giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Province sì o no?
Intanto la Sardegna sprofonda
Pubblicato il 23-12-2013


Sardegna-abolizione provinceCaos, in Sardegna, dopo la decisione del Tar, sulla questione abolizione delle province. A seguito dei profili d’incostituzionalità rilevati dal Tar di Cagliari, riguardo al commissariamento della Provincia di Cagliari. Il 6 maggio 2012 si sono svolti in Sardegna 10 referendum regionali (5 abrogativi e 5 consultivi) tra cui uno (consultivo) relativo alla abrogazione delle quattro province storiche della regione (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano) e alcuni (abrogativi) volti a sopprimere le nuove province (Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio) istituite con legge regionale: la maggioranza dei votanti sardi si è espressa a favore di tutti i referendum. La Regione ha prorogato fino al 28 febbraio 2013 le amministrazioni provinciali nelle more di una riforma delle autonomie locali (LR 25 maggio 2012, n. 11). Il termine del 28 febbraio è oggetto di una proroga da parte del disegno di legge regionale n. 481 di iniziativa della giunta che fissa l’abrogazione delle nuove province alla scadenza delle amministrazioni provinciali. Lo Stato il 19 ottobre 2013 aveva impugnato la legge regionale sarda sull’abolizione delle province. Ora gli amministratori si rivolgono direttamente al Presidente Napolitano. Chiedono che venga applicato l’articolo 50 dello statuto regionale sardo e che venga , di conseguenza, sciolto il Consiglio regionale in quanto a loro avviso sussistono “gravi atti contrari alla Costituzione”.

Nel frattempo gli ormai ex amministratori della Provincia di Cagliari hanno presentato una richiesta di sospensiva sugli effetti del commissariamento. Questa, se accolta, riporterà gli amministratori a guidare l’Ente e creerebbe un precedente. La decisione del Tar Sardegna di rinviare alla Corte costituzionale gli atti del ricorso presentato contro il commissariamento che, ricordiamolo, è seguito all’approvazione della norma regionale sul riordino delle province, nasce dal rilievo, emerso dall’esame del ricorso, di alcune criticità incostituzionali.

Così spiega la questione, Stefano Delunas, presidente del coordinamento amministratori provinciali: “Il Tar ha definitivamente certificato che in Sardegna si è creato un caos istituzionale”. “ Caos voluto dal centro destra in Regione. Sapevano che sarebbe andata in questo modo, ma per un mero gioco elettorale qualcuno ha preferito giocare sulla buona fede di 500 mila sardi.”

In Sostanza, dunque il Tar muove un formale atto d’accusa nei confronti di Cappellacci e dei Riformatori. “Dovrebbe dimettersi e annullare il decreto di nomina del commissario” – continua Delunas e gli fa ecco l’ ex presidente del Consiglio provinciale Roberto Pili: “In questo momento di crisi drammatica, i cittadini chiedono un sistema istituzionale adeguato. La risposta, cioè cancellare il governo di area vasta, però è stata insufficiente se non sbagliata. Oggi è la stessa Bocconi a dirci che la cancellazione delle Province non porta risparmi, ma ad un incremento di costi di 600 milioni”.

Intanto la Sardegna sprofonda, e i sardi attendono atti concreti per tornare a respirare. E Come se nulla fosse si continua a porre attenzione a questioni che di fatto non determineranno nessun cambiamento nella quotidianità delle persone comuni che attendono ben altre risposte.

Antonella Soddu

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