domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Uruguay di Pepe Mujica legalizza la marijuana
Pubblicato il 16-12-2013


Cannabis terapeutica SLAJosé Alberto Mujica Cordano, per i cittadini uruguaiani semplicemente “Pepe”, sta entrando di diritto nel cuore dei libertari di tutto il mondo. Sotto la Presidenza dell’ex guerrigliero Tupamaro, infatti, il piccolo Paese del Rio de la Plata ha approvato leggi tra le più progressiste del pianeta. Dopo aver depenalizzato l’aborto nell’autunno 2012, l’Uruguay ha deciso, pochi mesi fa, di legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso, consentendo loro anche l’accesso all’adozione. Ma se questo tipo di normativa (dimenticando per un momento la bigottissima Italia) rappresenta ormai pratica relativamente diffusa, è sul tema delle droghe leggere che il presidente Mujica si è spinto dove nessuno aveva mai osato.
Martedì 10 dicembre, dopo un dibattito durato oltre 13 ore, il Senato uruguaiano ha dato disco verde (con 16 voti a favore, tutti del Frente Amplio, e 13 contrari) ad una nuova normativa che regolerà produzione, distribuzione e vendita della cannabis in tutto il Paese. La legge permetterà ai cittadini maggiorenni, previa iscrizione ad un registro, l’acquisto di massimo 40 grammi di marijuana al mese presso le farmacie uruguaiane. La cannabis in vendita presso le farmacie sarà di miglior qualità e più economica di quella offerta dal mercato illegale, e sarà prodotta dallo Stato o da licenziatari dello stesso.

Sarà permessa, inoltre, la coltivazione di un numero limitato di piante per uso personale (6 per i singoli, 99 per “associazioni” che saranno create ad hoc). La svolta epocale decisa dal Frente Amplio ha due principali obiettivi: minimizzare i rischi in cui i 200.000 consumatori uruguagi incorrono consumando cannabis e combattere il narcotraffico. L’opposizione del Partido Colorado e diversi governi sudamericani hanno duramente criticato la legalizzazione voluta da Mujica, denunciandone la pericolosità sia dal punto di vista sanitario che di quello della lotta al narcotraffico, una vera piaga per tutto il continente latinoamericano. L’ International Narcotics Control Board, ente indipendente che fa capo all’ONU, ha anche accusato la República Oriental del Uruguay di aver violato il diritto internazionale.

Il governo Mujica, però, non è per il momento intenzionato a cambiare idea. Visti gli insuccessi del proibizionismo, ha sostenuto il presidente Mujica, bisogna tentare altre strade. Questa normativa, inoltre, rappresenta una sperimentazione che il Frente Amplio si è esplicitamente detto disposto a ritirare in caso di fallimento. Del resto, come dichiarato da un senatore frenteamplista all’uscita dal dibattito al Senato, i problemi generati dal narcotraffico e dalle mafie non possono permettersi di attendere le lente decisioni degli organismi internazionali.

 Riccardo Galetti

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Commenti all'articolo
  1. Un grande, la soluzione che espelle i narcos e le finanziarie a loro collegati dal mercato.
    Da noi invece a chiacchiere le deprechiamo ma nei fatti meno di nulla, ergo a molti conviene, altro che forconi!

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