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Opinioni e commenti
 

Porcellum da buttare
torna la proporzionale
Pubblicato il 04-12-2013


Porcellum-Riforma elettorale

La Corte costituzionale ha bocciato il ‘porcellum’ perché è incostituzionale non solo l’assurdo premio di maggioranza che porta al 55% dei seggi indipendentemente dai voti raccolti da una forza politica, ma anche il non meno scandaloso ‘listino bloccato’ che toglieva qualunque possibilità di scelta agli elettori, lasciando tutte le scelte nelle mani dei leader dei partiti.

“Ottimo – ha commentato il senatore socialista Enrico Buemi, Capogruppo Psi in Commissione Giustizia – esiste un giudice a Berlino. La legge elettorale rientra nei limiti della Costituzione”. E sì perché nel bocciare il premio di maggioranza e il listino, la Corte ha ‘tagliato’ la legge elettorale lasciando in vigore la sola parte proporzionale e riportando alla norma precedente che prevedeva la possibilità per l’elettore di scegliere con un voto di preferenza.

Si potrebbe dire che ha vinto alla fine il buon senso anche se non è affatto detto che la prossima volta si vada a votare con questo ‘porcellum’ emendato. Difatti la Consulta ha voluto usare una cortesia istituzionale nei confronti delle Camere stabilendo che la sentenza nei suoi effetti giuridici decorrerà solo dopo la sua pubblicazione che avrà luogo nelle prossime settimane.

A questo punto le forze politiche hanno solo due scelte di fronte, accettare la sentenza e non cambiare nulla andando a votare con la proporzionale pura e una preferenza oppure trovare un accordo e riscrivere la legge di sana pianta.

Quale sarà l’atteggiamento delle forze politiche ora è ancora presto per capirlo. L’ex senatore Silvio Berlusconi non si è sbottonato e si è limitato al solito insulto contro la Corte costituzionale definendola come “un organismo politico della sinistra”. Certo è che alla rinata Forza Italia, oggi ben lontana anche dagli exploit elettorali del passato e dunque anche dalla possibilità di governare da sola, potrebbe convenire il sistema proporzionale senza il premio di maggioranza perché farebbe uscire l’Italia dal tunnel ventennale del bipolarismo forzoso riportando alla necessità di accordi tra più partiti per la formazione dei governi, dunque riaprendo giochi che sembravano chiusi.

Lo stesso può dirsi per gli altri partiti minori mentre chi davvero teme di veder scompaginato oggi ogni strategia è il futuro segretario del PD, Matteo Renzi. Al Sindaco di Firenze il ‘porcellum’ andava benissimo, perché era l’unico oggi in campo ad avere qualche concreta possibilità di raccogliere la maggioranza relativa e dunque conquistare da solo il governo col premio di maggioranza. Insomma di riuscire là dove già Veltroni prima di lui aveva fallito.

Così dunque le stesse difficoltà e gli stessi intenti inconfessabili che avevano impedito fino a oggi di trovare un accordo per scrivere una nuova legge elettorale possono giocare al contrario, ovvero favorendo la stabilizzazione della sentenza della Consulta.

Resterà dunque proporzionale pura e preferenza?

Tra i commenti positivi, almeno ufficiali, c’è quello poetico di Nichi Vendola – “è un raggio di sole nel gelo della democrazia, è un atto di giustizia contro quel Porcellum con cui la destra ha offeso l’Italia”. Per Pierluigi Bersani “adesso il Parlamento non può scansare il suo dovere” e aggiunge: “La nostra proposta di doppio turno di collegio risponde perfettamente alle obiezioni della Corte e alle esigenze del Paese”. D’accordo nel cambiare subito, ma è stato detto tante volte, anche Angelino Alfano mentre Pier Ferdinando Casini annuncia grande soddisfazione e invita il Parlamento a consolidare le modifiche della Corte perché “abbiamo lavorato per anni all’introduzione delle preferenze nella legge elettorale, inoltre abbiamo sempre considerato una grave anomalia un premio di maggioranza costruito senza un’adeguata soglia.

Mariastella Gelmini, vice capogruppo di FI alla Camera, plaude alla sentenza e vede in essa l’occasione per andare a elezioni anticipate. “Una volta riformata la legge elettorale, e in permanenza di un Parlamento non più legittimato, l’unica decisione costituzionalmente valida che può essere presa dal Capo dello Stato è lo scioglimento delle Camere e il voto anticipato”. D’accrodo il leghista Roberto Calderoli secondo cui sono ormai tutti delegittimati.”Delegittimato il parlamento, potrebbe essere delegittimato il governo sostenuto da questo parlamento delegittimato. È delegittimato il presidente della Repubblica eletto per due volte da un Parlamento eletto con questa legge elettorale”. Ma non basta perché: “è delegittimata la Corte costituzionale che in parte è composta da membri eletti da un Parlamento illegittimo” Ma a questo punto si chiede preso nel vortice delle delegittimazioni: “È legittima una sentenza espressa da un organismo che non è legittimato?”.

Armando Marchio

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Commenti all'articolo
  1. Hai ragione, l’ultima speranza per noi Socialisti è il ritorno della proporzionale, a questo punto dobbiamo solo sperare che gli attuali partiti continuino a non mettersi d’accordo su niente.

  2. Tornare al proporzionale!?
    Idea magnifica, purtroppo suppongo senza esito, perché in questi venti anni hanno (S)governato i fascio-comunisti antidemocratici per DNA.
    Faccio osservare che ritenevo già anticostituzionale nel ’93 il referendum sulla legge elettorale fatto passare dalla consulta a presidenza Baldassarri dichiaratosi liberale, ma ha dimostrato poco le idee liberali piuttosto i responsabili di allora hanno dimostrato molta invidia sociale. Invidia sociale tumore batterico instillato nella società da Enrico Berlinguer.

  3. Mi dispiace, tuttavia, leggere che il Presidente della Repubblica auspica la conferma del “già sancito superamento, dal 1993, del sistema proporzionale”. Devo aggiungere che tale affermazione mi pare esuberare dalla sua funzione istituzionale di indirizzo politico costituzionale: il corpo elettorale, nel frattempo, si potrebbe anche essere pentito di aver scelto vent’anni fa il maggioritario . Io di certo.
    Inoltre, se il parlamento è ancora il legittimo titolare della funzione legislativa, allora che sia questi a scegliere. Possibilmente di non scegliere.
    Infine, se questa è l’aria che tira anche tra coloro che una volta erano detti i miglioristi, vale la pena di allearsi con loro, magari per postulare sei seggi e farselo rinfacciare?

  4. Dai maggioritari del patto Segni agli illuminati bipolaristi, é questa la governabilità che volevano? Bella roba! Come al solito in Italia dopo il solito ventennio demolitorio, nessuno più si riconosce in quello che diceva. La rappresentatività democratica postula l’espressione “una testa un voto” non recintando questo in due schierammenti, ma assegnando ai gruppi politici riconosciuti come tali, la partecipazione alla competizione elettorale in modo proporzionale senza steccati ma con una soglia minima di interposizione.

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