mercoledì, 26 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

UNA QUESTIONE DI GIUSTIZIA
Pubblicato il 01-12-2013


Sala

Terza giornata di lavori, a Venezia, per il Congresso dei socialisti. Anche oggi è ricca l’agenda di appuntamenti e interventi che animano il dibattito: dal ministro per le Riforme Quagliariello, al socialista Gianfranco Schietroma, fino all’ex esponente del Movimento 5 Stelle, Adela Gambaro. Interverranno anche Carmela Parziale dell’Unione delle Camere penali, e Virgilio Dastoli del Movimento Federalista europeo, La chiusura dei lavori con l’approvazione finale della mozione di maggioranza e’ prevista intorno a mezzogiorno

 Gianfranco Schietroma: intervento Congresso PSI domenica dicembre (sintesi)

Siamo venuti a Venezia non per soffermarci sul passato, ma per costruire il futuro.

E il futuro del nostro Partito significa innanzi tutto chiusura netta agli opportunisti, a coloro che condizionano la stessa permanenza nel Partito soltanto al proprio interesse personale.

occorre assicurare al cittadino, imputato nel processo penale, un giudice che sia realmente terzo. Perché questo avvenga, colui che emette la sentenza non può essere addirittura un collega del pubblico accusatore. Va dunque approvata dal Parlamento la nostra proposta di separare sul serio le carriere tra pubblico ministero e magistrato giudicante.

Ha ragione chi sostiene che la sinistra per candidarsi in modo credibile alla guida del Paese deve occuparsi seriamente del tema giustizia. Una sinistra quindi che sia davvero sinistra, cioè garantista e libertaria e non forcaiola. Deve però essere chiaro che garantista non significa protettore dei corrotti perché i corrotti vanno puniti, ma anche i corrotti, o presunti tali, hanno diritto ad un processo che si svolga nel rispetto della legge e delle garanzie difensive previste dalla legge.

C’è chi sostiene che il Paese dovrebbe vergognarsi per il trattamento riservato a Berlusconi. Io ritengo, invece, che debba vergognarsi soprattutto chi, in questi venti anni, dopo promesse elettorali mirabolanti, ha portato il Paese sull’orlo del baratro, con un gravissimo arretramento economico e culturale !

Alle europee serve una lista unitaria a sostegno del socialismo europeo e di Martin Schulz. Se il Pd non ci sarà, la faremo con Sel.

Il Governo di emergenza di Letta è forte al punto di avere piegato Berlusconi. Il turismo è essenziale per la nostra economia. Con tutte le nostre bellezze artistiche e ambientali, siamo solo al 33.mo posto nel mondo per competitività turistica.

 Il testo integrale dell’intervento di Gianfranco Schietroma

 ADELE GAMBARO (M5S), LA MIA ESPULSIONE FU ATTO DI TOTALITARISMO – L’Infame. Così fu considerata la senatrice Adele Gambaro quando, lo scorso giugno, fu espulsa dal movimento grillino per aver, secondo le accuse senza processo, diffamato il movimento. il popolo della rete, quello senza volto e senza responsabilità, per mano del leader supremo, con un click la condanno’ senza appello. L’esordio dell’intervento della senatrice Gambaro al 3* Congresso socialista di Venezia ripercorre “quei giorni bui per la democrazia che, in quell’occasione lascio’ il passo al totalitarismo”. Gambaro ha ricordato come quando fu espulsa dai pentastellati “nonostante le tante attestazioni di solidarietà, fu solo il senatore socialista Nencini a esporsi pubblicamente in mia difesa, per tutelare un diritto calpestato”. rivolgendosi alla platea socialista l’ex 5stelle ha detto che il partito “dovrebbe essere fiero di avere un leader con solidi principi ai quali tiene fede con forza”. L’intervento di Gambaro si e’ poi soffermato su un’analisi dei rischi della rete come surrogato della politica, in particolare rispetto ai fenomeni di violenza: “Internet e’ diventato un’area di democrazia partecipativa, ma bisogna stare attenti”, dice, “per contrastare la crisi e’ necessario ripartire dalla politica perché la risposta alla crisi economica, culturale, sociale non passa per ricette economiche, ma politiche”. In chiusura, Gambaro ha citato Voltaire: “Non condivido la tua idea, ma morirei perché tu possa esprimerla”.

LUANA ZANELLA (VERDI), NECESSARIO UN NUOVO MODO DI CONCEPIRE CRISI –  Intervenuta al Congresso socialista la verde Zanella ha parlato dell’importanza della “cultura politica espresso dal PSI come elemento controcorrente rispetto ad una cultura che si dice nuova, ma che ha i limiti, i difetti e le contraddizioni espressi dalla Gambaro”. Zanella ha analizzato le difficoltà che caratterizzano il momento che attraversa il Paese definendole frutto di “una crisi sistemica strutturale che e’ sociale,  economica e ambientale che richiede una svolta profonda nello stesso modo di pensare e di concepire la crisi stessa per essere capaci di organizzare un nuovo modello di sviluppo che ha bisogno di politiche nazionali ed europee”.

Lello Di Gioia: stop a gestione commissariale Inps 

“Stop alla gestione commissariale dell’Inps. Bisogna rivedere la governance di Inps e Inail. Mastrapasqua resti pure Presidente, ma serve un nuovo CdA. Va inoltre completata la riforma dell’Inps”. Lo afferma Lello Di Gioia, Presidente per la commissione bicamerale sugli enti gestori.

Sulla legge di stabilità Di Gioia intende dire la sua alla Camera: “Bisogna lasciare la rivalutazione delle pensioni al di sotto dei 3 mila euro mensili lordi”.

Per rilanciare l’economia soprattutto al sud, Di Gioia propone che le casse di previdenza, oltre ad assicurare le pensioni ai propri iscritti per i prossimi 50 anni, investano “in titoli pubblici italiani”.

Di Gioia, al congresso del Psi, sottolinea i dati drammatici del sud Italia: “I consumi sono diminuiti del 10% in due anni. Il 20% delle famiglie siciliane vive con meno di mille euro al mese. È diminuita anche la natalità: oggi nascono più bambini al nord che al sud”.

Carlo Vizzini: stop a politica dominata da finanza

“Basta con i palazzi della politica. dominati dalla finanza. Basta con i politici governati con un telecomando”. Lo afferma Carlo Vizzini dal palco del congresso del Psi.

Vizzini critica il metodo delle primarie scelto dal Pd: “Il Pd eleggerà il suo segretario anche con elettori che si convertiranno dieci minuti prima del voto. Bisogna tornare all’antico: i partiti devono essere sul territorio, una sezione per ogni comune”. Sulla mafia Vizzini difende il 41 bis: “Io ho contribuito a scriverlo e penso che sia efficace, perché i boss vogliono continuare a gestire le loro attività anche dal carcere”.

GAETANO QUAGLIARIELLO: SI ACCELERA, ADESSO LE RIFORME

Il congresso socialista ha accolto questa mattina il Ministro per le Riforme Quagliariello. Il Ministro ha voluto rimarcare come ragioni antiche ed attuali lo abbiano portato a Venezia. Antiche, perché negli anni ottanta l’unico Partito che aveva intuito che era necessaria una grande riforma per far restare il nostro Paese tra i grandi, era il Partito Socialista. Attuali, perché la profonda crisi che ha preso avvio negli USA e si è trasferita nella impreparata Europa è durata più di una guerra mondiale. “In questa situazione pensare che si possano evitare le riforme, vuol dire coltivare un sentimento antinazionale”, ha dichiarato il Ministro.

Quagliariello ha poi ricordato che a breve, a bocce più ferme, ci sarà la possibilità di avere intese più forti e più chiare ed accelerare sulle riforme, perché senza di esse “non è che non va da nessuna parte il Governo, non va da nessuna parte questo o quel Partito, non va da nessuna parte l’Italia”.
Innanzitutto occorre cambiare la legge elettorale. Una legge contraria al buon senso, perché nata nel momento in cui in Italia vi erano due poli, che tendevano al 50 percento. I poli oggi sono diventati tre e mezzo e invece di tendere al 50 sono andati sotto il 30 percento, con differenze decimali fra gli stessi. Ma pur avendo queste forze preso più o meno lo stesso numero di voti, una forza è molto più rappresentata rispetto alle altre. Inoltre, successivamente, forze di maggioranza sono divenute di minoranza.
Secondo il Ministro, vanno poi portate avanti le riforme istituzionali. E, a seguito del cambio del quadro politico, si utilizzerà la procedura prevista dall’articolo 138 della Costituzione. Quello che è assolutamente necessario è fare alcune importanti riforme entro il 2014. La prima, dice Quagliariello, è la riforma del bicameralismo: non si possono avere due Camere che fanno le stesse cose, anche perché sono state devolute alle Regioni delle competenze per le quali occorre una Camera di compensazione in cui legislatore nazionale e regionale si incontrano. Attualmente su alcune materie, dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, non decide né il Parlamento né le Regioni, ma la Corte Costituzionale e, intanto, gli operatori economici fuggono.
La seconda riforma prioritaria secondo il Ministro è quella dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica o del Presidente del Consiglio. Se tramite legittimazione popolare si scelgono i vertici di Partito, questo può avvenire anche per i vertici istituzionali. I grandi partiti si stanno sciogliendo in tutto il continente, dove i Partiti storici subiscono i movimenti populisti. Ma in altri Paesi europei ai partiti liquidi si contrappongono vertici istituzionali con una forte legittimazione popolare, come nel caso della Francia. In Italia, invece, si rischia di avere partiti liquidi ed istituzioni che non funzionano e la debolezza dell’uno si riverbera sull’altra e l’amplifica.
Occorre anche prendere in considerazione una riforma della Giustizia. Non solo quella penale ma anche quella civile. Misure per la effettività delle garanzie nel processo penale, riforma delle intercettazioni, regole deontologiche più stringenti per la candidabilità dei magistrati e nei rapporti tra giudici e giornalisti.
Sul possibile rimpasto del Governo, Quagliariello rinuncia a commentare e si rimette alle decisioni  del Presidente del Consiglio dopo aver sentito il Presidente della Repubblica. Ed anche sull’IMU Quagliariello ostenta tranquillità: “mancano all’appello 150 milioni di Euro e li troveremo”.

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