martedì, 16 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Venezuela, l’eredità del chavismo
Pubblicato il 11-12-2013


Maduro presidente-VenezuelaLe elezioni amministrative tenute in Venezuela la scorsa domenica hanno largamente confermato l’appoggio elettorale dei venezuelani al governo di Nicolas Maduro.

Il 70% dei comuni andati al volo sono stati assegnati alla compagine governativa, anche se le principali città rimangono nelle mani dell’opposizione.

Cresce, dunque, il distacco tra la coalizione del PSUV di Maduro e le opposizioni guidate da Capriles che si è ampliato dal (contestato) 1,49% delle elezioni presidenziali di aprile al 6,52% di questa tornata. Henrique Capriles aveva cercato di trasformare queste elezioni amministrative in una sorta di referendum su Maduro: una strategia che si è rivelata perdente

Certo, in Venezuela, è difficile pensare che il rito elettorale certifichi il reale appoggio popolare, dando il polso del reale tasso democratico del regime di Caracas. In realtà, diversi fattori fanno pensare proprio il contrario.

Il 19 Novembre il Parlamento ha conferito al Presidente Maduro poteri speciali, permettendogli di governare per decreto, ed ignorare l’assemblea, per i prossimi 12 mesi. Maduro, che controlla la macchina di propaganda del regime, ha inoltre deciso di fissare proprio per l’8 dicembre, giorno delle elezioni amministrative, il “Giorno della lealtà e dell’amore del comandante supremo Hugo Chavez e della patria”.

Così come il suo predecessore, dunque, Maduro non esita ad usare ogni mezzo per ostacolare le opposizioni e rafforzare il controllo del PSUV sul Paese.

Le opposizioni sono state praticamente cancellate da radio e tv, saldamente controllate dalla censura di Caracas.

Inoltre, nel tentativo di ostacolare il Governatore dello Stato di Miranda, Henrique Capriles, Maduro ha istituito il ruolo di “Protettore dello Stato di Miranda”, conferendo l’incarico ad un personaggio filogovernativo. Il Governo ha poi garantito al “protettore” ampi finanziamenti per infrastrutture ed opere pubbliche allo scopo di sponsorizzare il governo centrale e screditare quello locale.

Come se non bastassero le pressioni legislative, mediatiche e propagandistiche, sono stati diversi gli episodi di violenza verso i candidati delle opposizioni. Il 23 novembre il coordinatore del tour elettorale di Capriles è stato arrestato e rilasciato dopo qualche ora. Il 26 Novembre a Maracay, nel nord del Paese, l’autobus di Capriles è stato oggetto di un lancio di bombe molotov, mentre il palco da cui avrebbe dovuto tenere un comizio è stato dato alle fiamme.

Tutto questo mentre l’inflazione galoppa al 54 per cento, in tutto il Paese scarseggiano beni di prima necessità, dallo zucchero alla carta igienica, e si susseguono quotidianamente saccheggi e violenze, mentre la propaganda di regime, naturalmente, accusa gli Stati Uniti e i “parassiti borghesi”. La strada del Venezuela verso la normalizzazione post-chavista sembra ancora lunga.

Riccardo Galetti

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento