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Opinioni e commenti
 

LA VOCE DEL COLLE
Pubblicato il 30-12-2013


Napolitano-Nencini

Grillo per non sentirlo si butterà nella rete, Berlusconi è tentato di imitare il comico genovese e fare anche lui un controdiscorso, insomma controinformazione come nel ’68 contro lo “Stato delle SIM” (che non era quello delle schede dei cellulari, ma lo Stato Imperialista delle Multinazionali). Un tandem inseguito dalla Lega che lancia l’operazione ‘bollino rosso’. Eppure così facendo non fanno altro che sottolineare il ruolo insostituibile che il Presidente della Repubblica ha avuto e ha nella crisi della politica italiana rendendo, forse, mai così atteso come oggi il suo discorso di fine anno. Rischiano insomma l’autogol i due ‘tecnici’ dello spettacolo, ma cosa vogliono e cosa si aspettano da Napolitano?

Il discorso di fine anno non sarà certo rivolto solo a loro, ci mancherebbe altro, ma sarà rivolto agli italiani per incoraggiarli a tenere duro e a guardare ai piccoli spiragli di luce che cominciano a filtrare tra le nubi della crisi. Ci sarà certamente un bilancio dell’anno e sarà presumibilmente piuttosto negativo. Avrà sicuramente modo di ricordare agli smemorati il perché e il percome del suo bis al Quirinale, la situazione in cui si trovava il Paese per l’insipienza della gran parte della classe politica, compresi gli ultimi arrivati, i grillini, e l’impossibilità di dare vita a un governo ‘normale’. Quello che c’è, di larghe prima e piccole intese poi, dovrebbe fare delle riforme essenziali a cominciare dalla legge e elettorale per evitare che un ritorno alle urne riporti a una situazione di stallo simile a quella del 25 febbraio, e poi alcuni interventi decisivi per aiutare la ripresa.

Ma tutto questo sembra importare assai poco a chi spera in un ritorno alle urne in tempi brevissimi, già il 25 maggio con le europee, per sperare di recuperare, o conquistare ex novo, un ruolo politico nel prossimo Parlamento, a cominciare da Berlusconi e Grillo, ma non solo.

Tra i berlusconiani doc c’è chi, una per tutti come il deputato Sandra Savino, arriva a sostenere indirettamente la tesi dell’impeachment, tesi avanzata per primo da Grillo, ma finito subito in buona compagnia dentro Forza Italia. La Savino si chiede infatti “se davvero serva avere un Parlamento, quando il Presidente della Repubblica calpesta le prerogative dei parlamentari e indica cosa fare”. Ma golpista non sarebbe solo Napolitano, perché anche la Consulta sarebbe uscita dai binari sulla censura del porcellum.

Certo è che se si Napolitano perdesse la pazienza e si dimettesse – le voci che circolano fanno pensare a una guerra dei nervi contro il Colle – la situazione non favorirebbe certo i suoi ‘nemici’. Non si potrebbe infatti andare in tempi così rapidi come vorrebbero alle urne perché prima occorrerebbe mettere mano alla legge elettorale. Senza contare il pessimo effetto sulla stabilità economica e finanziaria del Paese.

D’altra parte un Napolitano dimissionario dovrebbe essere sostituito da queste Camere e questo non può piacere ai partiti del centrodestra che temono che al Colle salga un presidente eletto da una maggioranza di centrosinistra, dunque sognano, come spiega l’ex missino Storace, lo scioglimento immediato delle Camere e poi le dimissioni, ma “un minuto dopo l’elezione del prossimo Parlamento”.

“Se c’è tanta e forse troppa gente che organizza una specie di catena di Sant’Antonio per invitare a non ascoltare il messaggio di fine anno di Giorgio Napolitano, non è – conclude Storace – semplicemente il segnale banale della disaffezione dei cittadini verso le Istituzioni, ma credo che si tratti molto più drammaticamente di una cornice che vede all’interno un Paese in macerie”.

Sul tema la destra è comunque divisa come non mai. Vale per questo la pena ascoltare cosa dice Fabrizio Cicchitto, già capogruppo del PDL alla Camera, e oggi in quota Nuovo Centro Destra.

“Ci auguriamo – dice – che Berlusconi non insegua e non imiti Grillo persino nella contrapposizione formale al messaggio del capo dello Stato. D’altra parte non esiste l’ipotesi che il ‘traditore’ Alfano torni a Canossa con il capo cosparso di cenere perché queste rappresentazioni esistono solo in alcune iconografie medievali e sulle pagine del Giornale. Piuttosto nessuno può dimenticare che nel 2012 ben 6 milioni di italiani non hanno rivotato Pdl per errori comportamentali e non penali e per errori politici e programmatici commessi durante il governo Berlusconi-Tremonti”. “Berlusconi ha fatto una scelta politica di opposizione che non abbiamo condiviso, ma che possiamo rispettare a condizione che sia un’opposizione costituzionale e costruttiva specie per quello che riguarda le riforme. Ci auguriamo invece che Berlusconi non ascolti ancora una volta gli estremisti che vorrebbero fare della nuova Forza Italia una imitazione grottesca del M5S”. “Iniziative quali l’organizzazione del non ascolto del messaggio del Presidente della Repubblica con la contemporanea esibizione della bandiera tricolore sono cose che non faceva nemmeno il Msi nelle sue fasi più dure, anche perché un conto è essere politicamente duri, un altro è cadere nel ridicolo”.

Chi non teme di cadere nel ridicolo è come al solito la Lega che lancia l’“Operazione Bollino Rosso” e invita “tutti i media padani” a boicottare il “videodiscorso di fine anno di Giorno Napolitano perché non è il nostro presidente”.

Sul versante opposto il centrosinistra, anche se l’unica voce in difesa di Napolitano per tutta la giornata è stata solo quella di Riccardo Nencini, segretario del PSI.

“Ascolterò dall’Aquila – dice Nencini – il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica e lo farò con più attenzione del solito”. Nencini sarà nel capoluogo abruzzese con i parlamentari socialisti “per chiedere l’attenzione del Parlamento e del Governo nei confronti della città colpita dal sisma nel 2009, la cui opera di ricostruzione deve essere ancora completata”.

“L’esperienza e gli anni – prosegue – lo hanno reso ancor più saggio e certamente più disinteressato. Continuo piuttosto a stupirmi delle critiche che gli giungono da Grillo e Berlusconi perché nessuno dei due ha un qualche titolo per impartire lezioni di buon governo. Non possiamo dimenticare che se ci troviamo in una situazione difficile da cui stiamo faticosamente uscendo, è soprattutto per l’eredità dei governi di Berlusconi e oggi anche per l’inutilità e l’inconcludenza dell’opposizione del Movimento 5 Stelle”.

Armando Marchio

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Commenti all'articolo
  1. In tempi non sospetti sostenevo che Berlusconi e Grillo hanno molte cose in comune… ed eccoli qua. Siamo al culmine di questa seconda repubblica che ha ridotto il paese così male. Siamo con il nostro presidente Napolitano, ultimo baluardo a difesa dell’Italia, della democrazia e della Politica (con la P maiuscola…). Saluti socialisti e auguri a tutti!

  2. Qualcuno diceva che siamo uno strano paese e ,per la verita strano lo siamo davvero , specialmente in politica ..
    In democrazia , quando u n organismo diventa debole , perde spazio ,un altro organismo amblia la sua azione e copre gli spazi lasciati scoperti.
    Ora lo strano, per non dire sconfortante , è vedere i responsabili in primis della debolezza della politica ,che si accaniscono , fino alla messa in stato d’accusa del presidente per essere andato oltre le sue prerogative .Si è vero Napolitano sta assumendo un ruolo che va al limite se non oltre a quello che gli affida la coastituzione,ma è insipienza dell’attuale classe politica che ne obbliga l’azione. Noi socialisti non dobbiamo essere con Napolitano o contro , non è questo il problema , noi dobbiamo,con le nostre flebili voci, essere quella classe politica responsabile che affronta con severità il problema della crisi dello stato e ne indica le soluzioni , solo così per quanto avremo successo , il presidente potrà ,con suo sollievo entrare nei cononi più stretti del suo ruolo istituzionale ., lasciare la presidenza che sicuramente non voleva per un secondo mandato.
    Buon anno a tutti
    Fraterni saluti Compagno Maurizio Molinari fed. di Torino

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