sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Meglio Forconi che forcaioli
Pubblicato il 11-12-2013


É scoppiata la rivolta? È ancora presto per dirlo. Certo che ce ne sono i presupposti. Giovani senza lavoro, operai licenziati, imprenditori che hanno dovuto chiudere, pensionati che non riescono ad arrivare alla fine del mese, il popolo della povertà si unisce disperatamente contro questa politica. I partiti politici sono arrivati al minimo storico della considerazione generale. Si premiano i nuovi demiurghi, che promettono che tutto cambierà presto grazie a loro, i prestigiatori delle politica che tentano di sedurre un paese in ginocchio, che lo accarezzano, lo blandiscono, lo illudono. Le radici di questa insofferenza sono da ricercare in un ventennio fallimentare, senza una classe politica adeguata. capace di puntare i piedi in Europa, di sviluppare quelle azioni indispensabili per rilanciare un’economia in ginocchio da tempo, nemmeno in grado di produrre quelle riforme istituzionali delle quali il paese necessita da decenni. É una protesta che ha ragioni storiche. E della quale un piccolo partito come il nostro, che in questo ventennio è stato poco più che spettatore e spesso anche inascoltato, non porta alcuna responsabilità. La portano i partiti che ci hanno governato, la porta questo assurdo e oggi peraltro inesistente bipolarismo, la portano quei forcaioli che vent’anni fa cancellarono un sistema e una classe dirigente che era ai vertici nella considerazione europea e che doveva essere sostituita, non ammazzata. Che aveva portato l’Italia a diventare la quinta potenza industriale del mondo, e non la cenerentola dell’Europa, che aveva partorito uno sviluppo al 4 per cento annuo, e non la recessione, che aveva alzato il debito all’86 per cento del Pil e non al 134, com’è oggi. Meglio forconi, che forcaioli, dunque.

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Commenti all'articolo
  1. Il nostro paese era la quinta potenza mondiale perché aveva anche e soprattutto sovranità monetaria (sapete quella moneta che chiamava lira, ricordate?).
    Adesso invece chi ci detta le agende di bilancio ?
    Il vostro (ma che considero ancora mio) partitino, perché non si interroga veramente se queste istituzioni europee (non votate da nessun cittadino) siano la causa dei nostri mali.
    Mi pare che vada di moda dare del populista a chi non la pensa bene sull’UE, sulla BCE sull’euro. Bene io voglio essere populista, ma almeno ho compreso la trappola di una moneta unica che non è di nessuno e che ci impone austerità su austerità.
    A chi si professa di appartenere alla sinistra italiana queste cose sfuggono in maniera troppo evidente.
    Magari è ora che vi svegliate invece di sposare in toto la politica di un partito ultraliberista come il PD.
    Keynesiani se ci siete battete un colpo.

  2. Ho ascoltato le dichiarazioni del Pres. Letta e dei suoi sostenitori ed ho notato una continuità nel fare la politica sempre contro qualcuno e non per qualcosa, quindi significa che un certo modo di fare politica anche se cambiano i segretari rimane inalterato, prima Craxi, poi Berlusconi ora Grillo, ma quando bisognerà aspettare ancora perchè la politica parli al paese dei problemi veri???.

  3. Caro Direttore, condivido la tua preoccupazione,siamo inascoltati.
    Alcuni di noi,come il sottoscritto, che da tempo sollevano un grido d’allarme all’interno del Partito, non sono ascoltati.
    Ho tentato al Congresso di Venezia di farmi ascoltare,sono stato interotto dopo un terzo del mio intervento, perchè i semplici delegati indipendentemente da quello che dicono, non hanno il diritto di farsi ascoltare sufficientemente.
    Spero nell’Assemblea Nazionale di cui faccio parte come componente della Mozione da te illustratta, di poter esprimere le mie opinioni e convinzioni.

  4. ma sela pensiamao così perchè non lo diciamo anche alla maggioranza.noi socialisti eravamoo abituati a governare ma non in silenzio non accettando sempre tutto…distinguersi vuol dire far parlare di noi, senza rompoere niente..ma la paura in politica è quasi vigliacca.

  5. Caro Mauro, dici cose vere. Purtroppo le possiamo leggere solo su questo sito. I giornali e le TV se ne guardano bene di dire certe cose e soprattutto guai pronunciare la parola socialisti. Luca scrive che il problema è l’Euro anzichè dire che con la lira si facevano svalutazioni a ripetizione. Sarebbe bene chiarire che se avessimo ancora la Lira, ad esempio la benzina costerebbe 6 o 7000 lire a litro lo stipendio sarebbe di 2 milioni ma un litro di latte costerebbe 5000 lire. I risparmi svalutati continuamente. Chissà, forse staremmo comunque meglio. Non lo so. Di sicuro, il famoso spread non sarebbe di del 2.3% in più dei bund tedeschi ma sarebbe di almeno il 1000 punti e forse nessuno vorrebbe i nostri BOT spazzatura. Tornare alla Lira si può ma dovremmo dire che i debiti li rimborseremo in Lire. Sarebbe la stessa cosa come dire che i debiti in Euro non vogliamo pagare oppure li paghiamo solo al 50% Un concordato fallimentare. Decidiamo cosa vogliamo fare.
    Forse il PSI potrebbe fare un convegno dove si analizzi questa storia Euro/Lira visto che si sentono una valanga di scemenze in TV.

  6. Dobbiamo stare attento ai forcaioli e ai forconi incanalati nelle spinte eversive di destra. Casapound, Forza Nuova, oltre alla Lega di Salvini che si vedono dietro ogni giorno di più si pongono sotto la guida di un disegno eversivo ovviamente anche sostenuto da persone che soffrono e hanno molti motivi per protestare. Sentire da qualche partecipante “Governo dei Militari”, Generali al potere, Marcia su Roma, Forconi in Parlamento, Coordinatori che si rapportano a Berlusconi, alla Santanchè, ecc. fanno pensare al pericolo di uno scontro forte per la prossima settimana a Roma, di cui infatti ancora non è stata indcata la data. Non esponiamo le Istituzioni e il paese allo sfascio, cu vuole senso di responsabilità e capacità di valutazione e di prevenzione prima che sia troppo tardi.

  7. scusa Paolo Grassi, come fai a dire quelle cifre (benzina a 5000 lire etc etc). Svalutazione e inflazione non sono MAI andate di pari passo MAI ripeto. Nel 1992/93 si svalutò la lira di circa il 20% (Amato al governo)uscendo dallo SME credibile, l’inflazione sai che fece? Passò da circa il 6% al 5%. Ci sono i dati basta andarli a cercare.
    Ci furono all’epoca di quella svalutazione morti per le strade, gente con le carriole piene di soldi oppure avevamo in Italia pozzi di petrolio ad ogni angolo? A me pare di ricordare di no.
    Sai che successe negli anni successivi a quella svalutazione?
    L’economia italiana iniziò nuovamente a crescere fino al 1995 (3% quell’anno). Fino a quando? Fino a quando ci siamo agganciati al nuovo cambio fisso (1996). Il resto è storia recente.

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