giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Perché pretendiamo di entrare al governo
Pubblicato il 29-12-2013


Francamente non mi è dato sapere se ci sarà il cosiddetto rimpasto. Ad ascoltare le frasi che Renzi dedica a Letta quest’oggi c’è da stare poco allegri. Altro che rimpasto o rimpastino. Renzi sostiene che tra lui Alfano e Letta non c’è niente in comune. Passi per Alfano, che però è suo alleato di governo. Ma che con Letta, che non è solo presidente del Consiglio, ma anche autorevole esponente del Pd, Renzi non senta alcuna affinità è davvero sorprendente. La motivazione è che Letta sarebbe stato nominato ministro qualche tempo fa da D’Alema. E quando si pronuncia quel cognome ormai nel Pd renziano è solo per disprezzo. Se le parole hanno un senso quella che doveva essere una smentita delle affermazioni di Faraone, giovane guerrigliero della nuova segreteria, sono diventate peggio che una conferma. Governo sempre più traballante, dunque.

Letta farà bene a mettere le cose in chiaro e a chiedere un pronunciamento del suo partito sulla necessità o meno di continuare questa esperienza, perché un percorso costellato di logoranti polemiche porta diritti nel burrone. E a me pare che questa sia la via scelta da Renzi e dal suo éntourage. Non chiedere mai apertamente la crisi e non pretendere che il governo vada a casa, sia per non assumersi questa gravosa responsabilità, sia perché senza legge elettorale è folle pensare alle elezioni. Quel che interessa a Renzi è mostrare la sua diversità nei confronti di questo esecutivo. Renzi è l’uomo della nuova Italia che non può confondersi con la vecchia. E l’Italia di Renzi è fatta di bipolarismo, meglio se bipartitico, di due candidati che si contrappongono con programmi e uomini, i suoi giovani e pimpanti.

Si compone di un’idea della politica di stampo esclusivamente leaderistico, e concilia l’antipolitica grillina e la soppressione dei partiti, che peraltro è in gran parte già avvenuta, con una riforma del mercato del lavoro di stampo tedesco. Queste promesse vengono rinviate a dopo il suo avvento e non possono essere sciupate oggi. Noi osserviamo e prendiamo nota. Ma abbiamo una semplice considerazione da fare. Il nostro piccolo partito, di stampo identitario, dispone oggi di sette parlamentari, di cui tre senatori. Non ha alcuna rappresentanza governativa, eppure al Senato i tre valgono trenta, visto che la maggioranza è piuttosto risicata. Si vada o no verso il rimpasto, alcune caselle, dopo il ritiro della delegazione di Forza Italia, sono rimaste vuote. O si vorrà tenere presente la nostra legittima, anzi ovvia, esigenza di qualche rappresentanza nell’esecutivo, oppure anche il Psi che, diversamente da Renzi, considera di aver molte cose in comune con Letta, dovrà ripensare al suo atteggiamento nei confronti del governo.

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Commenti all'articolo
  1. Come non approvare le parole di Del Bue? Letta ha promesso l’immissione di una rappresentanza del PSI nel governo e la logica dice che l’operazione è giusta e necessaria. Nessuno appoggia senza partecipare. Perchè solo il PSI dovrebbe rinunziare? Siamo un piccolo partito, ma abbiamo una dignatà da difendere. Giuseppe

  2. condivido l’articolo e auspico che il PSI rinnovato possa essere partecipe attivo di una centrosinistra (anzi, sinistra-centro) riformatore e laico. Intanto alle elezioni europee di maggio 2014 avrete il mio voto.
    Carlo 1951 (vecchio riformista ex PCI e antirenziano)

  3. Entrare al Governo è sempre bene, figuriamoci. Pero’ senza chiedere troppo spesso…
    Inoltre il Governo durerà ancora pochi mesi, l’hanno capito tutti.
    Pensiamo piuttosto ad una mossa per le prossime elezioni italiane ed europee.
    Ci vorra’ un piano B, perchè Renzi di socialista non vorrà vedere nemmeno l’ombra.
    O si dialoga con Passera ed i liberali o con Vendola, corpicini piccoli che hanno bisogno di compagnia. In ogni caso occorre adeguare la proposta politica.
    Il tempo stringe, caro Direttore, e se Veltroni c’ha sbattuto fuori dal Parlamento, Renzi rischia di cancellarci dalla storia patria.

  4. Caro Mauro,
    se ci sarà rimpasto non dobbiamo entrare per pezzare i problemi del PD, di sicuro loro non ci aiutarebbero, anzi…Non dobbiamo entrare per avere un sottosegretario alle varie ed eventuali, se il PSI conta questo deve essere dimostrato con una rapprsentanza di peso (esteri, economia, interno, giustizia). Inoltre dobbiamo fare i conti con i chiari di luna di Renzi, il quale, è noto, vede male i socialisti avendo gia defenstrato l’assessore socialista nella giunta di Firenze. Se costui farà cadere il governo e noi siamo al governo, che facciamo? Siamo caduti, quindi non abbiamo salvato il PD. Quindi non siamo essenziali per il PD. Abbiamo dimostrato di avere idee, e pare anche buone, proponiamole e facciamoci rispettare, se il PD avrà bisogno di noi ci verrà a cercare lui.

  5. Caro Mauro,
    penso che prima di entrare sia necessario fare una riflessione.
    Entrare per cosa? Per aiutare il PD? Loro lo farebbero con noi? Ne dubito…Per avere il sottosegretario alle varie ed e eventuali? I settori che contano sono a mio avviso esteri, interno, giustizia ed economia, o si ha una rappresentanza di peso o nulla. Entrare e poi cadere fra tre mesi a seconda dei voleri di Renzi? In ogni caso noi saremmo tra quelli che hanno fallito. Penso che le idee come partito le abbiamo, e mi pare anche buone, io me ne starei sulla finestra, vista la situazione al senato ce lo possiamo permettere. se poi il PD avrà bisogno..ci verra cercare.

  6. Prima la politica poi l’amministrazione.
    Io sono sempre per l’impegno diretto ma nella chiarezza politica.
    Prima verificare bene le intenzioni del PD se c’è un chiaro impegno su legge elettorale, trasformazione del senato in camera delle regioni a zero costi, riduzione dei parlamentari, riduzione della spesa pubblica riducendo la burocrazia, riduzione del cuneo fiscale per favorire l’occupazione,sostegno alle famiglie, bene a queste condizioni si può anzi si deve partecipare al governo, altrimenti continuiamo la nostra battaglia per fare crescere il consenso attorno alle nostre proposte e che il signore ce la mandi buona. ciao e buon anno a tutti Neo.

  7. Penso che votare le fiducia a un governo nel quale ti negano una rappresentanza non abbia senso. Dunque o entriamo al governo o niente fiducia. Siccome penso che non dobbiamo assumere posizioni tipo Sel io sono per entrare al governo. E spero che Letta, e Napolitano, vadano avanti.

  8. Per esprimere le nostre idee e misurarsi per la loro realizzazione, è un passaggio che non può esserci precluso. L’intreccio tra essere nella maggioranza ed esclusi dal governo, come sostiene Mauro, è proprio un non senso.

  9. Piuttosto che un posticino al Governo, è importante conquistare un ruolo politico del nostro Partito, che è assolutamente marginale.
    Facciamo pesare le nostre posizioni e le proposte per il lavoro ai giovani e il sostegno della parte più povera. E’ più importante il riconoscimento politico quale premessa per una conseguente partecipazione al Governo. Lavoriamo per una lista alle Europee sotto l’emblema del PSE con SEL e il PD, se ci stanno, ma sviluppiamo la necessaria azione politica, che manca.

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