mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Un partito nuovo di zecca
sta per lanciarlo
Corrado Passera
Pubblicato il 23-12-2013


Corrado PasseraCorrado Passera, l’ex ministro dello Sviluppo Economico  e delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha espresso il suo impegno per la creazione di un nuovo Partito. La sua idea è quella di riunire liberali, radicali, riformisti e federalisti. Un nuovo partito da creare in fretta, pronto per presentarsi alle elezioni Europee in primavera. Passera ha dato appuntamento al Residence Ripetta di Roma, per la costituzione di un nuovo partito, i rappresentanti di: Fare per fermare il declino;  Liberali Italiani; il Partito federalista europeo; il Partito Liberale Italiano; Progett’azione e Uniti verso Nord. Inoltre, da varie indiscrezioni, sembra che ad aderire al progetto saranno presenti una ventina di associazioni di imprenditori provenienti da  vari settori.

Il “manifesto dei valori” prevede: la riduzione del debito con dismissioni del patrimonio demaniale; la riduzione dell’intervento pubblico; la riduzione della pressione fiscale; la riforma federale dello Stato; la riforma del diritto del lavoro; tagli alla burocrazia; la riforma del credito; meritocrazia nella scuola e nelle università; abolizione(totale) del finanziamento pubblico della politica.

Quindi un nuovo Partito è alle porte, dopo le scissioni eccellenti di Scelta Civica e del Popolo della Libertà, dando vita a ben quattro nuove formazioni politiche.

Indubbiamente il proposito di Corrado Passera è ambizioso ma, allo stesso tempo, ridondante. Infatti gli obiettivi dell’ex pupillo di Monti sembrano ricalcare le soluzioni tatcheriane degli anni Ottanta applicate in Inghilterra. La “deregulation” che seguì portò ad un certo grado di crescita e prosperità. Tuttavia sul lungo periodo la scelta di un minor intervento statale nell’economia ha portato al processo di finanziarizzazione che stritola imprese e crea disuguaglianze all’interno degli stessi Paesi e all’allargamento della “forbice” tra Nord e Sud del mondo.

L’intento di Passera è da elogiare per i chiari obiettivi che intende raggiungere. La via delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni è davvero l’unico rimedio? Non è da escludere la “terza via” descritta e argomentata, a livello teorico, da Carlo Rosselli: Socialismo Liberale. Favorire, cioè, la libera iniziativa economica dei singoli ma con attente e mirate limitazioni, fino ad arrivare alla salvaguardia del motore dell’economia: la classe lavoratrice.

Manuele Franzoso

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Commenti all'articolo
  1. Quanto a Rosselli, ovviamente siamo noi del PSI suoi seguaci, ma come possiamo rispondere al programma neo-liberale di Passera con argomenti del 1930??
    Credo che un aggiornamento del programma ideale socialista sia necessario. Ripartiamo da Martelli dei Meriti e Bisogni almeno.

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