lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Tornano i conti della Spagna, saltano quelli del Partido Popular
Pubblicato il 01-12-2013


Spagna-studenti in piazzaNella stessa giornata Standard & Poor’s rivede da negativo a stabile l’outlook della Spagna e il Partido Popular chiede mezzo milione di euro come indennizzo per i danni subiti al suo ex tesoriere e senatore, Luis Barcenas, in carcere dal 27 giugno scorso nell’ambito di un’inchiesta su presunti fondi neri al PP e a suoi politici. Barcenas fu trovato in possesso di 48 milioni di euro in diversi conti in Svizzera, Uruguay, Stati Uniti e alcuni paradisi fiscali e di una contabilità parallela nella quale figurano i leader nazionali del partito.

I conti tornano nell’economia nazionale, grazie a una decisione, quella annunciata dall’agenzia di rating, che si poggia sulla valutazione di un miglioramento della posizione esterna del Paese iberico oltre alla stabilizzazione dei conti del Paese dovuta alle politiche di bilancio e alle riforme strutturali messe in atto dal governo di Mariano Rajoy, unite a politiche di supporto dell’eurozona.

Tagli spietati alla spesa pubblica e un sistema sanitario e scolastico ridotto all’osso hanno portato in piazza gli spagnoli – l’ultima protesta nazionale solo 3 giorni fa – ma riportato in carreggiata la Spagna. La ricetta del Partito Popolare è stata spietatamente semplice: una politica autoritaria contro i cittadini tagliando pensioni, sanità pubblica, e istruzione.

L’ultima manifestazione, indetta dall’insieme di sigle sindacali Unione Generale dei Lavoratori e Commissioni Operaie e di associazioni che si riconoscono nel “Summit sociale”, ha avuto fra gli obiettivi il progetto di legge sulla sicurezza presentato dal governo, e definita dal PSOE un provvedimento “repressivo della cittadinanza”, che prevede sanzioni fino a 600mila euro per le forme di protesta non autorizzate nei prezzi del Parlamento.

Un’ulteriore prova di forza del governo di Mariano Rajoy nei confronti degli spagnoli ai quali verrà impedito anche di protestare e farsi sentire nella capitale Madrid.

Un governo che si allontana ancora di più dalle richieste dei cittadini, con una proposta di legge già soprannominata Anti-Indignati, una misura che sembra eccessivamente lesiva della libertà, la Sinistra Plurale, si è scagliata contro il governo, tacciando questa legge di essere «un calcio nei denti alla democrazia». Ma i veri Indignados stanno nel Partito Socialista dove secondo il deputato Antonio Trevín, il PP l’unico partito a chiedere i danni al proprio tesoriere, oggi va a ledere il diritto allo sciopero stesso, un diritto fondamentale tutelato nella Costituzione. Il Psoe ha dunque annunciato che farà ricorso alla Corte Costituzionale spagnola per bloccare l’azione del governo e contenere la politica dirompente del PP che in soli due anni ha disintegrato molte delle riforme socialiste, non si esclude che entro fine anno verrà riformata nuovamente la legge sull’aborto riportandola indietro di quasi trent’anni.

Danni sociali non quantificabili su scala nazionale, mentre il PP chiede il risarcimento al proprio tesoriere che per anni ha foraggiato le casse del partito, lo stesso partito a Valencia annuncia che chiuderà la TV pubblica regionale, lasciando a casa 1.670 dipendenti.

Basterà il nuovo outlook di Standard & Poor’s a indennizzare gli spagnoli?

Sara Pasquot

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