sede del Teatro Costanzi ci propone alcune delle opere più note ed apprezzate di sempre ognuna legata ad un diverso compositore: dal 27 febbraio sale in scena Puccini con il ‘’Manon Lescaut’’, capitanato dal celebratissimo soprano russo Anna Netrebko; dal 28 marzo ci verranno proposte le incantevoli arie del ‘’Maometto II’’ di Rossini, un’opera che pochi direttori hanno avuto la capacità di esaltare; l’8 maggio sarà una tappa obbligatoria con ‘’L’elisir D’amore’’ di Donizetti con un grande Francesco Meli nel personaggio di Nemorino, ruolo che ha dato fama a tanti tenori del passato coma Alfredo Kraus e lo stesso Luciano Pavarotti.

Non poteva mancare un’opera in lingua francese tra le più note come l’intramontabile ‘’Carmen’’ di Georges Bizet che, dal 18 maggio, ci trasporterà nelle terre di Siviglia. La stagione si concluderà il 21 ottobre cosi come si è inaugurata ovvero con le geniali musiche di Verdi racchiuse nell’onnipresente ‘’Rigoletto’’ forse una delle opere più apprezzate e rappresentate del Maestro. Certamente non da meno il pregevole programma del balletto di quest’anno dedicato particolarmente ai compositori russi. Dopo l’esordio nei primi di ottobre dello ‘’Schiaccianoci’’ di Cajkovskij a seguire arriverà l’applauditissimo ‘’Lago dei Cigni’’ che dal 21 dicembre ci accompagnerà per tutto il periodo di Natale. Meno nota, ma di certo davvero imperdibile a maggio ‘’La Bella Addormentata nel Bosco’’ anch’essa di Cajkovskij e sempre sulla scia dei compositori russi scopriremo il prossimo settembre ‘’La Cenerentola’’di Sergei Prokofiev. Come nella lirica cosi nel balletto non poteva mancare un compositore francese nella figura di Maurice Ravel di cui ci vengono proposte ben due opere ‘’L’enfant et les Sortilèges’’ e ‘’L’heure Espagnole’’.

Incontro inusuale in questi tempi ad aprile il ‘’Verdi Dance’’ le musiche ballabili del Maestro Verdi riprese da alcune sue opere più conosciute (Macbeth, Vespri Siciliani Gerusalemme Liberata). Ancora da definire il programma estivo nella bellissima location delle Terme di Caracalla. Purtroppo questo splendida stagione artistica sembra dover essere offuscata dall’attuale disastrosa situazione dell’Opera, sull’orlo del commissariamento. Molte sono state le voci politiche che si sono scagliate indiscriminatamente verso la mala gestione del Teatro, senza però improntare un progetto costruttivo di riorganizzazione del bilancio. Lo stesso Federico Mollicone, ex presidente della Commissione Cultura dell’amministrazione Alemanno dichiara: ‘’La crisi è creata a tavolino per giustificare il commissariamento.’’ Più seri e lungimiranti Gianluca Peciola (Sel) e Oscar Tortosa capogruppo Psi e vice presidente della Commissione Attività Produttive al Consiglio della Regione Lazio, secondo cui “la Regione Lazio farà la sua parte. Il presidente Zingaretti ha già inviato al sovrintendente il piano dei pagamenti che, grazie al decreto 35 e all’accordo con l’Abi, consentirà il reperimento delle quote che non state erogate dall’amministrazione Polverini negli anni 2011 e 2012. Come Consigliere regionale del Psi vigilerò affinché sia dato seguito a questo impegno perché la Regione deve tornare ad essere un interlocutore affidabile, in grado di salvaguardare le eccellenze della nostra cultura” ha concluso l’esponente socialista.

L’ingente deficit finanziario sembra però contagiare un po’ tutti i teatri lirici italiani con poche e sporadiche eccezioni, come Torino e Venezia. La situazione attuale, inoltre, non dipende solo dalla crisi ancora forte e dallo scarso interesse delle nuove generazioni al mondo dell’opera ma anche dai prezzi divenuti proibitivi a fronte di spese di gestione di notevole entità. Teatri storici della nostra penisola come quello di Firenze rischiano di chiudere i battenti senza che nessuno possa porvi mano. Soprattutto in questo momento di riassetto economico impone una riduzione dei finanziamenti senza un serio progetto di incentivazione. Unica voce fuori dal coro il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Massimo Bray che con una mossa molto intraprendente ha firmato un decreto per la defiscalizzazione sul eventuali donazioni a favore di Teatri ed Enti culturali. Nonostante il futuro si preannunci ben poco roseo se non si prende in mano la situazione siamo fiduciosi che l’attuale governo possa seguire le giuste iniziative per fare in modo, è proprio il caso di dirlo, di cambiare musica.

 Alessandro Munelli

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