lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Pensioni. La Corte dei conti
scopre l’acqua calda.
Il nodo resta la crisi
Pubblicato il 04-12-2013


Pensionati a rischioQuesta volta è la Corte dei conti a ricordarci che il sistema previdenziale italiano è traballante e a far balenare alcune possibili cure, che guarda caso sembrano partorite dal consesso dei soliti medici di professione tagliatori di pensioni e di assegni. L’allarme della Corte è preciso: l’equilibrio tra entrate e uscite assicurato, a suo tempo, dal sistema contributivo non regge più; l’unificazione fra previdenza pubblica e previdenza privata crea motivi di allarme; il costo per l’INPS per la gestione delle invalidità è molto alto e fuori controllo.

Lanciare l’allarme sull’equilibrio non garantito dal sistema contributivo senza dimostrare consapevolezza del fatto che la situazione attuale non si risolve con la formuletta dell’aumento delle entrate e della diminuzione delle uscite. Occorre infatti prendere atto che in questi anni di crisi, si è seriamente alterato il rapporto tra occupati che pagano e pensionati che incassano la pensione e che senza una ripresa della occupazione la situazione è destinata a diventare sempre più critica. Pensare alle soluzioni classiche: aumento dei contributi a carico dei lavoratori e datori di lavoro e a una ulteriore diminuzione del monte pensioni quali ne fossero le modalità, sarebbe pura follia.

Per quanto riguarda invece i timori per l’impatto sul bilancio previdenziale della unificazione degli enti, è davvero singolare che non si dia adeguata importanza al fatto che i due principali punti di crisi sono rappresentati dalla alterazione drammatica del rapporto occupati pensionati; dalla inesistenza del fondo per i dipendenti pubblici per il quale lo Stato no ha mai accantonato risorse.

Sulle invalidità, altro tema invocato dalla corte dei conti, il ragionamento è in parte condivisibile. L’apparato burocratico messo in atto per amministrare le invalidità sia nella parte che riguarda il riconoscimento del punteggio e dell’assegno e il mantenimento del diritto sia i pagamenti, è sicuramente farraginoso, inefficace e diventa sempre più simile ad un plotone di esecuzione nel rapporto con i cittadini. Alla corte dei conti non sfugge sicuramente che per ogni falso invalido, ce ne sono tanti altri invalidi veri che non riescono ad accedere al riconoscimento, e soprattutto sarebbe necessario prendere atto che rappresenta una vera vergogna coprirsi dietro il cieco che ci vede per cercare di non vedere milioni di invalidi con trattamento di fame e privati di fatto del diritto al lavoro.

Sarebbe davvero utile discutere dei costi di un meccanismo che non funziona, di medici che ti assegnano o ti tolgono il riconoscimento senza nemmeno guardarti in faccia e molto spesso senza nemmeno essere presenti al momento della decisione.

La corte dei conti non brilla certo per tempestività, se come dimostrato, scopre ora una violazione delle norme costituzionali per quanto riguarda il finanziamento dei partiti che ha fatto incassare ai partiti milioni di euro che potevano servire a ben altri scopi.

Detto francamente, non è più sopportabile una pratica sulla base della quale tutti richiamano alla gravità della situazione. Ci avvertono ogni giorno che c’è qualcosa che potrebbe crollare, e guarda caso, il crollo e i lavori di restauro riguarderebbero sempre e solo gli altri. Se vogliamo davvero discutere di stato sociale, di pensioni e di occupazione, facciamolo sul serio. L’INPS e i suoi dirigenti facciano il loro mestiere. La Corte dei conti svolga il proprio ruolo. A noi venga risparmiata la rabbia di dovere assistere alle provocazioni di chi poteva fare le cose giuste e non le ha fatte e però continua a presentarsi come se davvero avesse qualcosa da insegnarci.

Silvano Miniati
Network Sinistra Riformista

 

 

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Commenti all'articolo
  1. Bell’articolo, da socialista, non da sinistra berluscoide.
    Serve smarcarsi dal pd, ex comunisti, ex riformato ri, ex sinistra.Perché non si rifonda il partito, nell’interesse dei lavoratori veri e dei loro datori. Nessuno se ne occupa, sono anni che non vado a votare perché tutti hanno a cuore solo la poltrona. Questi non siamo noi socialisti, che dobbiamo avere come obiettivo il buon vivere di tutti, non solo della casta.

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