venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Una storia di ‘curve’
e di taglie grandi scuote la Spagna in crisi
Pubblicato il 14-12-2013


Mango-taglie comodeChe in Spagna si tiri la cinghia da qualche anno non fa più notizia, ma che la catena leader in abbigliamento per giovani donne aumenti le taglie riempie le prime pagine e occupa i dibattiti nei talk show delle televisivi. Mango, società spagnola di fama internazionale, lancerà sul mercato la nuova linea ‘curve’, ‘plus size’, taglie comode per intenderci, che prenderà il nome di ‘Violeta by Mango’, come riportato dal marchio in un comunicato stampa diffuso capillarmente alle riviste di moda di mezzo mondo.

“Si tratta di una collezione davvero molto ampia, che conta ben 400 modelli, disponibili dalla taglia 44 alla 56, costruita adattando i principali trend della stagione alle forme di tutte le ragazze. La linea debutterà il prossimo 15 gennaio per poi espandersi nel corso dell’anno nei punti vendita del marchio distribuiti in tutta Europa. Tra gli elementi che sono stati anticipati, spiccano tubini e gonne lunghe e fascianti, ideali per mettere in risalto chi possiede un lato B “generoso” e fianchi da urlo.”

Una perfetta operazione di marketing che, allargando oltre al giro vita dei capi d’abbigliamento anche il target di riferimento, ha creato una ‘notizia’ che ha immediatamente fatto esplodere – forse intenzionalmente – la polemica.

Sul quotidiano La Vanguardia, la blogger Aranxa Calavera ha innescato il dibattito lanciando la petizione nientemeno che per bloccare la nuova collezione. Si legge sulla sua rubrica che una campagna pubblicitaria speciale come quella di Mango dedicata alle taglie dalla 44 alla 56 è tutt’altro che inclusiva, ma ghettizza ancor di più le donne, creando un doppio mercato!

La petizione che come primo obiettivo aveva quello di raccogliere almeno 300 firme e sollevare qualche discussione sulle riviste di moda a poche ore dal lancio sulla piattaforma www.change.org ha sfondato le 42.000 firme.

Il direttore del gruppo Mango, Xavier Carbonell si è trovato nell’epicentro del terremoto mediatico, il capo d’accusa è apologia dell’anoressia e della bulimia per equiparare attraverso la pubblicità le taglie 40, 42 e 44 a taglie fuori norma.

“Questo tipo di campagna non aiuta le giovani donne, è forte il condizionamento ad essere sempre più magre. Migliaia di ragazze taglia 42 e 44 potrebbero sentirsi attaccate mediaticamente o cadere vittime di bullismo per essere considerate delle taglie comode” così spiegano psicologi ed esperti in tv e sui giornali. Arantxa Calavera dalla sua rubrica su La Vanguardia spiega che “il messaggio di Mango è confuso e ha un carattere discriminatorio.”

Ricordando come il ministero della Sanità nel 2007 aveva già affrontato il problema del rapporto tra taglie e anoressia, stabilendo che solo a partire da una 48 si poteva classificare come taglia comoda. “Una doppia interpretazione del messaggio pubblicitario della linea Violeta”, spiega Calavera, “che risulta doppiamente discriminatorio, da un lato enfatizza la diversità tra le taglie xs e s classiche e quelle xl tra poco sul mercato e dall’altro la nuova linea è vista come una opportunità per tutte le donne di accedere allo stesso marchio una volta prerogative di poche.”

Una polemica che pare stare stretta anche sui talk e quotidiani nazionali spagnoli e destinata, chissà, ad allargarsi in Europa.

Sara Pasquot

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