lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Schultz e Tsipras, sinistre a confronto
Pubblicato il 28-01-2014


Come tutti sanno Martin Schultz sarà il candidato alla Presidenza della Commissione Europea sostenuto dal PSI nelle prossime elezioni del 24-25 maggio.

Il Partito del Socialismo Europeo organizzerà a Roma, dal 28 febbraio all’1 marzo, il Congresso per delineare i punti programmatici. I temi caldi su cui Schultz e il PSE intendono battersi sono: il rilancio dell’economia e il prevenire nuove crisi finanziarie; promuovere l’uguaglianza dei generi in Europa; sviluppare un’efficace politica europea sull’immigrazione.

Il socialdemocratico tedesco Schultz ha però espresso, nelle settimane passate, il suo disinteresse a contestare tout-court l’azione politica di Angela Merkel. Infatti, l’SPD è entrato nella coalizione di governo che sostiene la Cancelliera e non si sbilancia più di tanto nel contrastare la politica di austerity imposta dalla Germania all’Europa. Il contenimento del debito pubblico e il non superamento della soglia del 3% del differenziale debito pubblico/PIL sono i punti cardine della politica economica merkeliana. Ciononostante, dalle alte Istituzioni europee, Banca Centrale, Corte dei Conti e Consiglio Europeo, arrivano segnali contrastanti. Se da una parte c’è il rispetto della linea dell’austerity dall’altro si chiedono maggiori investimenti in materia di riforme del mercato del lavoro, salari e nuove tecnologie. Com’è possibile conciliare contenimento della spesa e ingenti investimenti per le riforme?

Al Congresso di Riccione di SEL, Nichi Vendola ha aperto una frattura con i due alleati della “vecchia” coalizione Italia Bene Comune. Se il PSI e il PD sosterranno alle elezioni europee il PSE e Schultz, SEL ha deciso di puntare sul candidato greco Alexis Tsipras e la Sinistra Europea.

Alexis Tsipras, trentanovenne e appartenente a Syriza, la coalizione della Sinistra Radicale greca, è stato eletto al IV Congresso della Sinistra Europea, a Madrid, con l’84,1% delle preferenze. Tsipras propone per il futuro dell’Europa un cambiamento drastico e radicale: il dimezzamento da parte di tutti gli Stati membri delle spese militari; adottare una tassa sulle transazioni finanziarie e anche una tassa speciale per i beni di lusso; la protezione del diritto all’istruzione, alla sanità e all’ambiente; esigere dall’UE che la BCE finanzi direttamente gli Stati e i programmi di investimento pubblico; eliminare il vincolo del 3% del differenziale tra spesa pubblica e PIL. Insomma, Tsipras ha deciso di contrastare le decisioni della Troika.

Tra i programmi di Martin Schultz e Alexis Tsipras quelli del greco sembrano i più adatti a una nuova rotta europea. Schultz, come già detto, non ostacolerà le politiche economiche e monetarie della Merkel, e quindi dell’Europa. Tsipras promette battaglia al neoliberismo imposto dall’Unione Europea.

A ben vedere un programma più di “sinistra” è proprio dell’esponente di Syriza. È quanto mai urgente e necessario aprire una discussione seria e costruttiva sul candidato più consono alla Presidenza della Commissione Europea. Solo perché c’è la denominazione “Socialismo” non vuol dire effettivamente che il PSE abbia un programma convincente e vincente. L’asse portante della riflessione è se l’Italia potrà ancora applicare e sostenere le politiche di austerity. Inoltre dal 2015 scatterà l’accordo sul Fiscal Compact che vincolerà l’Italia alla riduzione del debito pubblico per una cifra di 45 miliardi di euro all’anno per i prossimi vent’anni. Il rischio concreto per il nostro Paese è vedere privatizzato tutto il Welfare State, tagli progressivi alle pensioni e agli ammortizzatori sociali. Enormi sacrifici sono già stati chiesti sia agli italiani sia agli altri cittadini europei. Per quanto si potranno chiedere ancora?

Manuele Franzoso

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Commenti all'articolo
  1. Socialismo italiano al crepuscolo? Caliamo le braghe verso il Pd solo per avere qualche candidato eletto alle europee? E poi, se così stanno le cose e la fine, almeno secondo le dichiarazioni dell’attuale gruppo dirigente del PSI, senza che ci sia una presa di posizione decisa da parte degli altri compagni con responsabilitá importanti.

  2. Il problema dell’europa mediterranea è, da un secolo, il mancato esproprio della rendita fondiaria differenziale; ciò che, invece, è avvenuto nei primi anni del secolo scorso nell’europa centro-settentrionale. In Italia la strumentazione urbainistica prevede di urbanizzare circa kmq 2.000 in 20 anni, se fossero espropriati a prezzo agricolo ci si potrebbe pagare il debito pubblico!

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