venerdì, 25 maggio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Un popolo di furbastri e evasori
Pubblicato il 19-12-2013


Quando incontro degli amici, vengo inondato da imprecazioni contro gli attuali amministratori di Enti locali e di servizio, responsabili, secondo loro, delle mazzate annunciate TARES, IMU, da pagare entro il 16.12.2013, e di altre sconcezze e bastonate. La mia prima e spontanea risposta è:- ‘Mo’ ve ne accorgite’. Faccio una pausa e riprendo. “ Se il fuoco non arriva vicino alle vostre “zampe”, fate finta di non vedere e non sentire. Quando aprite gli occhi, date sempre la colpa all’ultimo, mai a chi ha seminato e curato l’albero della stupidità (lo stupido fa più guai di un bandito, diceva il sociologo Cipolla) e dell’intrallazzo.

Aiazzone quando approvò lo slogan “provare per credere”, pensò alla Città di Avellino e all’Irpinia. Siamo un popolo di furbastri, di evasori e di occupanti abusivi. Vediamo le cose negative quando già sono cresciute. Nessuno, di quelli che avrebbero dovuto ostacolare il processo degenerativo (partiti, movimenti, sindacati, amministratori), ha fatto qualcosa, anzi qualcuno lo ha favorito e ne ha tratto vantaggio. Chi parlò, quando il Comune aumentò la percentuale dell’IMU? Chi ha parlò, quando fu approvato il Piano industriale del carrozzone Irpinambiente? Chi si è preoccupato di chiedere, all’esercito dei dirigenti e degli amministratori, il CUD?

Siamo, inoltre, un popolo simpatico e ingenuo: mentre si dice “a morte l’IMU”, nessuno si è accorto che, nel corso degli anni, per una politica urbanistica debole e approssimativa, la proprietà immobiliare ha perso oltre il 20% del suo valore. I proprietari sono più poveri.” Spero che, chi avrà l’amabilità e la pazienza di leggermi, non dica subito “questo che vuole dire”. Domando:- Dove stavano “ ’e scienziati” quando politici incompetenti consentivano ai loro clienti di far perdere appeal all’Irpinia e ad Avellino e di rubare, allo Stato, risorse? La miopia dei signori, che contavano, soprattutto nel Capoluogo, è stata la più grande diseconomia, che ha ucciso quello che era futuro e adesso è presente. Chi è intrallazzatore, come diceva il mio amico Gigino, è anche ignorante e arrogante.

Prendiamo un altro esempio: quello dei forestali e delle Comunità Montane. Anche quelli, che vogliono far credere di tenere a cuore la sorte degli operai, come aprono la bocca, dimostrano di non sapere di cosa parlano, anche perché ignorano lo spirito della 1102, legge istitutiva delle C.M. e non hanno nemmeno l’umiltà di inchinarsi di fronte a un Ente creato grazie all’intelligenza e alla conoscenza di Manlio Rossi-Doria e che, per una Provincia, il cui territorio è al 65% collinare o montano, è di vitale importanza.

Considero ignoranti tutti quelli, che invocano la soppressione delle C.M. e si limitano, solo, a chiedere il pagamento delle mensilità arretrate agli operai. Le C.M. dovevano essere Enti solo di programmazione, non di governo, perché si era constatato che le montagne, sulle quali gravitano più Province, erano diventate zone marginali (terra di nessuno). Ciò aveva provocato la desertificazione. A dimostrazione di ciò, ricordiamo che le indennità compensative furono decise per frenare la fuga dalle colline e dalle montagne, cosa utile al presidio e alla tutela del territorio. Con le C.M., si voleva dare ai montanari un strumento di programmazione. Nel corso degli anni, politici sciagurati le hanno snaturate e trasformate in Enti di governo e si sono battuti per sovrapporre, ad alcune di esse, sgangherati Parchi. Queste persone, sempre da ignoranti, chiedono la loro soppressione.

Inoltre, con l’essiccamento dello spirito informatore, l’esercito dei forestali non è stato utilizzato per la difesa e la valorizzazione dei territori montani, ma è stato sotto-utilizzato al posto degli “spazzini” o per servizi ai privati e in zone non montane. Con la soppressione diventerebbero dipendenti regionali, con tutto quello che ne consegue.

Come al solito, si verifica un sinistro e la colpa viene data all’auto, non all’autista e a chi lo aveva scelto. La voglia di protagonismo e il populismo stanno provocando parole e proposte in libertà. La fortuna di questi “parlatori” è la distrazione dei cittadini e la disinformazione . Altrimenti, sarebbero destinatari di pernacchie alla De Filippo.

Così, in Irpinia. Se nelle altre Province c’è una situazione simile, povera Italia!

Avellino – Luigi Mainolfi

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. QUANDO IL PADRE IN UNA FAMIGLIA, DA’ IL CATTIVO ESEMPIO, NON SI PUO’ PRETENDERE CHE I FIGLI RAZZOLINO BENE…DI SAN FRANCESCO NE NASCE UNO OGNI 500 ANNI..I VERTICI NON SOLO POLITICI, IN ITALIA CHE ESEMPIO DANNO..

Lascia un commento