lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Le noie del giovin Matteo
Pubblicato il 10-12-2013


Nel suo discorso di investitura alla segreteria del Pd, dopo il trionfo di domenica, Matteo Renzi ha annunciato la sua fede riformista, sostenendo di volere evitare che il riformismo continui ad essere considerato noioso. Ha insistito affermando di volergli regalare un’anima. Un compito che si annuncerebbe storico, perché a suo giudizio mai nessuno prima ci sarebbe riuscito. Obietto. Che il riformismo sia sempre stato noioso è davvero considerazione assai opinabile. In fondo anche la storia lo può diventare per chi non l’apprezza. A me, ad esempio, è risultata assai più noiosa la matematica. Ma passi, si tratta di giudizi soggettivi. Anche perché si dovrebbe a quel punto asserire che il massimalismo è invece divertente. Assicuro Renzi che Giacinto Menotti Serrati era molto meno allegro di Filippo Turati, assai solito esprimersi con una venatura di intelligente ironia. Anzi, diciamola tutta, l’ironia era riformista e il dottrinarismo era massimalista. Ma passi. Quel volergli regalare un’anima è davvero strabiliante perché presuppone che il riformismo ne fosse privo, prima che sul proscenio giungesse Matteo. Il riformismo attendeva il suo vate illuminato, prima del quale era solo carne grezza, pura materialità senza spirito. Bisognerebbe studiare non solo Turati, che del riformismo è certamente padre, ma soprattuto Camillo Prampolini che di anima ne aveva una così tanto grande da essere addirittura definito il Dio dei poveri, e poi Carlo Rosselli che venne assassinato assieme al fratello per via di un’anima davvero antifascista, e poi Giuseppe Saragat che aveva attinto dall’umanitarismo marxista in salsa austriaca, e Pietro Nenni che perse la figlia ad Auschwitz. E che dedicò l’intera sua anima al socialismo. Renzi la storia deve studiarla un po’ meglio. Non è fatta di cioccorì e di nutella, di sorrisi e di pacche sulle spalle, di giovani bellini che sostituiscono vecchi coi baffi, è fatta di idee e le idee vanno conosciute e studiate, prima di essere giudicate. Renzi è un giovane molto intelligente e ambizioso. E il tempo è con lui. Ma la politica non è solo una gara, è anche e soprattutto una storia. Noiosa sì, ma solo per chi non ama studiarla.

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Commenti all'articolo
  1. Ottimo pezzo Mauro. Credo inoltre che a questo punto occorra capire bene cosa sta succedendo in questo baillame di esclusi ed inclusi. Oggi sicuramente tutto bene nell’entusiasmo della vincita schiacciante, ma si sa che per quelli un po’ più attempati il tempo non gioca a loro favore. C’è da tenere presente che gli ex Ds come numero sono ancora in maggioranza un po’ nascosta, costretti loro malgrado a cercare di salire su quel carro, ma buttati giù in malo modo e non credo che si limiteranno ad essere semplici osservatori. Tra le tante cose dette da Renzi sicuramente non si riuscirà a farle in un solo anno perchè si sa che le modifiche costituzionali richiedono dei tempi tecnici che con una maggioranza di questo tipo, vanno ben oltre a quel tempo. Prendiamo ad esempio la questione della legge elettorale con la proposta del Sindaco d’Italia, che tempi ci sono se per farla occorre cambiare diversi punti dll nostra Carta e seguire tutte le procedure. Meglio forse prendere in considerazione l’idea di un’Assemblea Costituente, eletta con il sistema proporzionale quindi aperta a tutti i partiti, che come nel ’46 in poco più di un anno ha scritto tutta la Costituzione. Questo per descrivere solo un punto, ma bisognerebbe cominciare ad analizzarli tutti con calma per trovare convergenze e poi stabilirne i tempi, perchè a parole si fa presto, ma tra il dire ed il fare cè di mezzo un’altra cosa.

  2. Secondo te, se gli italiani hanno avuto bisogno di un uomo di spettacolo come Silvio Berlusconi e di un comico professionista come Beppe Grillo, non ti pare che abbiano voglia di ridere un po’? Quando Renzi parla di riformismo noioso io mi figuro Aldo Moro alleato del lugubre Enrico Berlinguer. Poi l’insipido Achille Ochetto, il triste Massimo D’Alema e l’impacciato Pierluigi Bersani. Il più allegro era Walter Veltroni ma scelse di Di Pietro e scaricò i socialisti. E quando Debora Serracchiani disse che sosteneva Franceschini perché simpatico, fu messa in croce!

  3. Caro Mauro, hai ben fatto una rapida sintesi ma credo (e tu ci tornerai) che Renzi abbia voluto rimuovere il riformismo socialista di un giovane segretario del PSI (B.Craxi) e di una squadra di giovani (Martelli,Signorile,De Michelis,ecc.) ,che hanno saputo dare a questo nostro paese una “prospettiva d’avvenire” con i fatti-non solo con enunciazioni- sia sul piano interno che europeo e internazionale. L’attualità di quelle idee è indiscutibile e molti ne hanno usato, o meglio, abusato per misero tornaconto. Credo che se rivisitassimo quel periodo rilanciando le idee riformiste dei socialisti per il futuro faremmo una cosa buona. Un abbraccio . Paolo

  4. Bravissimo Mauro, era ora che qualcuno iniziasse a rispondere a tono. mI PREOCCUPA QUESTO ATTEGGIAMENTO ARROGANTE E PRESUNTUOSO. Pieno di io e senza il Noi, un’altro unto dal Signore che pensa di avere la verità in tasca e la soluzione a tutti i problemi. L’unico buono in una valle di disonesti ed incapaci. Tante chiacchiere prive di una valutazione ideologica e culturale ben definita fondata su tanta approssimazione e superficialità anche sulla lettura storica degli eventi. Speriamo bene, ma la vedo male.

  5. bel commento, purtroppo i giovani vivono il loro tempo e non sono curiosi di conoscere la storia, pericolosamente preoccupante nel caso di chi ha responsabilità politiche; nel riformismo avrei menzionato Giacomo Matteotti, saluti a tutti

  6. Caro Mauro, parole sante le tue le tue! Il problema è che Renzi è stato sostenuto, a mio avviso, da una gran parte dei giovani (30-40 enni) del PD. Questi però NON hanno conosciuto direttamente le fasi della politica riformista in Italia, gli anni 70 e 80, le battaglie di Loris Fortuna, con il referendum su divorzio e aborto, lo statuto dei lavoratori di Brodolini e Giugni (due nomi ai piu sconosciuti), il referendum sulla scala mobile del 1984. Quindi per loro è scontato che queste cose ci siano, ma non sanno delle battaglie, in gran parte socialiste, che dietro ci sono state. Del socialismo invece hanno conosciuto direttamente la fase di tangentopoli. Ecco perche il riformismo è noioso, è una cosa vecchia, desueta, propria di persone poi bollate come ladruncoli dalla storia. E’ importante far sapere a chi oggi gode di queste possibilità (e per lo statuto dei lavoratori ahimè non sono tanti..) che non sono piovute dal cielo e che per portarle a casa tante persone ci hanno messo le mani, la faccia e l’impegno di una vita di passione affinche tutti, nella visione piu socialista del termine, ne potessero usufruire. Sempre Avanti!

  7. La crisi del nostro paese ha bisogno di essere evidenziata, con le attuali spontanee proteste? Il nuovismo condito, or ora anche da Berlusconi, manifesta il suo vuoto culturale e traccia, purtroppo, il declino del nostro paese.

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