mercoledì, 15 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il futuro previdenziale
degli immigrati
Pubblicato il 11-12-2013


Immigrati-diritti“Quale futuro previdenziale per gli immigrati? Normativa nazionale e convenzioni bilaterali” questo il titolo del convegno che si è tenuto lo scorso lunedì a Roma nell’ambito del secondo meeting annuale 2013 della rete nazionale EMNI (European Migration Network Italia). Scopo dell’incontro è stato quello di approfondire una questione centrale per il futuro stesso dell’Italia (economico, sociale, politico e culturale), quale quella della tutela previdenziale degli immigrati, affrontandone problemi e prospettive. Il Rapporto di EMNI, che si farà portavoce di un’istanza di cambiamento alla luce di un quadro saliente della situazione attuale, sarà presentato a Bruxelles. Molti dei diritti sono riconosciuti sulla base di accordi bilaterali, ma tanti nodi restano ancora da sciogliere, tenuto conto che gli immigrati sono un pilastro della nostra società: diverse convenzioni non sono state ratificate e di nuove non ne sono state stilate; con un diritto alla pensione riconosciuto, ma reso più difficile da conseguire.
I NUMERI – Innanzitutto qualche numero per rendere conto dell’entità della problematica. Sono circa 2,5 milioni i lavoratori stranieri coinvolti; quota che può arrivare fino ad almeno 4,4 milioni di persone, se si includono anche i loro familiari e se si considerano gli stranieri residenti; se ci si riferisce solamente, invece, ai soggiornanti non comunitari, si sfiorerebbero i 3,8 milioni. Complessivamente si tratta, tuttavia, come è facile intuire, di una tematica molto complessa, vasta e variegata, che può arrivare a un totale di circa 5,2 milioni di persone regolarmente presenti secondo la stima del dossier statistico immigrazione Unar/Idos. La previdenza sociale porta con sé altre questioni scottanti quali, in primis, quelle della sicurezza sociale, dell’integrazione, del ricongiungimento familiare e del diritto alla salute. Per il principio di territorialità, le condizioni di lavoro, contrattuali e d’impiego a cui sono soggetti gli stranieri sono le stesse dei connazionali. Per questo resta importante il confronto con gli istituti previdenziali (INPS ed INAIL), coi sindacati ed altre associazioni, con gli avvocati e col mondo della ricerca. L’INPS, attraverso convenzioni con le banche, eroga prestiti fino a 10 anni, da coprire con un prelievo fino a un quinto della pensione. Inoltre, dal 2000, l’assistenza INAIL si applica anche a colf e badanti.

ANALISI DEL FENOMENO – Considerato che nel 2013 ci sono state 104.330 denunce di infortuni e di 2.850 malattie professionali; e dato che, nel 2012, 3.510 sono venuti direttamente dall’estero per farsi curare a loro spese in Italia (con ingresso valido anche per un accompagnatore e per tutto il periodo di cure, prorogabile), quello della previdenza diventa un problema innanzitutto strettamente economico. Si calcola che i contributi versati dai lavoratori stranieri ammontano a circa 7 miliardi di euro l’anno.  E le spese sostenute per gli stranieri (che pesano meno degli italiani sulle finanze) per la maggior parte confluiscono nelle pensioni (almeno 20 anni di contributi per tutti). Inoltre si eleva l’età pensionabile (fino a 66 anni dal 2012) e gli ingressi in età pensionabile aumenteranno sino ad arrivare, al 2025, prevede il demografo Renato Marinaro (Caritas Italiana) a 43mila tra gli stranieri, ovvero pari a 1 ogni 19 pensionandi (pari al 12,3% del totale dei residenti). In questo apparente stato di diritto del sistema previdenziale, molte sono le ambiguità: ai lavoratori stagionali stranieri non spettano gli assegni familiari e la disoccupazione e i contributi versati vengono trasferiti al Fondo nazionale per le politiche migratorie; se nel 1998 il permesso di soggiorno era concesso per un anno, prolungato a 5 con la legge 388 del 2000, si è tornati successivamente indietro con la sentenza della Corte Costituzionale; e molte discriminazioni sono state denunciate per il rilascio di “bonus bebè”, dei sussidi per l’affitto, dei premi in caso di eccellenza a scuola, per determinate prestazioni sanitarie.

Barbara Conti

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento