martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Maggioritario,
più difetti che vantaggi
Pubblicato il 10-12-2013


La recente sentenza della Consulta ha dichiarato incostituzionale il Porcellum per quanto concerne in particolare due aspetti: il premio di maggioranza e l’impossibilità di esprimere preferenze nei confronti dei candidati. Come d’uopo, subito dopo la sentenza si sono scatenate polemiche da più fronti. Alcune di queste hanno evidenziato come il Parlamento attualmente eletto risulti a ora, se non delegittimato, quanto meno depotenziato. Altre si sono spinte a ritenere delegittimato anche il Presidente della Repubblica eletto con il contributo dell’attuale Parlamento. Per altri ancora ci sarebbero decine di parlamentari abusivi, ossia quelli eletti con il premio di maggioranza. Non so se sia davvero così, lascio la parola agli esperti costituzionalisti. Mi vorrei qui concentrare su un’altra questione.

CON IL MAGGIORITARIO SI RISCHIA DI PERSEVERARE NELL’ERRORE – Superato il primo coro di polemiche, quale è il suggerimento che si leva da buona parte della classe politica ed imprenditoriale italiana? Occorre evitare di tornare al proporzionale e restare nell’ambito di un sistema maggioritario. In tal senso, ad esempio si è espresso Renzi ed anche Alfano sembrerebbe essere disponibile a discutere di un sistema maggioritario. Allineati a questa posizione anche Berlusconi e Grillo. Il rischio però è che si commetta, ancora una volta, lo stesso errore di fondo che si commise con il Porcellum, cioè quello che una classe politica che, pur di accaparrarsi il potere, ritiene che si possa “forzare” o, per meglio dire, “stravolgere” la volontà degli elettori con una legge elettorale di tipo maggioritario.

Non si può forzare troppo la mano per ottenere un certo risultato. Mi ha colpito in tal senso l’intervento della deputata renziana Alessia Morani alla trasmissione televisiva “Otto e Mezzo”. Intervistata dalla Gruber, la Morani, che si occuperà di giustizia nella segreteria del PD, ha affermato che, poiché oggi l’Italia si presenta di fatto tripartita al voto, occorre una legge elettorale maggioritaria, tale per cui il giorno dopo le elezioni si sappia chi ha vinto. Mi chiedo, come si può raggiungere questo obiettivo se non in qualche modo stravolgendo il peso di ciascun voto che, secondo la nostra Costituzione – si veda in proposito l’articolo 48 – oltre ad essere libero e segreto, è personale ed eguale. Cioè, tradotto in parole povere, il voto di un cittadino non può pesare una volta e mezza quello di un altro cittadino.

QUALI I VANTAGGI DEL MAGGIORITARIO? Ma posto che si decida di forzare la mano con una nuova legge maggioritaria, quale ne sarebbe lo scopo? Secondo alcuni osservatori politici, si otterrebbe così una maggiore stabilità politica. Vi sfido a leggere un recente articolo di Roberto D’Alimonte pubblicato nella rubrica “Osservatorio Politico” del Sole24Ore di qualche giorno fa. D’Alimonte, pur professandosi contro il proporzionale per una ragione di governabilità del Paese e pur prendendo in esame vari sistemi di voto di tipo maggioritario, in tre colonne non riesce a convincere su quale sarebbe il vantaggio ultimo di una democrazia maggioritaria. Anche il sistema maggioritario di cui si parla ora – cioè quello del Sindaco d’Italia – presenta a mio avviso evidenti limiti, in quanto depauperando il ruolo del Parlamento non potrebbe essere impiantato nel nostro sistema senza una ampiamente condivisa riforma costituzionale, al momento improbabile.

MAGGIORITARIO E PROPORZIONALE A CONFRONTO – Al contrario di quanto comunemente si pensi, un sistema proporzionale, in presenza di un patto di stabilità che impone tagli alla spesa pubblica e la riduzione del debito pubblico e quindi riduce la possibilità di clientelismi, rappresenta la scelta più saggia e rappresentativa possibile. Non mi dilungo qui sul perché sarebbe la scelta più rappresentativa, essendo ovvio. Spendo invece due parole sul perché sarebbe la scelta più saggia possibile. In questo contesto, il sistema proporzionale consentirebbe una maggiore flessibilità e la possibilità di allineare in modo rapido le politiche alle esigenze del tempo. Per esigenze del tempo leggasi anche gli obiettivi esogeni, che pure ci sono dati dalla nostra appartenenza all’Unione Europea. Va infine ricordato che la nostra è una Repubblica Parlamentare in cui gli eletti non hanno vincolo di mandato: con una legge proporzionale, dunque, nessuno si scandalizzerebbe se, nel corso di una legislatura, le maggioranze parlamentari variassero anche in funzione delle politiche che è necessario porre in essere tempo per tempo. Al contrario, con il maggioritario si rischia di essere continuamente in campagna elettorale, si perde lucidità, si rinviano le scelte, si estremizza il confronto. E, soprattutto, l’esperienza maggioritaria degli scorsi anni non è stata proficua, in quanto le coalizioni elettorali, dopo aver vinto le elezioni, si sono presto sfaldate. Quindi, per tornare alle parole della Onorevole Morani, con il sistema maggioritario è vero che il giorno dopo le elezioni si sa chi le vince, il vero problema è che già il mese successivo l’esito non è più così chiaro.

Alfonso Siano

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