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Opinioni e commenti
 

TINTINNIO DI FORCONI
Pubblicato il 10-12-2013


GRILLO-forconi

«Gli esponenti degli organi e dei corpi dello Stato non possono che attenersi ai regolamenti, nessuna giustificazione può essere addotta a comportamenti diversi». È categorico il senatore socialista Enrico Buemi che commenta i fatti di Torino, sua città natale, dove un gruppo di poliziotti sembra essersi tolto il casco per solidarizzare con i manifestanti.
Lo scenario è quello delle proteste di piazza del cosiddetto “Movimento dei Forconi”, che stanno prendendo piede in varie parti della penisola. Una galassia di difficile definizione, senza una reale proposta politica. Un universo variegato che ha visto, ad esempio, l’adesione di gruppi di ultras calcistici.

Domenica, proprio la città di Torino è stata teatro di scontri: in quella circostanza un gruppo antisommossa di poliziotti, ma anche di carabinieri e Guardia di finanza, ha abbassato i manganelli e sfilato i caschi. La scena si è ripetuta anche a Genova. Un gesto di vicinanza e solidarietà con i manifestanti secondo Felice Romano, segretario del sindacato di Polizia Siulp che, in un’intervista all’Huffington Post parla di «sacrosante ragioni della protesta» sottolineando che «nel Palazzo devono capire che non ce la facciamo più», che «l’ira degli onesti sarà terribile». Parole che assumono un suono eversivo se unite a quanto aggiunge subito dopo: «Abbiamo giurato fedeltà alla Repubblica e ai suoi cittadini, non a coloro che rappresentano temporaneamente le istituzioni. Che forse sono troppo affaccendati nelle loro questioni personali per comprendere cosa sta davvero succedendo».

Una tesi che, le sigle sindacali della Polizia si affrettano a smentire, gettando acqua sul fuoco: secondo Nicola Tanzi, segretario del Sindacato Autonomo di Polizia, il gesto dei poliziotti sarebbe stato dettato dalla fine degli scontri, nessuna solidarietà. Ma un poliziotto in servizio al momento dei disordini, invece conferma in un’intervista al Corriere della Sera, l’ipotesi del gesto deliberato.

Intanto monta la protesta in altre regioni d’Italia e si diffonde la preoccupazione come testimoniano le parole del deputato del Pd Dario Ginefra: «Quanto sta accadendo nelle nostre città in queste ore assume i contorni dello squadrismo fascista. Il Viminale intervenga».

«In questa vicenda ci sono aspetti che travalicano il semplice movimento di protesta e quindi è necessario che si attivino rapidamente gli strumenti per capire cosa c’è all’interno di questa situazione e quali forze, anche oscure, agiscono nell’ombra a sostegno della protesta», continua il senatore Buemi ricordando che «c’è anche l’aspetto inquietante rappresentato dagli appelli del Movimento 5 Stelle che di fatto sollecita all’insubordinazione i corpi dello Stato chiamando in causa direttamente i comandanti dei corpi militari». Una situazione complessa, ancora tutta da chiarire che assume contorni eversivi. Nulla a che vedere con i “tintinnii di sciabole “ di nenniana memoria che si “udirono” quando il generale De Lorenzo tramava il suo golpe. Buemi sottolinea, infatti, che  si tratta di «organi dipendenti dal potere costituito rappresentato dalle istituzioni democratiche che sono state elette dai cittadini secondo le modalità previste dalle leggi e quindi non può essere accettata nessuna interpretazione da coloro che, in questa fase, hanno l’obbligo di rispondere esclusivamente al potere e all’ordine costituito, cioè a coloro che da rappresentanti del governo esercitano la funzione di guida del Paese. Ho presentato un’interrogazione parlamentare» perché le forze di polizia facciano luce su quanto accade. «È evidente che c’è una situazione di disagio che non può essere risolta derogando dal rispetto rigoroso delle regole».

Resta ora da capire dove finisce lo spontaneismo e inizia la strumentalizzazione politica. Con le elezioni europee alle porte è facile cavalcare tesi antieuropeiste e populiste per raccogliere consensi: del resto da più parti si fa notare che le parole d’ordine di un movimento tanto variegato quando privo di proposta politica sono le stesse che esprimono Grillo, Berlusconi e la Lega. Una summa di populismo che ha accompagnato il ritornello urlato dalle forze della demagogia: dal “tutti a casa” al “usciamo dall’Euro”, al “NO all’Europa” che naturalmente è “delle banche e dei massoni”.

Un humus davvero ricco per chi fa dell’irresponsabilità politica e civile la propria bandiera. Un prezzo troppo alto per un Paese che vorrebbe riacquistare normalità.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Quando in un paese ,dove gli aventi diritto al voto esprimevano il loro diritto all’ 85% ma poi si riduce al 50% , è un brutto segnale.
    Quando in un paese, il sistema giudiziario arriva volente o nolente ad essere protagonista della vita pubblica , è un bruttissimo segnale.
    Quando in un paese, prostrato da una crisi economica si uniscono crisi sociale , morale e politica si trova con dirigenti politici di nessun spessore ,m è segnale che si è vicini al baratro.
    Quando in un paese, alla disperazione e alla mancanza di prospettive, arrivano a costituire un umus ideale per i diversi populismi che anziché proporre soluzioni esasperano gli animi per miseri calcoli elettorali , siamo sull’orlo del baratro.
    Quando in un paese ,allo spontaneismo si uniscono gruppi violenti con ideologie totalitarie, frange del FACCIAMO CASINO, spacchiamo tutto e si arriva al chiedere solidarietà dai corpi armati dello stato siamo con un piede nel baratro
    Siamo Socialisti, come4 sempre nella nostra storia siamo stati forza trainante del progresso sociale , dal nostro prossimo consiglio nazionale devono uscire non medaglie di cartone per incarichi vari , ma serie proposte per far togliere al nostro paese quel piede nel baratro , con proposte coraggiose anche per l’Italia e l’ Europa che più che mai deve capire che o ci si salva tutti o non si salva nessuno.
    Prepariamoci al prossimo congresso del PSE a Roma.
    Fraterni saluti Compagno Maurizio Molinari federazione di Torino

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