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Opinioni e commenti
 

NELLE MANI
DEI PALAZZINARI
Pubblicato il 02-12-2013


Italia-abusi edilizi

Un mare di cemento che affoga, ogni giorno di più, il nostro territorio. Un progressivo deterioramento che sembra inarrestabile, come un tumore in metastasi. Cemento: palazzoni che rendono ogni giorno più tristi e grigie le periferie urbane, capannoni, centri commerciali, asfalto. Secondo la denuncia delle associazioni che studiano il fenomeno, ogni secondo vengono sepolti otto metri quadrati di suolo. In un anno, un’area pari all’isola di Antigua. Sono tante le conseguenze nefaste di questa realtà che relega il Belpaese agli ultimi posti delle classifiche europee; non ultima il dissesto idrogeologico che provoca tragedie come quella sarda.

 E mentre si grida all’allarme, il cemento continua a scorrere. Inutile dire che la logica vorrebbe che le risorse fossero impegnate nella riqualificazione dell’esistente piuttosto che nell’edificazione di nuove aree: fin troppe sono le cose su cui intervenire, dalla messa a norma antisismica all’adeguamento energetico fino al recupero dei centri urbani. Eppure, si continua a costruire: «Nel nostro Paese c’è un conflitto tra queste due esigenze perché, da sempre, la politica di tutti gli orientamenti, soprattutto a livello locale, intrattiene rapporti opachi con ambienti legati al mattone» dice all’Avanti! Roberto Della Seta, politico, giornalista ed ex dirigente di Legambiente. Secondo l’esponente democratico, proprio l’esistenza di questa consorteria «spiega il perché, nonostante la popolazione non cresca e l’economia sia ferma, si continua a edificare invece di rilanciare il recupero delle aree urbane».

 Spicca il caso della Regione Veneto dove, proprio nelle ultime ore, la Giunta guidata dal governatore Zaia ha approvato il “Piano Casa” che permette di accrescere il volume o la superficie degli edifici esistenti in deroga ai piani urbanistici, inclusi i piani ambientali dei parchi.

 «Il Piano casa approvato dalla giunta del governatore Zaia rappresenta l’ennesima riprova di incoerenza tra parole e fatti», attacca l’onorevole socialista Oreste Pastorelli che si è detto «indignato nel vedere che ancora una volta, nonostante i proclami di contrarietà, si dia via libera alla deturpazione del territorio della regione Veneto».

 Andrea Rumor, presidente della sezione veneta dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, ha detto all’Avanti! che «il Piano casa permette di andare in deroga a qualsiasi tipo di pianificazione urbanistica ovvero di andare in deroga ai piani regolatori ». Rumor sottolinea quanto sia paradossale visto che «la stessa Regione che obbliga i comuni a dotarsi di piano regolatore e di un programma di salvaguardia ambientale, che implicano un grande sforzo economico, permette, nei fatti, che questi vadano disattesi: l’impressione è che si voglia esautorare i Primi cittadini, tanto è vero che qui c’è una vera e propria rivolta dei sindaci, inclusi quelli leghisti che sono nello stesso partito di Zaia».

 Insomma, si continua a edificare al di fuori pianificazioni, in deroga, e lo si preferisce fare piuttosto che utilizzare i fondi ministeriali per la riqualifica, la rigenerazione urbana, la rivalutazione dei centri storici e il riuso del costruito.

 Possibile ipotizzare che ci siano delle difficoltà oggettive di organizzazione? «Sicuramente esistono», afferma Della Seta, «ma non credo siano più grandi di quelle che riguardano qualsiasi altro Paese europeo anche di quelli che hanno deciso di puntare sulla riqualificazione e sull’azzeramento del consumo del territorio, come la Germania che ha emanato una legge in proposito fin dal 1998».

 Un approccio che, oltretutto, favorirebbe il Paese, invece che le lobby dei costruttori e dei palazzinari romani visto che, come conferma lo stesso Della Seta «l’Italia ha una grande tradizione della tecnica urbanistica, dell’ingegneria applicata alla riqualificazione urbana. Sarebbe logico spingere in questa direzione piuttosto che dissipare risorse e consumare il territorio».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Ho la netta sensazione che tra noi Socialisti questa cultura di difesa del territorio dalla speculazione edilizia siano purtroppo molto carente, basta guardare le ” porcate ” fatte ovunque, ma in particolare nel sud dove siamo presenti in molte ammnistrazioni locali.

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