domenica, 21 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Rateazioni Equitalia,
con la crisi regole nuove
Pubblicato il 26-12-2013


376mila RATEAZIONI EQUITALIA NEI PRIMI 11 MESI DEL 2013

La possibilità di rateare il debito, introdotta nel 2008, è stata significativamente ampliata a partire da quest’anno con l’introduzione della cosiddetta rateazione straordinaria fino a 120 rate mensili (10 anni). In precedenza il limite massimo era di 72 rate mensili. La rateizzazione lunga può essere concessa nei casi di ”grave e comprovata situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica ed estranea alla propria responsabilità”.

L’importo minimo di ogni rata è, salvo eccezioni, pari a 100 euro. I piani di rateazione sono alternativi per cui nell’ipotesi di mancata concessione di una dilazione straordinaria, si può chiedere una rateazione ordinaria. I contribuenti che hanno ottenuto un piano di dilazione in 72 rate mensili prima delle nuove disposizioni normative, possono chiedere di allungare la rateizzazione fino a 120 rate mensili. Per debiti fino a 50 mila euro si può ottenere la rateazione con domanda semplice, senza la necessità di dover allegare alcuna documentazione. Per debiti oltre 50 mila euro la concessione della rateizzazione è subordinata alla verifica della situazione di difficoltà economica. L’agente della riscossione analizza l’importo del debito e la documentazione idonea a rappresentare la situazione economico-finanziaria del contribuente.

La crisi spinge le richieste di rateazioni dei ruoli affidati a Equitalia. Nei primi 11 mesi del 2013 – riferisce l’Adnkronos- sono state concesse oltre 376 mila rateazioni per un valore complessivo di oltre 2,7 miliardi di euro. Si conferma, dunque, anche per quest’anno un trend sostenuto delle dilazioni dei pagamenti affidati all’agente della riscossione portando l’ammontare complessivo delle rateazioni in essere concesse a partire dall’ottobre 2008 e sino a fine novembre 2013, a quota 2,2 milioni per un ammontare pari a circa 24,6 miliardi di euro.

Considerando tutte le rateazioni in essere i due terzi (77,2%) interessano persone fisiche e il restante 22,8% società. Percentuali che si invertono se guardiamo agli importi: il 65,9% è stato concesso a imprese e il 34,1% a persone fisiche. Più nel dettaglio il 71% delle rateizzazioni riguarda importi fino a 5.000 euro, il 25,8% importi tra 5.000 e 50.000 euro e il 3,2% importi superiori a 50.000 euro. A livello territoriale a guidare la classifica è la Lombardia con 317.000 rateazioni per un importo di 5 miliardi di euro, seguita dal Lazio con 290.000 rateizzazioni per 3,6 mld, dalla Campania con 282.000 rateazioni per un importo di 3 mld e dalla Toscana con 205.000 rateizzazioni per 1,7 mld. Fanalino di codala Valle d’Aosta con 4.600 rateazioni per 33 milioni di euro preceduta dal Molise con 16.000 rateizzazioni per 170 mln e dal Trentino con 18.800 rateazioni per 211 milioni.

É anche possibile richiedere un piano di dilazione a rate variabili e crescenti, anziché a rate costanti, in modo da poter pagare meno all’inizio nella prospettiva di un miglioramento della condizioni economiche. Possono essere ammessi all’operazione in questione (la dilazione straordinaria) i contribuenti non in grado di saldare l’esposizione dibitoria secondo la rateazione ordinaria (72 rate mensili) e che, invece, possono sostenere un piano di pagamento più lungo. Decade dal beneficio della dilazione chi non corrisponde otto rate anche non consecutive, mentre l’agente della riscossione non può iscrivere ipoteca, né attivare qualsiasi altra procedura cautelare ed esecutiva finché si è in regola con i versamenti.

Infortuni Inail, buone notizie

Tra il 2010 e il 2011 in Italia gli infortuni che hanno provocato invalidità permanente o morte sono diminuiti di circa il 10%. Su questa flessione incide soprattutto il calo del 13% degli infortuni da RC Auto, confermato anche dall’indice di frequenza degli incidenti in rapporto al numero dei veicoli circolanti, che si è ridotto del 14%. Queste le considerazioni più significative che emergono dal Rapporto statistico 2013 del Casellario centrale infortuni, la banca dati ospitata presso l’Inail che un anno fa ha compiuto 90 anni e oggi raccoglie le informazioni su oltre 11,3 milioni di eventi accertati dagli enti assicuratori, pubblici e privati.

Il Rapporto appena pubblicato analizza, in particolare, l’andamento degli infortuni in Italia nel quinquennio 2008-2012. Nel 2011, l’ultimo anno per cui sono disponibili dati sufficientemente consolidati, gli incidenti registrati dal Casellario che hanno provocato danni permanenti sono stati complessivamente 658.051. In 423.015 casi (il 64,3% del totale) si è trattato di eventi coperti da RC Auto e legati quindi alla circolazione stradale, in 125.770 casi (19,1%) di eventi coperti da assicurazione facoltativa, e nei restanti 109.266 casi (16,6%) di infortuni sul lavoro e malattie professionali, per i quali l’Inail funge da principale fornitore dei dati. Il 73% degli infortuni complessivi e delle malattie professionali nel 2011 hanno coinvolto persone di età compresa tra i 18 e i 53 anni, in particolare il 23% nella fascia compresa tra 18 e 29 anni e il 26% tra 30 e 41: poco meno della metà degli infortunati sono, quindi, under 40.

Gli infortuni da RC Auto sono sostanzialmente allineati con il dato globale: nella fascia da 18 a 29 anni si concentra il 29% degli infortunati. Dal punto di vista territoriale, il 42,5% dei casi è concentrato al Nord, seguito dal Mezzogiorno (32%) e dal Centro (25,5%). Le regioni con il più alto numero di infortuni in valore assoluto sono la Lombardia (13,9% del totale), il Lazio (10,7%), l’Emilia Romagna (9,2%), la Toscana (8,9%) e la Campania (8,2%). Gli infortuni da RC Auto, che costituiscono la componente preponderante, rispecchiano la distribuzione complessiva, mentre quelli lavorativi e da assicurazioni facoltative sono riscontrati principalmente nelle regioni del Centro Nord, in particolare Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Molto significativo il dato sulla frequenza relativa di infortuni complessivi per 10mila residenti che, a livello nazionale, è pari a 107, dieci in meno rispetto ai 117 del 2010. Come l’anno precedente, le regioni con la frequenza più alta si confermano le Marche (156), la Toscana (154), l’Umbria (145) e l’Emilia Romagna (134), tutte però con valori più bassi rispetto al 2010, con l’unica eccezione dell’Umbria. Più in generale, il Centro guida la classifica della frequenza con 139 eventi ogni 10mila residenti, sei in meno in confronto al 2010, mentre la frequenza minore è quella osservata nell’area nord occidentale della penisola. Per quanto concerne i casi coperti da RC Auto, si ratifica una notevole concentrazione al Centro Sud, confermata anche dall’indicatore di frequenza, che mette in relazione gli infortuni con il numero di veicoli circolanti.

Nel 2011 il valore medio nazionale di 85,5 incidenti con danni permanenti ogni 10mila veicoli circolanti (nel 2010 era pari a 99) risulta compreso tra i 122 della Puglia e i 18,5 della Valle d’Aosta. Nel contesto degli infortuni rilevati, la principale sede della lesione è il collo nel 51% degli eventi, mentre i singoli arti si dividono in parti più o meno eguali il 32% dei casi. Per quanto attiene più specificamente gli infortuni da RC Auto, l’incidenza del collo come sede della lesione sale al 69%, generalmente a causa del “colpo di frusta”. Per gli infortuni lavorativi, invece, l’incidenza del collo flette al 7%, mentre gli arti superiori interessano oltre il 35% degli incidenti denunciati. Dall’analisi dei casi per grado di invalidità affiora, invece, che a livello globale il 74% degli infortuni sono stati accertati entro il 3%.
Nello specifico, però, mentre l’87% degli incidenti coperti da RC Auto sono concentrati nella fascia dei microinfortuni, gli eventi avvenuti sul lavoro si caratterizzano per una maggiore distribuzione. Solo il 44%, infatti, è compreso entro il 3%.

Carlo Pareto

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento