domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Metà dei pensionati fatica ad arrivare a fine mese
Pubblicato il 23-12-2013


Il 46,2% dei pensionati italiani fatica ad arrivare alla fine del mese e si ritrova così costretto a rimandare pagamenti, a intaccare i propri risparmi, a chiedere prestiti e aiuti ad altri. E’ quanto emerge da un’analisi realizzata dallo Spi-Cgil in collaborazione con Ipsos su consumi e potere d’acquisto dei pensionati. Il 24,3% invece ci arriva senza troppi problemi ma spende quasi tutto quello che prende di pensione mentre il 29,5% non solo ci arriva ma riesce anche a risparmiare qualcosa. Per farlo però è costretto a fare delle rinunce. Il 37,2% dei pensionati che mettono ancora da parte qualcosa infatti ha dovuto ridurre le spese superflue e anche qualche consumo importante (il 15,2%).
Stesso destino per chi arriva a fine mese senza troppi problemi con un 46,2% che ha tagliato le spese superflue, il 21% consumi importanti e l’11,8% anche consumi necessari. Tagli e rinunce riguardano invece in maniera molto sensibile tutti quelli che vivono in difficoltà economiche, anche gravi. Complessivamente il 19,8% dei pensionati nell’ultimo anno ha dovuto comprimere svariati consumi necessari, il 28,4% ha contratto abbastanza i propri consumi e anche qualcuno importante, il 31,4% ha tolto solamente il superfluo. Sopravvive dignitosamente solo il 20,4% dei pensionati, che non ha ridimensionato in misura significativa le proprie spese. Da ottimi a pessimi consumatori nel giro di pochi anni. I pensionati fanno i conti con la crisi e spendono sempre di meno tanto che il 37% si è ritrovato a dover snellire anche quelli per i generi alimentari.
Una flessione molto evidente rispetto al resto della popolazione, con un 29% di persone che hanno dichiarato di aver tagliato questo capitolo di spesa. E’ lo svago ciò a cui i pensionati hanno rinunciato maggiormente. Il 60% ha difatti quasi eliminato del tutto viaggi e vacanze, il 59% ristoranti, pizzerie e bar, il 48% cinema, teatro e concerti con evitabili riflessi sull’economia di questi settori. In tempi di crisi anche un vestito nuovo può aspettare e così il 53% dei pensionati ha deciso di abbassare le spese in vestiario, abbigliamento e accessori. Particolarmente significativo il caso delle spese per giochi e lotterie. Anche in questa ipotesi infatti c’è un calo del consumo ma il 76% dei pensionati ha deciso di non rinunciarvi, sperando magari di risollevare in questo modo le proprie sorti.  I pensionati, per quanto in evidente difficoltà, continuano a svolgere un ruolo strategico nella famiglia italiana, in particolare rivolto a figli e nipoti che hanno perso il posto di lavoro o che non riescono a trovarlo.
Quasi la metà di loro (il 42,6%) difatti sostiene economicamente, magari anche solo ogni tanto, i propri familiari. Di questi il 14,4% dichiara che negli ultimi tre anni ha dovuto prodigarsi spesso in aiuti economici, il 26,4% lo ha fatto almeno qualche volta, l’8,1% lo ha fatto raramente. Complessivamente il 48,9%. Molto più bassa è la quota – il 16% – di quelli che invece sono dovuti ricorrere ad aiuti di familiari e amici o a prestiti bancari e assicurativi. Carla Cantone, segretario dello Spi-Cgil, ha al riguardo commentato: ”I pensionati hanno dato tanto a questo paese in termini di sacrifici e ora non ne possono proprio più. E’ per questo che chiediamo al governo di dare loro delle risposte, a partire dalla legge di stabilità. Sarebbe inoltre ora che si riattivasse il tavolo di confronto tra governo e sindacati, istituito dal governo Prodi e rimosso da Berlusconi e da Monti. Non è un caso che da allora la condizione dei pensionati e degli anziani non ha fatto altro che peggiorare”.

Tra panettone e mail: vademecum per chi non “stacca” durante le feste

Natale con i tuoi, lavorando dove vuoi. Questo il motto di Regus, fornitore mondiale di soluzioni per ambienti di lavoro, che fornisce consigli su come organizzarsi al meglio, per chi non avrà la possibilità di accedere ai suoi business center e lavorerà da casa durante le festività. Per prima cosa, suggerisce, occorre definire i tempi e le regole. “Stabilite con la vostra famiglia e gli amici – spiega Regus – delle regole precise, da rispettare quando siete occupati con il lavoro e non siete disponibili. In particolare, quando siete impegnati in conversazioni telefoniche o conference call, sono da evitare i rumori di fondo o musica per non fornire l’impressione di un ambiente poco professionale”. “Durante le vacanze natalizie – avverte – sono previsti molti pranzi, cene ed eventi, per cui organizzate in modo preciso il calendario con il tempo in cui lavorate e quello in cui siete liberi. Concordate con i vostri figli quando sarete disponibili per stare insieme a loro”.

Fondamentale, poi, secondo Regus, mantenere i flussi di comunicazione. “Restate in contatto con colleghi ed eventualmente -sottolinea- con clienti e fornitori per assicurarvi che progetti e scadenze siano sotto controllo. Informateli su quando siete disponibili e sugli strumenti migliori per comunicare con voi (email, telefono, videoconferenza ecc.)”. Durante le feste di Natale, non si può però pensare solo al lavoro e per questo Regus consiglia riposo e divertimento. “Se durante le festività dovete lavorare – avverte – per gestire il lavoro e le scadenze, cercate comunque di staccare la mente, di riposarvi e di dedicare tempo alla famiglia e agli amici.

Un corretto bilanciamento tra lavoro e tempo libero è molto importante per il benessere psicofisico e per poter affrontare il nuovo anno ritemprati e carichi d’energia”. “Una recente ricerca – ricorda – svolta su un campione di manager, professionisti e lavoratori autonomi ha individuato i cinque principali fattori di distrazione che limitano la produttività lavorando da casa. I figli e la famiglia che richiedono attenzione (58%) e i bambini, la famiglia e gli animali domestici disturbano le telefonate effettuate per lavoro (44%)”. Ma a intralciare il lavoro natalizio ci sono anche, continua Regus, “le difficoltà ad accedere agli strumenti di lavoro (stampanti, connessioni veloci, fotocopiatrici etc.) (27%), rumori domestici prodotti da suonerie, lavatrici, lavastoviglie, aspirapolvere etc. (25%) e la tentazione di tenere il televisore acceso (23%)”.

Carlo Pareto

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