martedì, 23 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’uomo della Previdenza
Pubblicato il 20-12-2013


Quante volte in passato era stato invocato? Ma era l’uomo della Provvidenza. C’era stata una guerra e settecentomila morti italiani, poi una rivoluzione da imitare e fabbriche occupate con soviet improvvisati. Si cercava qualcuno che potesse invertire la tendenza e si presentò con una certa dose di tempismo lui, che era stato socialista rivoluzionario, con la bandiera tricolore e l’orgoglio nazionalista. Sappiamo tutti come è andata a finire. Adesso l’Italia si trova nella sua fase più critica dal dopoguerra. Non solo l’Italia, per la verità, ma tutta l’Europa attraversa i guasti di una finanza allegra e spesso spregiudicata i cui colpi sono stati scaricati sull’economia reale. E ci si è messa anche la rigidità con la quale si continuano a interpretare i parametri di Maastricht, e l’eccesso di spesa di alcuni paesi tra i quali il nostro.

Letta fa tutto quel che può. La legge di stabilità, che non è la panacea, inizia un’inversione, sia pur timida, di tendenza, con la speending review che recupera miliardi che vengono investiti nel taglio delle tasse sul lavoro, sulle imprese, sulle pensioni. Poca cosa, ma pur sempre un inizio. Come ha sottolineato il presidente del. Consiglio questa manovra deve essere attuata senza mettere a rischio i conti, e in particolare quel rapporto tra i tassi d’interesse italiani sul debito e quelli tedeschi, definito spread, che ha raggiunto il punto piu basso in questi mesi, rassicurando gli italiani sul rischio che hanno corso le loro banche. Eppure contro il governo si sono schierati tutti. O quasi tutti.

Chi ha fatto la voce più grossa è stato ancora una volta il presidente di Confindustria Squinzi, facile alle prese di posizione un tantino avventate come quella sui Forconi e poi rettificate. Il signor Mapei dovrebbe riflettere bene di parlare, perché la politica non è un semplice quanto intelligente investimento industriale. Una parola è un giudizio, e un giudizio provoca conseguenze. Come quelle parole macinate dall’uomo della Previdenza, il mega presidente Antonio Mastrapasqua, che aveva annunciato il rischio di non pagare più le pensioni e poi s’era ravveduto, lasciando però nell’ansia milioni di pensionati italiani. Diciamo la verità, hanno ragione Letta e Boccia a sostenere che nessuno ha la bacchetta magica e che non c’è l’uomo della Provvidenza. Ma anche quello della Previdenza è piuttosto assente.

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Commenti all'articolo
  1. Caro Direttore condivido il tuo editoriale, tanti auguri di buon natale e felice anno nuovo a tutti Voi a tutti i socialisti italiani e nel mondo e sempre evviva il socialismo e la libertà.

  2. Caro direttore, d’accordo, il governo non può spendere quello che non ha.
    Una cura dimagrande efficace la può fare, per poi investire quei risparmi in sviluppo.
    E’ ora di finirla con le chiacchere, i privilegi vanno abboliti, gli sprechi pure, gli stipendi e le pensioni d’oro anche.
    Chiaro?
    Buone Feste

  3. Quì non si tratta dell’uomo della provvidenza, e neppuro del passettino alla volta,è ora di una cura forte.
    Il problema non è il debito ma il Pil che non è sufficente per sostenere il debito , pertanto è sul Pil che bisogna agire , le cure Letta sono l’aspirina contro il tumore , bisogna tornare al manifatturiero , qui è tutto il sistema Italia che è franato.
    Per favore , almeno noi sfatiamo il problema della mancanza di lavoro per i giovani , il problema è la mancanza di lavoro in se stesso , mancando il lavoro non si assumono nuove leve, anzi si licenzano quelli che già sono al lavoro .
    Quello che voglio dire è che la disoccupazione dei giovani non è una scelta , ma la conseguenza naturale della crisi ..
    Chi in questo momento versa in una situazione anche più grave sono i 50/enni che comunque sono espulsi dal lavoro . Prevedendo una crisi ancora di qualche anno essi rischiano di non avere nessuna speranza anche per il futuro.. quando qualcosa potrà cambiare.
    Sosteniamo il governo Letta per quello che ci convince, il resto bocciamolo, i duelli Renzi Letta o Renzi Alfano è affar loro non interfessa ne a noi ne all’Italia.
    Fraterni saluti compagno Maurizio Molinari . fed. di Torino

  4. Patrimoniale sui grandi patrimoni, alla svelta. Recuperare un centinaio di miliardi da destinare ad attività produttive, cuneo fiscale, pensionati, esodati. Gente straricca che è diventata ancora più straricca oggi, nella crisi, con attività solo speculative. Per cui un’ottima ragione per farli “contribuire”, oltre al fatto che questi manco se ne accorgerebbero in termini di reddito disponibile.
    Un fraterno abbraccio e cari auguri a tutti i compagni socialisti.

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